Le rivolte nel Nord Africa e Medio Oriente non sono effetto della situazione economica globale ma di un intreccio di fattori, in primis la diseguaglianza. E hanno invece causato costi diretti per 75 miliardi di dollari. L’unica soluzione è la modernizzazione politica di questi paesi. A dirlo, il ‘Rapporto sulle economie del Mediterraneo’ dell’Issm-Cnr
Si è volto in Egitto il primo turno di votazioni per il referendum costituzionale, che nelle ultime settimane ha causato violente proteste. Le modifiche su cui gli egiziani sono stati chiamare ad esprimere “si” o “no” sono appoggiate dagli islamisti, ma contrastate dall’opposizione liberale
Siria, la situazione sta precipitando. I ribelli lamentano l’uso di missili Scud da parte delle forze governative, un’escalation che è sintomo di disperazione del regime, secondo l’opinione internazionale, che ha riconosciuto la Coalizione dell’Opposizione Siriana (SOC nell’acronimo inglese) come legittima rappresentante del popolo siriano. Intanto, la Russia si preoccupa pubblicamente per le sorti dell’alleato Assad
Continua la manifestazione contro gli ultimi decreti del presidente Morsi che intendono accrescere i suoi poteri. Dopo che ieri il presidente era stato costretto ad abbandonare il palazzo perchè i manifestanti avevano rotto i cordoni di sicurezza, oggi vi è tornato e ha fatto rilasciare dichiarazioni possibiliste su un’apertura alle richieste dei manifestanti
Siria, dopo 20 mesi di guerra civile e 40.000 morti una soluzione pacifica appare distante. Inoltre la preoccupazione di un possibile utilizzo di armi chimiche fa atterrire il mondo intero, che avverte di non poter restare a guardare
Gli Stati Generali delle Nazioni Unite hanno approvato la richiesta dell’Autorità Palestinese di diventare uno “Stato non membro osservatore.” I palestinesi lo hanno richiesto , nonostante la dura opposizione e le possibili ripercussioni negative da parte di Israele e degli Stati Uniti
Il governo siriano ha interrotto il servizio Internet e le linee telefoniche giovedì 29 novembre, lasciando gran parte dei siriani tagliati fuori da ogni contatto con il mondo esterno dopo la strage di bambini in un campo sportivo ad Aleppo
Cairo, piazza Tahrir continua ad essere gremita di manifestanti nel decimo giorno consecutivo di proteste contro il presidente Mohamed Morsi accusato di voler creare uno stato autocratico. Accanto all’ambasciata americana la polizia ha riposto al lancio di pietre con i gas lacrimogeni
Gli oppositori del presidente egiziano Mohammed Morsi hanno preso d’assalto un ufficio del suo movimento, i Fratelli Musulmani, nel nord del Paese, innescando una battaglia che ha provocato un morto di circa 40 feriti
Dopo il decreto del presidente Morsi per accentrare i poteri su di sé sono nate dure contestazioni dell’opposizione e scontri in tutto il paese tra i suoi sostenitori, tra cui i Fratelli Musulmani, e i detrattori, che si sono riuniti in Piazza Tahir del Cairo. Oggi le forze di sicurezza egiziane hanno disperso i manifestanti in piazza Tahrir con i gas lacrimogeni
I ribelli controllano ormai la città di Goma, nella Repubblica democratica del Congo, mentre gli Stati Uniti cercano un accordo tra i presidenti di Uganda, Ruanda e Repubblica Democratica del Congo per tentare di fermare l’avanzata delle forze ribelli, che martedì ha preso il controllo di Goma, capitale di una provincia chiave lungo il confine con il Ruanda
Il presidente egiziano Mohamed Morsi sta lavorando come intermediario per far approvare il cessate il fuoco per le prossime 24-48 ore, che serviranno alle parti per stabilire con chiarezza le condizioni per la firma di un accordo duraturo. Il presidente israeliano Benjamin Netanyahu si è dichiarato disponibile ad “una soluzione a lungo termine messa in atto per via diplomatica”
I bombardamenti nella Striscia di Gaza proseguono ed è allarme internazionale. Pare che il cessato il fuoco, proclamato in mattinata da Israele non sia stato rispettato. Durissime le parole del premier egiziano, Hisham Kandil, che si trova a Gaza assieme ad alcuni consiglieri e al ministro della sanità Mustafa Hamed, per verificare quale aiuti possano essere più urgenti. “Gli attacchi sulla Striscia di Gaza sono un’aggressione” ha tuonato il premier, aggiungendo che “l’Egitto non risparmierà alcuno sforzo” per raggiungere una tregua a Gaza
Nelle scuole del Libano non si insegna ovunque la stessa Storia e sovente i libri di testo sono scelti in base all’appartenenza religiosa dell’istituto. In un Paese in cui esistono ben 18 confessioni religiose, spesso in contrasto fra loro, il risultato è l’acuirsi dei conflitti fra i diversi gruppi già sui banchi di scuola
Lunedì sera alla trasmissione di rai 3 “Che Tempo che fa” è intervenuto Roberto Saviano per raccontare la storia dello sfruttamento degli immigrati che lavorano come braccianti, ma anche la forza e la determinazione che li ha spinti a reagire e a ribellarsi al potere della criminalità organizzata e ai loro caporali. Protagonista Yvan Sagnet, camerunense innamorato dell’Italia e scrittore di “Ama il tuo sogno”, in cui racconta la sua avventura e la lotta per i diritti degli immigrati
Il gommone sulla quale viaggiavano circa 70 persone provenienti dalle coste del Nord Africa non è riuscito a sostenere il peso ed è parzialmente affondato a 35 miglia dalle coste della Libia e 140 miglia dall’isola di Lampedusa. Il repentino soccorso delle motovedette della Guardia Costiera e della Marina Militare italiana hanno scongiurato la tragedia, ma 10 persone non sono sopravvissute
Ucraina – Secondo la delegazione dell’Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa (Osce) l’abuso di risorse statali da parte del partito di governo, la mancanza di trasparenza della campagna elettorale e dei finanziamenti dei partiti e l’assenza di una copertura mediatica equilibrata hanno caratterizzato le elezioni legislative del 28 ottobre
Mosca – Serghei Udaltsov, uno dei leader delle proteste contro il presidente Putin, è stato arrestato oggi dalla polizia e incriminato per aver “organizzato disordini di massa” nell’ambito dell’inchiesta in cui sono stati arrestati anche due attivisti del movimento Fronte di Sinistra, di cui lo stesso Udaltsov fa parte
In Sierra Leone si avvicinano le presidenziali, previste per il 17 novembre, e gli ostacoli e i pericoli che costantemente i giornalisti sono costretti ad affrontare si moltiplicano, aggiungendosi alla mancanza di risorse e alle misere tariffe. Inoltre la corruzione dilagante fa presagire una campagna elettorale poco pulita e lontana dai parametri previsti per le elezioni democratiche