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Il “mostro della palude” in Texas era un fitosauro del Triassico

Scritto da Leonardo Debbia il 03.02.2014

Un fitosauro femmina, 205 milioni di anni fa, andò a morire nelle acque pericolose di un antico lago originato da un fiume serpeggiante e senza nome, e il suo corpo si depositò sul fondo.

A circa 40 metri di distanza, uguale sorte toccò ad un individuo maschio, di dimensioni più grandi. Anche i suoi resti si depositarono, ed entrambi i corpi furono coperti da sedimenti per migliaia d’anni.

Con il tempo, scomparvero sia le prove della causa della loro morte, sia il resto dei loro corpi. Solo i loro crani si conservarono, sepolti nel fondo del lago.

Durante un’accurata ricerca insieme ad altri colleghi, un paleontologo della Texas Tech University (TTU), si trovò davanti, nel selvaggio Texas occidentale, una specie di ‘mostro’ del periodo Triassico.

Fitosauro

Cranio di femmina di Machaeroprosopus con i denti ancora intatti; caratteristica alquanto rara (crediti: Lacey Nobili)

I risultati dell’esame dei resti furono pubblicati sulla rivista Earth and Environmental Science Transactions of the Royal Society of Edinburgh.

Bill Mueller, assistente curatore di paleontologia presso il Museo della Texas Tech University afferma che il team chiamò la specie rinvenuta Machaeroprosopus lottorum, in onore della famiglia Lott, proprietaria del ranch dove i resti degli animali erano stati riportati alla luce.

Il cranio della femmina era stato ritrovato il 27 giugno 2001 da Doug Cunningham, un vigile del fuoco in pensione, attualmente assistente ricercatore presso il Museo che, dopo aver ripulito la testa dal fango, si chiese se avesse davvero scoperto un animale nuovo, fino ad allora sconosciuto alla Scienza.

“Era davvero ben conservato, con i denti e tutto il resto”, dice Cunningham. “E’ stata dura ripulirlo dalle incrostazioni fangose. Ci sono voluti anni per renderlo presentabile. Osservando la finestra sovratemporale, il muso, la forma delle ossa nella parte posteriore della testa, e dopo aver confrontato tutte queste caratteristiche con altri fitosauri, il team determinò che si trattava di una specie distinta”.

Il Texas occidentale è oggi un luogo secco e arido. Ma, durante il Triassico – secondo Mueller – il paesaggio doveva essere paludoso e assomigliare piuttosto ad una foresta pluviale tropicale.

“Un fitosauro somiglia a un coccodrillo”, dice Mueller. “Sostanzialmente, lo stile di vita è il solito: fuori e dentro l’acqua e nutrizione a base di pesce. Ma la differenza fondamentale risiede nelle narici, poste in alto davanti agli occhi in una posizione che permetteva loro di rimanere sott’acqua con tutto il corpo e lasciar emergere solo le narici per respirare. Un’ottima posizione per tender agguati alle loro prede”.

Mueller afferma che si può riconoscere il sesso degli individui da una caratteristica distintiva dei maschi, una cresta ossea che si estende dalle narici alla punta del muso dell’animale.  “Una caratteristica forse giudicata sexy dalla femmina”, scherza lo scienziato.

A giudicare dalle dimensioni del cranio della femmina – più di tre metri di lunghezza – Mueller ha ritenuto che dal naso alla punta della coda la lunghezza sia stata di 16-17 metri. Le mascelle sottili suggeriscono che probabilmente questi animali cacciassero pesce, anziché grosse prede.

I fitosauri vissero per tutto il Triassico, da 230 a 203 milioni di anni fa e scomparvero durante una grande estinzione di massa.

Sono animali ben conosciuti, che vengono rinvenuti abbastanza comunemente, dato che il loro habitat era costituito da zone paludose, dove era più probabile che, dopo la morte, potesse venire ricoperto e custodito dai sedimenti, permettendone quindi un’ottima fossilizzazione. 

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