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Finlandia: verso i comuni a zero emissioni

Sedici comuni, in Finlandia hanno ridotto le loro emissioni di gas serra tra il 2007 e il 2012, mediamente del 19%, producendo occupazione

Scritto da Micaela Conterio il 16.05.2014

Sono sedici i comuni, per un totale di 300.000 abitanti, coinvolti nel progetto “Verso Comuni a zero emizzioni” (Canemu, Hinku in finlandese) ad aver ridotto tra il 2007 e il 2012 le loro emissioni di gas serra mediamente del 19%. Medaglia d’oro spetta a Hanko (-34%) e seguito da Li ( -31%), che hanno investito molto nella produzione di energia eolica a zero emissioni. Buoni risultati raggiunti anche da Lohja (-28%), Raasepori (-23%) e Padasjoki (-22%) con un abbattimento delle riduzioni di oltre il 20%.

Hanko, Finlandia comuni riducono emissioni

Il settore dell’energia si è confermato quello dove è stato possibile raggiungere le maggiori riduzioni: le emissioni legate all’energia elettrica sono scese del 27%, quelle dei combustibili fossili del 24% e quelle della mobilità del 11%. In aggiunta sono diminuite anche quelle legate all’agricoltura e alla zootecnia (in media del 6%) e quelle dovute alla gestione dei rifiuti provenienti da discariche e dalla gestione delle acque reflue (-19%).

La spiegazione va ricercata sia nell’avvenuto passaggio nei comuni da combustibili fossili a fonti energetiche a base di legno e di calore a terra, sia per l’aumento del teleriscaldamento e il miglioramento del rendimento energetico degli immobili, sia per una migliore gestione dei rifiuti. Con evidenti ripercussioni in termini occupazionali con la creazione di nuovi posti di lavoro a livello locale. I comuni e le imprese locali e residenti hanno tutti attuato misure per ridurre le emissioni.

«Il consumo di olio combustibile leggero in Finlandia è diminuito in media del 13% tra il 2007 e il 2012. Nello stesso periodo i comuni a zero emissioni hanno raggiunto in media una riduzione del 22%. Le misure adottate per ridurre le emissioni di carbonio hanno abbassato i costi energetici nel corso degli ultimi anni, che equivale già a un taglio dello 0,25% in tasse locali. L’efficienza energetica nel settore immobiliare ha già consentito un risparmio annuale di 240.000 euro, la disoccupazione a Uusikaupunki è scesa dal 10,2% al 8,9% tra il 2007 e il 2012», spiega Pasi Tainio, capo del team Canemu presso l’Istituto finlandese per l’ambiente.

Il professor Jyri Seppälä dell’Istituto dell’Ambiente finlandese, responsabile del progetto Canemu al livello nazionale, dichiara: “questo è un risultato significativo. Il progetto Canemu dimostra che la mitigazione del cambiamento climatico può essere accelerata attraverso l’impiego di risorse su piccola scala, supportando inoltre lo sviluppo dell’economia locale. I Comuni a emissioni zero hanno l’obiettivo di ridurre entro il 2030dell’80% le emissioni: obiettivo impegnativo, ma non impossibile da realizzare, se ci rendiamo conto che le misure di mitigazione del cambiamento climatico rappresentano un’opportunità e non una minaccia».

Ma una cosa sono i risultati su piccola scala, un’altra è a livello nazionale, e questo
Seppälä, lo sa bene, perché se in alcune realtà i comuni riflettono la situazione a livello nazionale, in altre presentano notevoli differenze. «Anche su scala globale, questo progetto è reso significativo dal fatto che sempre più grandi municipalità stanno salendo a bordo. Ciò potrebbe rappresentare una meravigliosa opportunità per la Finlandia di presentarsi come esperta in tecnologie pulite a livello mondiale».
Nel prossimo futuro, i ricercatori intendono inserire anche gli indicatori socio-economici nel progetto con l’intento di fotografare gli effetti degli sforzi ambientali sull’economia e sull’occupazione di ciascun comune interessato.

Ma la Finlandia non è l’unica ad attuare strategie di contenimento delle emissioni. In Italia ad esempio, la provincia di Siena ha reso noto lo scorso dicembre di essere diventata Carbon free, ciò sta a significare che l’anidride carbonica prodotta viene completamente riassorbita. Dopo una prima ricognizione sono stati individuati i settori di intervento, i consumi delle caldaie e l’incentivazione delle energie rinnovabili, cui si somma l’efficientamento energetico degli edifici.

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