Nel mio precedente pezzo ho scritto dei baci, quelli “inopportuni” e “urticanti” fra persone dello stesso sesso. Proprio in questi giorni nel paese dove abito, Borgosesia (Vercelli), c’è stata una manifestazione, organizzata in fretta, ma devo dire piuttosto bene, che si chiamava così: “L’amore non si può multare”.
Infatti il sindaco minacciava un’ordinanza per multare appunto le coppie gay che si baciassero in pubblico. Borgosesia pullula, ma non è questo il punto.

La manifestazione si è svolta in piazza, davanti alla tenda da beduino del deserto (espressione evocata forse dal caldo della giornata) sotto cui il sindaco il sabato mattina riceve la gente che ha bisogno di lui.
Non parlerò della scelta della piazza come ufficio, mi concentrerò sulla gente.
Io ero lì, e, come spesso mi accade, pur essendo totalmente dalla parte dei manifestanti, mi sentivo estranea un po’ a tutto e a tutti. Una osservatrice appunto.
In questa veste quasi da scienziato mi sono chiesta: come mai?
Quale molla atavica, quale difesa della specie o adattamento, o altro meccanismo evolutivo o addirittura biologico porta a questo?
Ma questo cosa?
Nella piazza un fatto era evidente che la maggior parte degli esseri umani sceglie, più o meno controvoglia, di stare alla parte grigia di un politico che promette delle cose, piuttosto che dalla parte di chi è libero e tra l’alto molto più colorato e bello a vedersi.
La maggior parte degli esseri umani pare preferire di perdere un po’ della sua libertà, un po’ di se stesso, pur di avere sicurezze anche piccole, privilegi anche irrisori, e preferisce dipendere un po’ piuttosto che essere libero, per quanto possibile. (Se io fossi senza lavoro e avessi bisogno di mantenere una famiglia non so che farei).
A me viene spontaneo stare dalla parte di chi manifesta perché l’amore non sia mai multato. Ma è una questione culturale? O sta scritto nel mio DNA? Forse entrambi, però certo quando guardiamo gli altri non sottovalutiamo la matrice della specie, la matrice istintiva, evolutiva che guida spesso i nostri comportamenti.
Chi è molto evoluto, molto avanti, traina, mentre gli altri arrivano ben dopo e si accodano in genere a chi nella conservazione da più sicurezza. Così non giudico più la massa e, a differenza di Dante e della Bibbia, provo un po’ di pena per gli ignavi, anche loro sono utili alla specie umana. Però mi auguro sempre che il trascinatore prevalga ed è così, sia pure lentamente i diritti avanzano, le idee rivoluzionarie si affermano e gli altri, le zavorre, adempiono al loro ingrato compito, poi nessuno li ricorda più.