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    <description>I migliori articoli di Gaianews.it scelti per voi</description>
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		<title><![CDATA[LILA scrive a Grillo sull&#8217;HIV]]></title>
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		<pubDate>Thu, 17 May 2012 17:56:09 +0000</pubDate>
        <author>Redazione di Gaianews.it</author>
		<dc:creator>Redazione di Gaianews.it</dc:creator>
				<category><![CDATA[FLASH NEWS]]></category>
		<category><![CDATA[aids]]></category>
		<category><![CDATA[Alessandra Cerioli]]></category>
		<category><![CDATA[Beppe Grillo]]></category>
		<category><![CDATA[HIV]]></category>
		<category><![CDATA[LILA]]></category>
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		<description><![CDATA[Alessandra Cerioli, presidente nazionale Lila onlus, ha scritto a Beppe Grillo, comico e ora leader del Movimento 5 Stelle, perchè prenda una posizione chiara sull&#8217;AIDS. Infatti in alcuni video di spettacoli degli anni precedenti, specialmente in uno del 1998, &#8220;Apocalisse morbida&#8221;, Grillo definiva l&#8217;HIV come &#8220;la più grande bufala di questo secolo&#8221;. Ora questi video [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://gaianews.it/wp-content/uploads/aids_fiocco.jpeg" alt="AIDS" title="AIDS" width="297" height="170" class="alignleft size-full wp-image-15077" /></p>
<p>Alessandra Cerioli, presidente nazionale Lila onlus, ha scritto a Beppe Grillo, comico e ora leader del Movimento 5 Stelle, perchè prenda una posizione chiara sull&#8217;AIDS.</p>
<p>Infatti in alcuni video di spettacoli degli anni precedenti, specialmente in uno del 1998, &#8220;Apocalisse morbida&#8221;, Grillo definiva l&#8217;HIV come &#8220;la più grande bufala di questo secolo&#8221;.</p>
<p><iframe width="500" height="375" src="http://www.youtube.com/embed/BBAnLrhhYP4?fs=1&#038;feature=oembed" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></p>
<p>Ora questi video sono disponibili su youtube e questo scatena incertezze e domande in molti che si rivolgono alla LILA per chiarimenti anche attraverso i forum.</p>
<p>Per questo ora la presidente Cerioli ha scritto al comico chiedendo una «chiara, aggiornata e seria presa di posizione sul tema Hiv e dell’Aids» dato che «il suo nome viene molto sbandierato, grazie a un suo spettacolo di qualche anno fa, in innumerevoli mail che riceviamo e post che affollano siti e social network nostri e altrui, compreso il suo blog» nel quale Grillo afferma che l’Aids è una «bufala».</p>
<p>«Siamo perfettamente consapevoli che lo spettacolo teatrale non equivale a un programma politico. Altrettanto però &#8211; spiega Cerioli &#8211; non si può dire di parecchi suoi attuali estimatori, che quello spettacolo lo stanno usando contro di noi e contro il buonsenso».</p>
<p>«Erano anni &#8211; continua la Lila &#8211; in cui la discussione sul virus era accesa e non avanzata come oggi, anche se erano disponibili già dal 1996 le terapie che ancora oggi permettono la sopravvivenza alle persone che vivono con l’Hiv (gli inibitori della proteasi, non l’Azt). Erano gli anni in cui in Sudafrica il presidente Mbeki abbracciava le teorie dette, appunto, negazioniste, e invece di preoccuparsi di fornire ai propri cittadini le giuste terapie, diceva loro di curarsi col succo di limone, condannandoli a morte certa. Rinnegando Mandela, che l’anno prima, nel 1997, aveva varato la legge “Medicines and Related Substances Control Amendment Act”, per rendere disponibili i farmaci salvavita più economici».</p>
<p>«Egregio Beppe Grillo, dia una mano alle persone che vivono con l’Hiv e ai loro cari in questa lotta che ormai ha trent’anni e ancora non vede la fine. Abbiamo bisogno di tutto, tranne che di un suo video dove dice che l’Aids è la più grande bufala del secolo», conclude Cerioli.</p>
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		<title><![CDATA[Colesterolo buono previene rischio di infarto? Scienziato avanza dubbi]]></title>
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		<pubDate>Thu, 17 May 2012 17:34:00 +0000</pubDate>
        <author>Paolo Ferrante</author>
		<dc:creator>Paolo Ferrante</dc:creator>
				<category><![CDATA[Dalla Redazione]]></category>
		<category><![CDATA[Salute]]></category>
		<category><![CDATA[colesterolo]]></category>
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		<category><![CDATA[LDL]]></category>
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		<description><![CDATA[Tutti conoscono la sacra distinzione tra colesterolo buono &#8211; quello che tiene pulite le arterie &#8211; e quello cattivo, che porta a infarto, ictus e quant&#8217;altro. Ora però questa convinzione sembra scricchiolare, almeno a detta di alcuni scienziati secondo cui l&#8217;aumento delle lipoproteine ​​ad alta densità (HDL) meglio note come il &#8220;colesterolo buono&#8221;, non aiuterebbe [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-7367" title="Controllo della pressione. Il colesterolo è poco curato nel mondo secondo l'OMS. Crediti: OMSoms" src="http://gaianews.it/wp-content/uploads/colesterolo_oms.jpg" alt="Controllo della pressione. Il colesterolo è poco curato nel mondo secondo l'OMS. Crediti: OMSoms" width="310" height="200" />Tutti conoscono la sacra distinzione tra colesterolo buono &#8211; quello che tiene pulite le arterie &#8211; e quello cattivo, che porta a infarto, ictus e quant&#8217;altro. Ora però questa convinzione sembra scricchiolare, almeno a detta di alcuni scienziati secondo cui l&#8217;aumento delle lipoproteine ​​ad alta densità (HDL) meglio note come il &#8220;colesterolo buono&#8221;, non aiuterebbe a ridurre i rischi di attacco di cuore.</p>
<p>Il nuovo studio, che è un&#8217;analisi di 20 studi precedenti che hanno coinvolto ben 21 mila casi di attacchi di cuore, ha scoperto che anche se è vero che mantenere le lipoproteine ​​a bassa densità o LDL (conosciute come il &#8220;colesterolo cattivo&#8221;) sotto controllo è bene per il cuore, alti livelli di HDL non hanno alcun impatto sul rischio di malattie cardiache.</p>
<p>Lo studio, pubblicato sula prestigiosa rivista scientifica inglese <em>The Lancet</em>, ha dimostrato che le persone con alte concentrazioni di colesterolo HDL a causa di una predisposizione genetica non hanno meno probabilità di avere infarti.</p>
<p>&#8220;Questi risultati dimostrano che in realtà un aumento del colesterolo HDL potrebbe non ridurre il rischio di infarto del miocardio (o attacco cardiaco) negli esseri umani&#8221;, ha detto l&#8217;autore dello studio Sekar Kathiresan, del Massachusetts General Hospital e della Harvard Medical School degli Stati Uniti.</p>
<p>&#8220;Pertanto, fornire farmaci che aumentano il colesterolo HDL potrebbe non essere una buona idea, in quanto non possiamo dare per scontato che il rischio di infarto si ridurrebbe&#8221;, ha spiegato Kathiresan.</p>
<p>Il colesterolo HDL è conosciuto come colesterolo &#8220;buono&#8221;, perché &#8211; almeno fino ad oggi &#8211; concentrazioni più elevate erano state associate con un più basso rischio di attacchi di cuore in diversi studi, anche se non è mai stata dimostrata chiaramente una relazione causale.</p>
<p>In altre parole, meno infarti erano stati osservati quando i livelli del colesterolo buono erano alti, ma questo non permette di dire che alti livelli di colesterolo buono possano migliorare il rischio di infarto.</p>
<p>Riducendo al contempo le lipoproteine ​​a bassa densità LDL &#8211; o colesterolo &#8220;cattivo&#8221; &#8211; , diminuisce il rischio di attacco cardiaco.</p>
<p>Nel nuovo studio, i ricercatori hanno confrontato i rischi di attacchi cardiaci nelle persone con un incremento ereditario del colesterolo HDL, causato da un particolare gene.</p>
<p>L&#8217;analisi, che ha coinvolto quasi 21 mila casi di attacco di cuore provenienti da 20 studi, hanno dimostrato che le persone con questo particolare gene non hanno meno probabilità di avere un attacco di cuore.</p>
<p>I ricercatori hanno poi costruito test genetici per 14 varianti genetiche comuni associate esclusivamente con il colesterolo HDL in quasi 12.500 persone con una storia di infarto.</p>
<p>Anche in questo caso non si è osservato un minor rischio di attacco di cuore, suggerendo che &#8220;alcuni meccanismi genetici che aumentano il colesterolo HDL non riducono il rischio di infarto miocardico&#8221;, hanno detto i ricercatori.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title><![CDATA[Alto l&#8217;uso di dopanti legali e non fra gli sportivi]]></title>
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		<pubDate>Thu, 17 May 2012 17:27:52 +0000</pubDate>
        <author>Redazione di Gaianews.it</author>
		<dc:creator>Redazione di Gaianews.it</dc:creator>
				<category><![CDATA[FLASH NEWS]]></category>
		<category><![CDATA[antinfiammatori]]></category>
		<category><![CDATA[doping]]></category>
		<category><![CDATA[Mininistero della Salute]]></category>
		<category><![CDATA[salute]]></category>
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		<description><![CDATA[La Commissione Vigilanza e Controllo del Doping (Cvd) del Ministero della Salute ha presentato ad un convegno all&#8217;Istituto Superiore per la Sanità i risultati dei controlli per il 2011. Secondo i controlli il 3% degli sportivi amatoriali italiani fa uso di doping. Anche il 10% dei frequentatori delle palestre abusa di farmaci dopanti. Di entrambi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://gaianews.it/wp-content/uploads/file0001091226410.jpg" alt="" title="sport_ciclismo" width="600" height="341" class="alignleft size-full wp-image-21005" /><br />
La Commissione Vigilanza e Controllo del Doping (Cvd) del Ministero della Salute ha presentato ad un convegno all&#8217;Istituto Superiore per la Sanità i risultati dei controlli per il 2011. Secondo i controlli il 3% degli sportivi amatoriali italiani fa uso di doping. Anche il 10% dei frequentatori delle palestre abusa di farmaci dopanti. Di entrambi i gruppi oltre il 50% usa sostanze dall&#8217;effetto dopante regolari, ma con effetti sulla salute che possono essere anche seri.</p>
<p>I controlli sono stati effettuati su 1676  soggetti durante 386 eventi sportivi per dilettanti, soprattutto nell&#8217;ambito del ciclismo.<br />
 I positivi sono stati circa il 3,1% e il 71% erano uomini.L&#8217;eta&#8217; media e&#8217; risultata di 29 anni. &#8221;Ma il fenomeno non ha eta&#8217; &#8211; ha sottolineato Massimo Casciello, direttore del Cvd all&#8217;ANSA &#8211; abbiamo trovato persone di 65 anni che prendono steroidi&#8221;.</p>
<p>Altri sport a cui sono state riscontrate delle positività al doping sono stati la pesistica e cultura fisica (9,7%), il rugby (5%) oltre al ciclismo (4,4%). </p>
<p>Oltre a coloro che usano farmaci illegali c&#8217;è una grossa percentuale, circa la metà, che fa uso di farmaci leciti, ma sempre pericolosi per la salute, come antinfiammatori e integratori.</p>
<p>&#8221;La somministrazione di farmaci in chi e&#8217; sano e&#8217; sempre pericolosa &#8211; ha sottolineato Luciano Caprino, farmacologo dell&#8217;Universita&#8217; La Sapienza di Roma all&#8217;ANSA &#8211; nel caso degli antinfiammatori, ad esempio, gli atleti li prendono quando dovrebbero in teoria stare fermi per un dolore&#8221;.</p>
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		<item>
		<title><![CDATA[Rinnovabili nello spazio: energia solare direttamente dai satelliti]]></title>
		<link>http://gaianews.it/green-economy/rinnovabili-nello-spazio-energia-solare-direttamente-dai-satelliti-20989.html</link>
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		<pubDate>Thu, 17 May 2012 14:13:04 +0000</pubDate>
        <author>Redazione di Gaianews.it</author>
		<dc:creator>Redazione di Gaianews.it</dc:creator>
				<category><![CDATA[Dalla Redazione]]></category>
		<category><![CDATA[Green economy]]></category>
		<category><![CDATA[energia solare]]></category>
		<category><![CDATA[energie rinnovabili]]></category>
		<category><![CDATA[NASA]]></category>
		<category><![CDATA[Niac]]></category>
		<category><![CDATA[pannelli solari]]></category>
		<category><![CDATA[Spazio]]></category>
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		<description><![CDATA[Il futuro dell&#8217;energia solare è nello spazio. E&#8217; ciò a cui stanno lavorando gli ingegneri presso l&#8217;Università di Strathclyde, Glasgow, Scozia che mirano a potenziare il futuro delle energie rinnovabili attraverso la raccolta di energia solare direttamente da appositi nello spazio. I ricercatori hanno già sperimentato apparecchiature nello spazio che potrebbero fungere da piattaforma per [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><div id="attachment_20997" class="wp-caption alignleft" style="width: 410px"><img src="http://gaianews.it/wp-content/uploads/Vasile.jpg" alt="" title="Vasile" width="400" height="436" class="size-full wp-image-20997" /><p class="wp-caption-text">  Thomas Sinn  e il Dr. Massimiliano Vasile    Foto: Graeme Fleming, University of Strathclyde</p></div><br />
Il futuro dell&#8217;energia solare è nello spazio. E&#8217; ciò a cui stanno lavorando gli ingegneri presso l&#8217;Università di Strathclyde, Glasgow, Scozia che mirano a potenziare il futuro delle energie rinnovabili attraverso la raccolta di energia solare direttamente da appositi nello spazio.</p>
<p>I ricercatori  hanno già sperimentato apparecchiature nello spazio che potrebbero fungere da piattaforma per i pannelli solari per raccogliere l&#8217;energia e permettono di traferirla poi di nuovo a terra, mediante microonde o laser.</p>
<p>Questo costituirebbe una fonte affidabile di energia e potrebbe consentire di accumulare preziosa energia da inviare nelle zone più lontane del mondo, in aree disastrate o zone periferiche che sono difficili da raggiungere con i mezzi tradizionali.</p>
<p>Il dottor Massimiliano Vasile, dell&#8217;Università di Strathcly, Dipartimento degli Studi di Meccanica e Ingegneria Aerospaziale, che sta conducendo le ricerca sull&#8217;energia solare spaziale, ha detto: &#8220;Lo spazio offre una fantastica fonte per la raccolta di energia solare e abbiamo il vantaggio di essere in grado di raccoglierla a prescindere dalle condizioni tempo del giorno o addirittura dalle condizioni atmosferiche.</p>
<p>&#8220;In zone come il deserto del Sahara dove l&#8217;energia solare può essere catturata, diventa molto difficile da trasportarla in aree dove può essere usata. Tuttavia, la nostra ricerca si sta concentrando su come possiamo rimuovere questo ostacolo e indirizzare l&#8217;energia in aree difficili da raggiungere.</p>
<p>&#8220;Utilizzando sia le microonde che il laser saremmo in grado di trasportare l&#8217;energia sulla Terra, direttamente in specifiche aree. Ciò fornirebbe una fonte affidabile di energia di qualità e eliminerebbe la necessità di immagazzinare energia proveniente da fonti rinnovabili sulla terra .</p>
<p>&#8220;Inizialmente, piccoli satelliti saranno in grado di generare energia sufficiente per un piccolo villaggio, ma abbiamo l&#8217;obiettivo, e in effetti la tecnologia disponibile, per realizzare una struttura che potrebbe alimentare una città intera&#8221;.</p>
<p>Il dottor  Vasile ha aggiunto: &#8220;La prossima fase del nostro progetto coinvolgerà lo studio sui i riflettori necessari per raccogliere l&#8217;energia solare.</p>
<p>&#8220;L&#8217;attuale progetto, chiamato SAM (Autogonfiaggio di una membrana adattabile) metterà alla prova il dispiegamento di una struttura cellulare ultra leggera che può cambiare forma una volta implementata. La struttura è fatta di cellule che sono autogonfiabili nel vuoto e possono cambiare il loro volume in modo indipendente.</p>
<p>&#8220;La struttura riproduce la struttura cellulare naturale che esiste in tutte le cose viventi. Il controllo indipendente delle celle ci permetterebbe di trasformare la struttura in un concentratore solare per raccogliere la luce del sole e proiettarla su pannelli solari. La stessa struttura può essere utilizzata per la costruzione di sistemi spaziali di grandi dimensioni con l&#8217;assemblaggio di migliaia di piccole unità individuali. &#8221;</p>
<p>Lo studio Niac della NASA sta lavorando a un nuovo design concettuale per grandi satelliti per l&#8217;energia solare. Il ruolo del team presso l&#8217;Università di Strathclyde è quello di sviluppare soluzioni innovative per gli elementi strutturali e nuove soluzioni per l&#8217;orbita e il controllo in orbita.</p>
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		<title><![CDATA[Da domani a Firenze il primo congresso nazionale di simulazione in medicina]]></title>
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		<pubDate>Thu, 17 May 2012 13:43:56 +0000</pubDate>
        <author>Chiara Cichero</author>
		<dc:creator>Chiara Cichero</dc:creator>
				<category><![CDATA[FLASH NEWS]]></category>
		<category><![CDATA[novità in campo medico]]></category>
		<category><![CDATA[nuove tecnologie per la medicina]]></category>
		<category><![CDATA[salute]]></category>
		<category><![CDATA[simmed firenze]]></category>
		<category><![CDATA[tecnologia medica]]></category>
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		<description><![CDATA[Da domani a Firenze il primo congresso nazionale di simulazione in medicina. Software, manichini, robot, ovvero tecniche sofisticate per formare operatori sempre più qualificati, addestrati a fronteggiare al meglio sia la routine che le emergenze. Prevista la partecipazione di chirurghi e medici delle più diverse discipline, fisioterapisti, infermieri, personale della protezione civile, volontari. Il congresso [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://gaianews.it/wp-content/uploads/stetoscopio.jpg" alt="" title="Stetoscopio" width="400" height="266" class="alignleft size-full wp-image-2803" /><br />
Da domani a Firenze il primo congresso nazionale di simulazione in medicina. Software, manichini, robot, ovvero tecniche sofisticate per formare operatori sempre più qualificati, addestrati a fronteggiare al meglio sia la routine che le emergenze. Prevista la partecipazione di chirurghi e medici delle più diverse discipline, fisioterapisti, infermieri, personale della protezione civile, volontari. </p>
<p>Il congresso sarà presieduto dal professor Gian Franco Gensini, il Preside della Facoltà di Medicina dell’Università di Firenze, e dalla Simmed ( Società Italiana di Simulazione in Medicina) fondata di recente a Firenze, la prima associazione scientifica dedicata a questo sistema di addestramento totalmente interattivo, basato sull’uso di strumenti formativi ed educativi innovativi, inseriti in scenari clinici che riproducono fedelmente le condizioni reali in cui si opera in campo sanitario.</p>
<p> Diversamente dai tradizionali congressi la formula scelta di SIMMED alterna teoria e pratica, cioè sessioni sulla teoria della simulazione, e dimostrazioni pratiche per piccoli gruppi, in cui i vari sistemi hardware e software saranno applicati a casi clinici e contesti decisionali anche imprevedibili e ad alto rischio. A esempio, intervenire su casi di morte improvvisa in corso di attività sportiva è appunto una delle simulazioni previste. In Toscana sono attive strutture di simulazione dedicate prevalentemente alla chirurgia, come il Centro EndoCAS di Pisa creato e seguito dai professori Franco Mosca e Mauro Ferrari e dal loro gruppo, per le urgenze pediatriche l&#8217;AOU Meyer, per l&#8217;ortopedia il Centro di simulazione di Arezzo e per la  medicina di emergenza-urgenza il Centro di Simulazione dell&#8217;AOU Careggi di Firenze. In tutto questo mancava,  come spiega il professor Gensini, una Società scientifica che mettesse in contatto i vari operatori del settore per confrontare le diverse esperienze, ruolo che ha ricoperto la Simmed.</p>
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		<title><![CDATA[La cura del parkinson nella sansa della spremitura dell&#8217;olio di oliva]]></title>
		<link>http://gaianews.it/flash-news/la-cura-del-parkinson-nella-sansa-della-spremitura-dellolio-di-oliva-20985.html</link>
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		<pubDate>Thu, 17 May 2012 13:38:35 +0000</pubDate>
        <author>Chiara Cichero</author>
		<dc:creator>Chiara Cichero</dc:creator>
				<category><![CDATA[FLASH NEWS]]></category>
		<category><![CDATA[Morbo di Parkinson]]></category>
		<category><![CDATA[nuove terapie]]></category>
		<category><![CDATA[terapie parkinson]]></category>
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		<description><![CDATA[Nuove terapie per il morbo di Parkinson dall&#8217;Università di Siviglia e di Malaga, Spagna.  La novità consiste nel sintetizzare dalla  spremitura dell&#8217;oliva un anti-ossidante che risulterebbe  efficace per la cura del morbo. La sansa, ovvero i residui di bucce e noccioli dell&#8217;oliva stessa, avrebbe infatti  proprietà anti-ossidanti.   L&#8217;Andalusia è una regione ad alta produzione di sansa, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://gaianews.it/wp-content/uploads/olive1.jpg" alt="" title="olive" width="1042" height="690" class="alignleft size-full wp-image-8082" />Nuove terapie per il morbo di Parkinson dall&#8217;Università di Siviglia e di Malaga, Spagna.  La novità consiste nel sintetizzare dalla  spremitura dell&#8217;oliva un anti-ossidante che risulterebbe  efficace per la cura del morbo. La sansa, ovvero i residui di bucce e noccioli dell&#8217;oliva stessa, avrebbe infatti  proprietà anti-ossidanti.  </p>
<p>L&#8217;Andalusia è una regione ad alta produzione di sansa, si parla di circa 4 milioni di tonnellate all&#8217;anno, probabilmente è per questo che tale scoperta arriva proprio dalla Spagna. Una scoperta che rende possibile la sintesi del composto denominato &#8220;sansa&#8221; al fine di utilizzarlo come base di sintesi di nuove molecole di “<em>nitrocatecolo</em>”, il principio attivo alla base (in diverse sue espressioni, N.d.R.) dei farmaci contro il Parkinson. Il <strong>morbo di Parkinson</strong> è una <em>malattia neuro degenerativa</em> caratterizzata da un’evoluzione lenta, ma inarrestabile. Il suo progredire coinvolge il controllo dei movimenti e dell’equilibrio.  Il progetto tutto spagnolo è stato un lavoro non facile, come commenta <strong>Josè Luis Espartero</strong>, il coordinatore della sperimentazione patrocinata dalla <em>Fundacion Descubre</em>: &#8220;Lavoriamo su decine di nitrocatecoli per identificare un trattamento per il Parkinson. Si tratta però di un obiettivo ancora lontano. Ed una volta individuato occorreranno studi farmacologici e clinici di conferma&#8221;. Dal nitrocatecolo deriva il tolcapone, il  farmaco usato di recente proprio per il trattamento di questa malattia, che però si era rivelato dannoso, in quanto un numero non trascurabile di pazienti affetti da Parkinson avevano contratto l&#8217;epatite fulminante. </p>
<p>L&#8217;obiettivo degli studi da parte dell&#8217;equipe di ricercatori spagnoli, coordinato dal professor Josè Luis Espartero, è quello di ricavare nitrocatecoli estraibili da una sorgente naturale,  un processo che richiederà ulteriori studi e sperimentazioni cliniche e farmacologiche prima di poter essere applicato.</p>
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		<title><![CDATA[Dukan radiato dall&#8217;albo, la sua dieta va prescritta con molta cautela]]></title>
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		<pubDate>Thu, 17 May 2012 13:35:58 +0000</pubDate>
        <author>Chiara Cichero</author>
		<dc:creator>Chiara Cichero</dc:creator>
				<category><![CDATA[FLASH NEWS]]></category>
		<category><![CDATA[Alimentazione]]></category>
		<category><![CDATA[dieta Dukan]]></category>
		<category><![CDATA[diete e conseguenze]]></category>
		<category><![CDATA[dukan]]></category>
		<category><![CDATA[pierre dukan]]></category>
		<category><![CDATA[salute]]></category>
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		<description><![CDATA[&#8220;Pierre Dukan radiato dall&#8217;albo dei medici. La dieta Dukan  va prescritta con cautela&#8221;. Questo il commento del  professor Michele Carruba, il direttore del Centro di studio e ricerca sull&#8217; obesita&#8217; dell&#8217;Universita&#8217; di Milano, che è stato interpellato dall&#8217;AGI sulla radiazione del nutrizionista dall&#8217;Ordine dei medici di Francia. Dukan ha dato il nome alla sua dieta, dieta [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://gaianews.it/wp-content/uploads/Vegetables_little.jpg" alt="" title="Verdura" width="400" height="389" class="alignleft size-full wp-image-2240" />&#8220;Pierre Dukan radiato dall&#8217;albo dei medici. La dieta Dukan  va prescritta con cautela&#8221;. Questo il commento del  professor Michele Carruba, il direttore del Centro di studio e ricerca sull&#8217; obesita&#8217; dell&#8217;Universita&#8217; di Milano, che è stato interpellato dall&#8217;AGI sulla radiazione del nutrizionista dall&#8217;Ordine dei medici di Francia. </p>
<p>Dukan ha dato il nome alla sua dieta, dieta seguita da vip, dieta che ora fa moda, dieta che,  secondo Carruba, presenta una serie di problematiche. &#8220;Dukan usava un approccio con una dieta iperproteica &#8211; afferma il professor Carruba &#8211; che fa perdere peso perche&#8217; produce un accumulo di corpi chetonici, e questo provoca nausea e riduce l&#8217;appetito. Le persone a questo punto non mangiano perche&#8217; hanno disgusto del cibo, inoltre i corpi chetonici sono dannosi per i reni e alla lunga possono procurare danni reali. Bisogna essere cauti nel prescrivere questa dieta a pazienti obesi, che hanno un rischio maggiore di problemi rispetto a pazienti normali. Una dieta iperproteica puo&#8217; essere efficace nel breve periodo, perche&#8217; favorisce un rapido calo di peso. Un approccio di questo tipo non educa a una dieta corretta, mentre il paziente va accompagnato a modificare il suo stile di vita&#8221;.</p>
<p>Carruba sostiene che chi segue la dieta Dukan dopo poco recupera il peso perduto, e che, se al contrario, continuasse a perseguire la dieta, andrebbe incontro a problematiche importanti, come la funzionalità renale. &#8220;La dieta Dukam non ha una sperimentazione corretta: funziona nel breve periodo ma nessuno va a vedere statisticamente com&#8217;e&#8217; la funzionalita&#8217; dei reni dopo 2-3 settimane. Molti dietologi inventano una dieta e la applicano sui pazienti senza vederne l&#8217;efficacia e gli effetti collaterali.  La dieta ha avuto questa popolarita&#8217; perche&#8217; molto pubblicizzata, per imitazione. Ma e&#8217; una dieta squilibrata, tutte le ricerche dicono che una dieta deve rispettare la proporzione tra macronutrienti, il 60&amp; deve venire da carboidrati, il 30% da grassi e il resto da proteine. Una dieta iperproteica significa facilitare la chetosi. La radiazione quindi mi sembra opportuna: esiste una scienza della nutrizione e chi ha una laurea in medicina ha il dovere di documentarsi. Se qualcuno non lo fa e usa approcci innovativi senza averli sperimentati, mette a rischio la salute dei pazienti&#8221;.</p>
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		<title><![CDATA[ISTAT: i dati sulla popolazione omosessuale in Italia]]></title>
		<link>http://gaianews.it/cultura-e-societa/istat-i-dati-sulla-popolazione-omosessuale-in-italia-20983.html</link>
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		<pubDate>Thu, 17 May 2012 13:06:39 +0000</pubDate>
        <author>Redazione di Gaianews.it</author>
		<dc:creator>Redazione di Gaianews.it</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cultura e società]]></category>
		<category><![CDATA[discriminazione]]></category>
		<category><![CDATA[Istat]]></category>
		<category><![CDATA[omosessualità]]></category>
		<category><![CDATA[transessualità]]></category>
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		<description><![CDATA[L&#8217;ISTAT ha pubblicato oggi il rapporto sulla popolazione omosessuale in Italia. L&#8217;indagine è stata condotta sui cittadini dai 18 ai 74 anni. La maggioranza degli italiani ritiene che gli omosessuali e i transessuali siano discriminati e sono in disaccordo con questa discriminazione. Però, soprattutto per alcuni ruoli, come quello di maestro elementare, gli italiani non [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;ISTAT ha pubblicato oggi il rapporto sulla popolazione omosessuale in Italia. L&#8217;indagine è stata condotta sui cittadini dai 18 ai 74 anni.<br />
La maggioranza degli italiani ritiene che gli omosessuali e i transessuali siano discriminati e sono in disaccordo con questa discriminazione. Però, soprattutto per alcuni ruoli, come quello di maestro elementare, gli italiani non sono d&#8217;accordo che sia un omosessuale a rivestirlo. Inoltre per gli italiani non c&#8217;è nessun male ad amare una persona dell&#8217;altro sesso, ma è meglio farlo discretamente e senza dichiararlo. Infine gli omosessuali e i transessuali dichiarano di essere stati discriminati in diversi ambiti.</p>
<p>&#8220;I dati della ricerca Istat sulla popolazione omosessuale in Italia,&#8221; dichiara Paolo Patanè, presidente nazionale Arcigay &#8220;diffusi in occasione della Giornata internazionale contro l&#8217;omofobia e la transfobia, confermano ampiamente quanto diciamo da tempo: il paese è davvero pronto ad una legge contro l&#8217;omofobia e ne riconosce il valore e l&#8217;urgenza. Ancora, l&#8217;Italia chiede pari diritti e doveri per le coppie composte da persone dello stesso sesso.&#8221;</p>
<p>Secondo l&#8217;ISTAT il 61,3% dei cittadini ritiene che in Italia gli omosessuali siano molto o abbastanza discriminati, l’80,3% che lo sono le persone transessuali.<br />
Generalizzata appare la condanna di comportamenti discriminatori: il 73% è in totale disaccordo con il fatto che non si assuma una persona perché omosessuale o non si affitti un appartamento per lo stesso motivo.<br />
D’altra parte, che persone omosessuali rivestano alcuni ruoli crea problemi ad una parte della popolazione: per il 41,4% non è accettabile un insegnante di scuola elementare omosessuale, per il 28,1% un medico, per il 24,8% un politico.<br />
La maggioranza egli italiani è d&#8217;accordo nel riconoscere gli stessi diritti alle coppie gay, fatta salva la possibilità di adottare dei figli.</p>
<p>Il 65,8% è d’accordo con l’affermazione “si può amare una persona dell’altro sesso oppure una dello stesso sesso: l’importante è amare”. </p>
<p>La maggioranza dei rispondenti ritiene accettabile che un uomo abbia una relazione affettiva e sessuale con un altro uomo (59,1%) o che una donna abbia una relazione affettiva e sessuale con un’altra donna (59,5%).<br />
Ciononostante, il 55,9% si dichiara d’accordo con l’affermazione “se gli omosessuali fossero più discreti sarebbero meglio accettati”, mentre per il 29,7% “la cosa migliore per un omosessuale è non dire agli altri di esserlo”.</p>
<p>La maggioranza dei rispondenti (62,8%) è d’accordo con l’affermazione “è giusto che una coppia di omosessuali che convive possa avere per legge gli stessi diritti di una coppia sposata”. Il 43,9% con l’affermazione “è giusto che una coppia omosessuale si sposi se lo desidera”.<br />
Maggiore è la contrarietà nei confronti dell’adozione dei figli (solo circa il 20% è molto o abbastanza d’accordo con la possibilità di adottare un bambino).</p>
<p>Le donne, i giovani e i residenti nel Centro Italia mostrano una maggiore apertura nei confronti degli omosessuali. </p>
<p><img src="http://gaianews.it/wp-content/uploads/file701299029783.jpg" alt="" title="omosessualità" width="600" height="510" class="alignleft size-full wp-image-20986" />Gli omosessuali e i bisessuali vivono grandi difficoltà in famiglia. Circa il 20% dei  genitori sa che i loro figli vivono una tale condizione. Il dato è più alto per i fratelli (45,9%), i colleghi (55,7%) e soprattutto gli amici (77,4%).</p>
<p>Considerando tutti e tre questi ambiti, il 40,3% degli omosessuali/bisessuali dichiara di essere stato discriminato, contro il 27,9% degli eterosessuali. Si arriva al 53,7% aggiungendo le discriminazioni subite (e dichiaratamente riconducibili all’omosessualità/bises-sualità degli intervistati) nella ricerca di una casa (10,2%), nei rapporti con i vicini (14,3%), nell’accesso a servizi sanitari (10,2%) oppure in locali, uffici pubblici o mezzi di trasporto (12,4%). </p>
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		<title><![CDATA[Grandi incendi nelle foreste: oltre al clima la causa sono le attività antropiche]]></title>
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		<pubDate>Thu, 17 May 2012 11:34:51 +0000</pubDate>
        <author>Redazione di Gaianews.it</author>
		<dc:creator>Redazione di Gaianews.it</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Dalla Redazione]]></category>
		<category><![CDATA[anelli degli alberi]]></category>
		<category><![CDATA[bischi]]></category>
		<category><![CDATA[cambiamenti climatici]]></category>
		<category><![CDATA[foreste]]></category>
		<category><![CDATA[incendi]]></category>
		<category><![CDATA[Periodo Caldo Medievale]]></category>
		<category><![CDATA[Piccola Era Glaciale]]></category>
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		<description><![CDATA[Secondo uno studio che ha analizzato i dati relativi agli anelli dei tronchi degli alberi nel sud ovest degli Stati Uniti, i grandi incendi dei nostri giorni sono un fenomeno del tutto particolare. Lo studio, senza precedenti per dimensioni, riunisce i dati relativi a 1500 anni di dati sulle foreste di pini Ponderosa. I ricercatori [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_20977" class="wp-caption alignleft" style="width: 586px"><img src="http://gaianews.it/wp-content/uploads/Pino_ponderosa.jpg" alt="" title="Pino_ponderosa" width="576" height="768" class="size-full wp-image-20977" /><p class="wp-caption-text">Foto: 	Walter Siegmund</p></div>
<p>Secondo uno studio che ha analizzato i dati relativi agli anelli dei tronchi degli alberi nel sud ovest degli Stati Uniti, i grandi incendi dei nostri giorni sono un fenomeno del tutto particolare. Lo studio, senza precedenti per dimensioni, riunisce i dati relativi a 1500 anni di dati sulle foreste di pini Ponderosa.<br />
I ricercatori hanno costruito un modello statistico che comprende le caratteristiche del clima e gli incendi, per capire se i grandi incendi odierni hanno la loro causa nel clima caldo e secco.<br />
Secondo i risultati, gli incendi dei nostri giorni sono atipici e le cause sono attribuibili ai cambiamenti climatici e alle attività antropiche dell&#8217;ultimo secolo.</p>
<p>&#8220;Gli Stati Uniti non dovrebbero affrontare i grandi incendi che distruggono le foreste oggi, se le attività umane non avessero cominciato a sopprimere gli incendi di bassa gravità e superficiali che erano così comuni più di un secolo fa&#8221;, ha spiegato Christopher I. Roos, della Southern Methodist University, Dallas.</p>
<p>Secondo lo studioso l&#8217;impatto del disboscamento e dell&#8217;utilizzo dei territori per il pascolo del bestiame rende le foreste più vulnerabili.</p>
<p>&#8220;Se non altro, ciò che il cambiamento climatico ci ricorda è che è abbastanza urgente affrontare i problemi strutturali nelle foreste. I boschi possono essere in grado di gestire il cambiamento climatico, ma non nella condizione in cui sono attualmente. Prima non erano in queste condizioni&#8221;, ha detto Roos.</p>
<p>La ricerca è stata pubblicata sulla rivista <em>The Olocene</em>. </p>
<p>Lo studio si basa sui dati degli incendi e su quelli derivanti dagli anelli degli alberi ed è la prima volta he questi dati vengono combinati insieme.<br />
 Studi precedenti avevano analizzato il periodo che va dal 1600 al 1800, denominato Piccola Era Glaciale, ed avevano dimostrato che in questo periodo gli incendi erano frequenti, ma coinvolgevano gli aghi caduti a terra e l&#8217;erba, ma non salivano in alto e restavano superficiali.</p>
<p>Alcuni studiosi hanno però criticato la valutazione di questo periodo perchè il clima era più fresco e umido e perciò sarebbe stato più opportuno fare un confronto con il peeriodo che dall&#8217;800 dC va al 1330, il Periodo Caldo Medievale, in cui il clima era caldo e secco come quello attuale.<br />
Gli scienziati si basano sullo studio degli anelli degli alberi, non solo per calcolare l&#8217;età di un albero, ma anche per determinare umidità e siccità. Attraverso gli anelli si possono anche fare delle deduzioni sugli incendi. Ma per il Periodo Caldo Medievale c&#8217;era una lacuna di dati.</p>
<p>Per riempire questa carenza gli scienziati hanno creato un modello statistico che ha unito 200 anni di dati sugli incendi del Periodo Caldo Medievale e dati sul clima risalenti a 1500 anni fa derivanti da alcuni anelli. In questo modo hanno ipotizzato il clima di 1500 anni fa.</p>
<p>Attraverso questo metodo gli scienziati hanno scoperto che l&#8217;umidità, che regola la superficialità degli incendi, non era variata fra i due periodi.</p>
<p>&#8220;E &#8216;vero che il riscaldamento globale sta aumentando l&#8217;entità dei fenomeni di siccità che stiamo affrontando, ma le siccità sono state ancora più gravi durante il Periodo Caldo Medievale&#8221;, ha detto Roos. &#8220;Abbiamo scoperto che ciò che sta guidando la frequenza degli incendi di superficie è avere un paio di anni umidi che permettono all&#8217;erba di crescere continuamente sul fondo della foresta e poi un anno di siccità in cui l&#8217;erba può bruciare. Abbiamo trovato un rapporto statistico molto forte tra due o più anni piovosi seguiti da un anno di siccità, il che ha prodotto un sacco di incendi. &#8221;</p>
<p>&#8220;Gli incendi che ripulivano il sottobosco hanno reso le foreste resistenti ai cambiamenti climatici perché, anche se ci fosse stata una siccità molto grave, non potevano esserci grandi incendi perchè non c&#8217;era il combustibile ad alimentarli &#8220;, ha detto Roos. &#8220;Gli alberi si erano adattati a frequenti incendi superficiali, e gli alberi adulti non venivano attaccati dagli incendi perchè la foresta bruciava solo in superficie&#8221;</p>
<p>Il modello antico costituito da frequenti e piccoli incendi è cambiato alla fine del 1800. La ferrovia transcontinentale si era spinta nel West, portando agricoltori, allevatori, bovini e ovini. Gli animali al pascolo hanno consumato il sottobosco della foresta, consumando le erbe che alimentavano gli incendi di piccole dimensioni, ma lasciando piccoli alberelli e cespugli, che poi sono cresciuti diventando una fitta vegetazione con grandi alberi. Inoltre, gli Stati Uniti hanno  cominciato a limitare l&#8217;uso tradizionale della terra delle comunità native americane della regione.</p>
<p>Con il XX secolo, si istituì il Servizio forestale degli Stati Uniti e uno degli obiettivi era proprio quelo di combattere gli incendi. </p>
<p>&#8220;Molti dei nostri boschi moderni nel centro dell&#8217; Arizona e del New Mexico non hanno avuto nessun incendio per 130 o 140 anni&#8221;, ha detto Roos. &#8220;Questo è molto diverso da ciò che accadeva nelle foreste antiche. Il periodo più lungo senza incendi infatti è stato di 40 o 50 anni ed è stato del tutto eccezionale.&#8221;</p>
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		<title><![CDATA[Nasa: ecco gli asteroidi pericolosi]]></title>
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		<pubDate>Thu, 17 May 2012 10:29:35 +0000</pubDate>
        <author>Hoda Arabshahi</author>
		<dc:creator>Hoda Arabshahi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Dalla Redazione]]></category>
		<category><![CDATA[Spazio]]></category>
		<category><![CDATA[asteroidi ptenzialmente pericolosi]]></category>
		<category><![CDATA[NASA]]></category>
		<category><![CDATA[progetto Neowise]]></category>
		<category><![CDATA[Wise (Wide-field Infrared Survey Explorer)]]></category>
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		<description><![CDATA[Nuove osservazioni dello strumento Wise (Wide-field Infrared Survey Explorer) della Nasa hanno determinato la migliore stima mai fatta della popolazione di asteroidi potenzialmente pericolosi del nostro Sistema Solare. I risultati ottenuti dal Wise rivelano le nuove informazioni sul numero totale, le origini e le possibili minacce che potrebbero rappresentare questi oggetti. Gli asteroidi potenzialmente pericolosi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" src="http://images.spaceref.com/news/ooneo.earth.jpg" alt="null" width="375" height="240" /><br />
Nuove osservazioni dello strumento Wise (Wide-field Infrared Survey Explorer) della Nasa hanno determinato la migliore stima mai fatta della popolazione di asteroidi potenzialmente pericolosi del nostro Sistema Solare. I risultati ottenuti dal Wise rivelano le nuove informazioni sul numero totale, le origini e le possibili minacce che potrebbero rappresentare questi oggetti.</p>
<p>Gli asteroidi potenzialmente pericolosi (PHA) sono una sottoclasse del grande gruppo di asteroidi che possono avere passaggi ravvicinati con la Terra. I PHA hanno le orbite più strette del nostro Pianeta, circa otto milioni chilometri, e una grandezza sufficiente a provocare danni rilevanti in caso di impatto.</p>
<p>Questi nuovi risultati arrivano da una parte della missione Wise, soprannominata Neowise in cui questo strumento va a caccia degli asteroidi. Campionando 107 PHA, il progetto è riuscito a offrire le predizioni sull&#8217; intera popolazione nell’insieme.</p>
<p>Il ritrovamento indica che ci sono approssimativamente 4,700 PHAs (± 1,500) con diametri più grandi di circa 100 metri intorno alla Terra. Fin qui, scrive <em><strong>SPACE REF</strong></em> , il Wise ha valutato tra il 20 e il 30 per cento di questi oggetti.</p>
<p>“Le analisi del Neowise  ci  dimostrano che abbiamo avuto un buon inizio nella scoperta di questi oggetti che rappresenterebbero davvero un impatto pericoloso per la Terra.” dichiara Lindley Johnson, dirigente per il Programma di Osservazione degli Oggetti vicini alla Terra della Nasa a Washington, “ma dobbiamo cercarli ancora e riteniamo che tra un paio di decenni potremo trovare tutti quelli che seriamente potrebbero minacciare il nostro Pianeta.”</p>
<p>Nuove informazioni suggeriscono che i PHA che risiedono in orbite a bassa inclinazione sono circa due volte di più di quanto precedentemente si pensava e quindi si allineano in numero maggiore con il piano dell&#8217;orbita terrestre.</p>
<p>Inoltre, questi oggetti a bassa inclinazione appaiono piuttosto più brillanti e più piccoli rispetto agli altri asteroidi vicini alla Terra che si trovano più lontani dal Pianeta. Una possibile spiegazione afferma che molti dei PHA potrebbero avere avuto origine da una collisione tra due asteroidi nella fascia principale degli asteroidi tra Marte e Giove. L’oggetto più grande con orbita a bassa inclinazione potrebbe essersi staccato, successivamente, provocando alcuni frammenti che arrivano dentro alle orbite più strette alla Terra che infine sono diventati i PHA.</p>
<p>Il Wise è un telescopio spaziale infrarosso della Nasa in grado di ottenere immagini 1000 volte più sensibili rispetto ai suoi predecessori, i telescopi infrarossi IRAS (Infrared Astronomical Satellite (IRAS), AKARI e COBE e finora è riuscito a catalogare centinaia di milioni degli oggetti cosmici dalle galassie super luminose agli asteroidi vicini a casa nostra.</p>
<p>Il progetto Neowise ha scattato fotografie di circa 600 asteroidi vicini alla Terra di cui circa 136 erano delle nuove scoperte.</p>
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