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Cosa mangiavano i diplodochi? La risposta grazie a sofisticate tecnologie

Scritto da Redazione di Gaianews.it il 17.07.2012

Scheletro di un diplodoco Carnegie Museum of Natural History

Che cosa mangaivano i dinosauri diplodochi? Sembrano averlo scoperto  i ricercatori dell’Univeristà di Bristol in collaborazione con il Museo di Storia Naturale.

Attraverso moderne tecnologie gli esperti hanno potuto dimostrare che 150 milioni di anni fa i diplodochi si nutrivano con le foglie degli alberi che riuscivano a pettinare via dai rami. La ricerca è stata pubblicata oggi sulla rivista Naturwissenschaften.

Il Diplodocus è un dinosauro sauropode del periodo Giurassico. E’  uno degli animali più grandi che siano mai vissuti sulla Terra: misurava oltre 30 metri di lunghezza e pesava circa 15 tonnellate.

Che fosse un erbivoro era ormai assodato invece non era affatto chiaro come facesse a procurarsi una quantità di vegetali tale da consentirgli il suo peso.
Il Diplodoco ha un muso allungato con i denti a piolo posti nella parte frontale del muso.

Diplodochi a confronto con un essere umano

Proprio per studiare questa strana forma i ricercatori hanno creato un modello in 3D di un cranio completo di di Diplodoco utilizzando una TAC.
Questo modello è stato poi analizzando biomeccanicamente secondo tre modelli di comportamenti alimentari utilizzando la tecnica FEA (finite element analysis). Questo metodo è ampiamente usato in vari campi, dalla progettazione degli aerei agli impianti ortopedici e sul diplodoco è stato utlizzato per scoprire la resistenza della struttura a certe sollecitazioni.

La squadra che ha fatto questa scoperta è stata condotto dal dottor Emily Rayfield della  Scuola di Scienze della Terra dell’ Università di Bristol e dal dottor Paul Barrett del Museo di Storia Naturale di Londra.

Il dottor Young, che lavora sia all’Università di Bristol che al Museo di Scienze Naturali  e ha partecipato alle ricerca, ha spiegato: «I dinosauri sauropodi, come il Diplodocus, erano così strani e diversi dagli animali che esistono oggi che non sono confrontabili con nessun animale per capirne l’ecologia e il modo in cui si alimentavano. Ecco perché la modellazione biomeccanica è così importante per la nostra comprensione dell’ecologia di animali che si sono estinti tanto tempo fa”.

Cranio di un diplodoco Fonte : Wikipedia

Il dottor Paul Barrett ha aggiunto: “Usando queste tecniche, prese in prestito dal mondo dell’ingegneria e della medicina, possiamo cominciare a esaminare il comportamento alimentare di questo  animale in livelli di dettaglio, che erano semplicemente impossibili fino a poco tempo fa”.

Le ipotesi fatte sull’alimentazione di questo animale erano state disparate: negli ultimi 130 anni si era ipotizzato che si nutrisse di crostacei, che pettinasse via le foglie dai rami con i denti, che strappasse va la corteccia dagli alberi, come fanno ancora alcuni cervi.

I ricercatori hanno potuto apurare attraverso la modellazione che i denti a piolo dei dicoldopi non avrebbero potuto strappare la corteccia dagli alberi, ma invece avrebbero potuto facilmente pettinare via le foglie dagli alberi, operazione che non era probabilmente più impegnativa di un normale morso.

Perciò, quando oggi pensiamo ai diplodochi, possiamo pensarli con il muso immerso fra le fronde degli alberi, intenti a procurarsi una tale quantità di foglie che consentisse loro di conservae la grande mole.

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