Cairo, piazza Tahrir continua ad essere gremita di manifestanti nel decimo giorno consecutivo di proteste contro il presidente Mohamed Morsi accusato di voler creare uno stato autocratico. Accanto all’ambasciata americana la polizia ha riposto al lancio di pietre con i gas lacrimogeni
Gli oppositori del presidente egiziano Mohammed Morsi hanno preso d’assalto un ufficio del suo movimento, i Fratelli Musulmani, nel nord del Paese, innescando una battaglia che ha provocato un morto di circa 40 feriti
Dopo il decreto del presidente Morsi per accentrare i poteri su di sé sono nate dure contestazioni dell’opposizione e scontri in tutto il paese tra i suoi sostenitori, tra cui i Fratelli Musulmani, e i detrattori, che si sono riuniti in Piazza Tahir del Cairo. Oggi le forze di sicurezza egiziane hanno disperso i manifestanti in piazza Tahrir con i gas lacrimogeni
I ribelli controllano ormai la città di Goma, nella Repubblica democratica del Congo, mentre gli Stati Uniti cercano un accordo tra i presidenti di Uganda, Ruanda e Repubblica Democratica del Congo per tentare di fermare l’avanzata delle forze ribelli, che martedì ha preso il controllo di Goma, capitale di una provincia chiave lungo il confine con il Ruanda
Il presidente egiziano Mohamed Morsi sta lavorando come intermediario per far approvare il cessate il fuoco per le prossime 24-48 ore, che serviranno alle parti per stabilire con chiarezza le condizioni per la firma di un accordo duraturo. Il presidente israeliano Benjamin Netanyahu si è dichiarato disponibile ad “una soluzione a lungo termine messa in atto per via diplomatica”
I bombardamenti nella Striscia di Gaza proseguono ed è allarme internazionale. Pare che il cessato il fuoco, proclamato in mattinata da Israele non sia stato rispettato. Durissime le parole del premier egiziano, Hisham Kandil, che si trova a Gaza assieme ad alcuni consiglieri e al ministro della sanità Mustafa Hamed, per verificare quale aiuti possano essere più urgenti. “Gli attacchi sulla Striscia di Gaza sono un’aggressione” ha tuonato il premier, aggiungendo che “l’Egitto non risparmierà alcuno sforzo” per raggiungere una tregua a Gaza
Nelle scuole del Libano non si insegna ovunque la stessa Storia e sovente i libri di testo sono scelti in base all’appartenenza religiosa dell’istituto. In un Paese in cui esistono ben 18 confessioni religiose, spesso in contrasto fra loro, il risultato è l’acuirsi dei conflitti fra i diversi gruppi già sui banchi di scuola
Lunedì sera alla trasmissione di rai 3 “Che Tempo che fa” è intervenuto Roberto Saviano per raccontare la storia dello sfruttamento degli immigrati che lavorano come braccianti, ma anche la forza e la determinazione che li ha spinti a reagire e a ribellarsi al potere della criminalità organizzata e ai loro caporali. Protagonista Yvan Sagnet, camerunense innamorato dell’Italia e scrittore di “Ama il tuo sogno”, in cui racconta la sua avventura e la lotta per i diritti degli immigrati
Il gommone sulla quale viaggiavano circa 70 persone provenienti dalle coste del Nord Africa non è riuscito a sostenere il peso ed è parzialmente affondato a 35 miglia dalle coste della Libia e 140 miglia dall’isola di Lampedusa. Il repentino soccorso delle motovedette della Guardia Costiera e della Marina Militare italiana hanno scongiurato la tragedia, ma 10 persone non sono sopravvissute
Ucraina – Secondo la delegazione dell’Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa (Osce) l’abuso di risorse statali da parte del partito di governo, la mancanza di trasparenza della campagna elettorale e dei finanziamenti dei partiti e l’assenza di una copertura mediatica equilibrata hanno caratterizzato le elezioni legislative del 28 ottobre
Mosca – Serghei Udaltsov, uno dei leader delle proteste contro il presidente Putin, è stato arrestato oggi dalla polizia e incriminato per aver “organizzato disordini di massa” nell’ambito dell’inchiesta in cui sono stati arrestati anche due attivisti del movimento Fronte di Sinistra, di cui lo stesso Udaltsov fa parte
In Sierra Leone si avvicinano le presidenziali, previste per il 17 novembre, e gli ostacoli e i pericoli che costantemente i giornalisti sono costretti ad affrontare si moltiplicano, aggiungendosi alla mancanza di risorse e alle misere tariffe. Inoltre la corruzione dilagante fa presagire una campagna elettorale poco pulita e lontana dai parametri previsti per le elezioni democratiche
Siria, da quasi 2 anni la popolazione siriana vive il disagio della guerra fra la perdita di persone care e la necessità di cercare riparo altrove. Il caso è divenuto internazionale e l’Onu si interroga sul da farsi, diviso fra le opinioni discordanti di Stati Uniti, Francia, Gran Bretagna, Arabia Saudita e Qatar da un lato e Cina e Russia dall’altro
Ad un anno dalla cattura e brutale uccisione di Muammar Gheddafi, la guerra in Libia non è finita. Nel weekend gli scontri nell’ex roccaforte dei sostenitori di Gheddafi, Bani Walid, si sono intensificati e domenica sera a Tripoli una folla di manifestanti ha cercato di assaltare il Parlamento per protestare contro le violenze di questi giorni
Un’ autobomba è esplosa in una strada nel centro di Beirut oggi all’ora di putnta, uccidendo almeno otto persone e ferendone circa 80, secondo testimoni e funzionari.
Non è ancora chiaro se l’esplosione avesse di mira qualche figura politica libanese, ma si è verificato in un momento di maggiore tensione tra le fazioni libanesi sul conflitto in Siria
Malala Yousafzai, la studentessa pakistana simbolo della ferocia dei talebani che hanno tentato di ucciderla per essere di idee troppo filo-occidentali, è stata trasferita per cure in Inghilterra, dove i medici ritengono che possa recuperare al meglio dall’attentato
Il Pakistan sta reagendo con un’ondata di indignazione al tentato omicidio di una ragazzina di 14 anni nell’area tribale a nord, che confina con l’Afganistan. La ragazza è stata colpita alla testa da un estremista talebano per i suoi ideali troppo “occidentali”. E’ in condizioni critiche in ospedale
I territori del Sahara Occidentale, sono da oltre 30 anni sotto il controllo della monarchia marocchina, e la proposta di un referendum per l’autonomia decisa dall’ONU nel 1992 sembra lettera morta, al suo posto il Marocco avanza l’idea di autonomia. Nel frattempo, non rispettando i principi del diritto internazionale, l’Unione Europea stipula l’accordo per le misure di liberalizzazione nei settori agricolo e ittico con il Regno del Marocco, che prosegue nello sfruttamento delle risorse dei territori occupati
Il Marocco ha approfittato della 67esima sessione dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite, per dare rilievo internazionale alla proposta di autonomia per i territori della regione del Sahara, che dovrà essere sottoposta a referendum popolare e potrebbe rappresentare la soluzione definitiva dell’annosa questione del Sahara Occidentale. Nel frattempo, alcune organizzazioni internazionali biasimano il grave problema del non censimento della popolazione che vive accampata nei campi di Tindouf
Secondo uno studio pubblicato il 2 ottobre 2012 sulla rivista PLoS Medicine e condotto da UCL Institute of Child Health (ICH), Emergency Nutrition Network (ENN) e Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR), un quarto delle famiglie di rifugiati del Sahara Occidentale (Saharawi), presenti nei campi profughi algerini, accusa problemi di salute derivanti da obesità e malnutrizione