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Auto elettrica sembra alle porte nonostante la crisi

Scritto da Ambrogio Ercoli il 04.12.2011
Nissan Leaf, la prima elettrica a diventare Auto dell'anno

Nissan Leaf, la prima elettrica a diventare Auto dell'anno

Nonostante la crisi economica mondiale la produzione di autovetture continua a crescere. L’analisi degli ultimi dati disponibili, riferiti al 2010, indicano un incremento medio del 13%, con punte nei paesi emergenti del 28% e una flessione, nei paesi europei che più risentono della congiuntura negativa, del -3,7%. Rimane una discrepanza tra auto prodotte e auto immatricolate: secondo i produttori nel 2010 sono usciti dalle fabbriche 77,8 milioni di veicoli, mentre ne sono stati immatricolati, cioè effettivamente venduti, circa 72,2 milioni. [dati ANFIA]

Quello che ancora non si vede all’orizzonte è una politica volta a convertire l’attuale modo di spostarsi in sistemi più economici per gli utilizzatori e per l’ambiente. Partiamo da un dato: più della metà degli spostamenti avviene nel raggio di cinque chilometri da casa e che la media degli spostamenti, compresi quelli di ampio raggio, secondo l’ISFOT non raggiungono i trenta chilometri. Un viaggio di tale portata è affrontabile con qualsiasi mezzo si voglia utilizzare: nel caso di lavori con orari ben determinati e nel caso degli studenti i mezzi pubblici rimangono il sistema d’elezione per gli spostamenti. Nel caso, invece, di spostamenti non standardizzabili è necessario un mezzo privato, sia esso bicicletta o auto, in funzione delle attitudini personali.

Uno studio americano ha dimostrato come l’auto elettrica pura, non ibrida, sia estremamente vantaggiosa in termini di costo per km, arrivando a incidere sul viaggio la metà di un auto ibrida, cioè con un motore elettrico e uno a benzina che ricarica le batterie, e circa un quarto di un’auto a benzina. È fuor di dubbio che almeno la metà degli italiani, se se la trovasse in garage, avrebbe un notevole vantaggio nell’utilizzo di auto elettriche, considerato anche il raggio di spostamento medio e l’autonomia che hanno queste auto. La nota dolente delle auto elettriche sta proprio nella autonomia, che limita la loro capacità di fare viaggi lunghi. Alcune si fermano già dopo solo 70 Km e il tempo di ricarica delle batterie, anche ammettendo di trovare delle colonnine caricabatteria ad ogni angolo come sta pensando di fare la Danimarca, rimane troppo lungo.

Altro limite non da poco è il costo d’acquisto: rimane molto alto anche in considerazione del risparmio che si ha successivamente con l’utilizzo.

Una via per ovviare a questo problema sono gli incentivi statali. La Germania sta varando una serie di provvedimenti volti a favorire la diffusione delle auto elettriche: da una parte aiutando le industrie e l’acquisto dei mezzi, dall’altra organizzando le città in modo che i mezzi elettrici siano avvantaggiati: corsie preferenziali, parcheggi gratuiti.

In Germania si crede molto nello sviluppo della locomozione elettrica e più ancora dell’elettricità da fonti rinnovabili, un connubio di sicuro successo, almeno in termini ambientali. Le ferrovie statali tedesche stanno portando avanti una politica aggressiva in tal senso, con contratti di forniture di energia elettrica solo da eolico o idroelettrico e ricoprendo i tetti delle stazioni di pannelli fotovoltaici.

E il resto d’Europa? Purtroppo si va in ordine sparso, da paesi all’avanguardia come la Danimarca a paesi come l’Italia dove poche punte d’eccellenza come il comune di Roma, che ha dotato la polizia urbana di quattordici auto elettriche, si perdono in un mare di indifferenza.

Si segnala in particolare l’uscita già in vari paesi europei di alcuni veicoli elettrici puri, come la Nissan Leaf, che in Italia uscirà probabilmente nell’aprile del 2012. Anche la Renault prevede l’uscita di veicoli elettrici – una intera gamma chiamata Z.E., Zero Emission – in Europa e anche in Italia con un’interessante formula di noleggio della batteria.

In ogni caso il previsto cambio modale verso l’auto elettrica, in passato previsto per il 2012, non ci sarà e se ne riparlerà forse nel 2020 per i più ottimisti.

 

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