Gaianews

L’importanza dell’azione locale per la conservazione

Scritto da Marta Gaia Sperandii il 24.06.2013

Le storie raccolte dalla European Environmental Agency e pubblicate col nome ONE (Our Natural Europe) sono al contempo lettura piacevole e fonte d’ispirazione. Il messaggio è di quelli da tenere a mente e ripetere come un mantra: nel coinvolgimento locale risiede la forza che consente di raggiungere risultati importanti in tema di conservazione e difesa dell’ambiente.

Il caso della Svezia è emblematico. Siamo sul mare di Koster, a un pugno di chilometri dal confine con la Norvegia. Originariamente terra di pescatori, è oggi una delle più votate mete turistiche svedesi.

Una vera e propria oasi di biodiversità. Grazie alla salinità delle sue acque, questo tratto di mare accoglie più di 6.000 specie, alcune delle quali esclusive del luogo. La terraferma è altrettanto ricca, ed oltre a funghi e piante rare ospita varietà minacciate di farfalle ed api selvatiche. A mettere a repentaglio questo paradiso, diverse sostanze inquinanti provenienti da agricoltura e pesca.

Il primo tentativo, promosso dalle autorità, di creare in quest’area un parco nazionale marino risale al 1989, ma nonostante la nobiltà della causa la proposta incontra l’opposizione della comunità dei pescatori, che ne temono le ricadute economiche e sociali e nel processo decisionale non vengono adeguatamente coinvolti.

Kosterhavet National Park  Foto: Thomas Eliasson

Kosterhavet National Park Foto: Thomas Eliasson

Studi e ricerche continuano a confermare la fragilità e la complessità di quest’area, ma soltanto nel 2003 si riprende in mano il progetto che porterà all’inaugurazione nel 2009 del Kosterhavet National Park. Fondamentale alla riuscita del processo è stata la modalità bottom-up, dal basso, con cui si è svolto. Soltanto quando i ricercatori dello Sven Lovén Marine Centre hanno coinvolto i pescatori, mostrando loro immagini che attestavano la presenza in acque locali di Lophelia petrusa (corallo d’acqua fredda) questi hanno volontariamente deciso di bandire completamente la pesca nelle zone evidenziate come ospitanti il corallo. Un gesto che ha inaugurato un rapporto di intesa, fiducia e collaborazione, che ha permesso il realizzarsi di iniziative incoraggiate da entrambe le parti. I pescatori hanno seguito corsi di ecologia marina promossi dal centro, e a loro volta hanno organizzato incontri ed uscite in barca per rendere partecipi ricercatori ed amministratori locali dei provvedimenti adottati al fine di rendere la loro attività più sostenibile.

Le altre storie sono altrettanto appassionanti.
Si scopre di come in Romania sia stato possibile salvare il Falco vespertinus dal rischio estinzione, grazie ad un progetto LIFE che ha visto disegnare e realizzare 3400 nidi, successivamente installati e monitorati da esperti e bambini per verificarne effettivamente l’utilizzo.
O di come sia stata gestita in Turchia la questione del lago Tuz, le cui acque salate ospitano molte rare specie alofitiche, dichiarato nel 2000 area protetta. In quest’area, dalla quale proviene tutto il sale prodotto in Turchia, si coltivano storicamente barbabietole da zucchero e mais, e si combatte la scarsità idrica. In questa occasione è stato necessario integrare le aspettative delle famiglie di contadini, riluttanti a chiedere prestiti per l’acquisto di nuovi e più efficienti macchinari per consumare meno acqua, con la necessità di proteggere un habitat estremamente diversificato e prezioso.

Partecipazione e dialogo sono la chiave di queste esperienze, strumenti che hanno permesso nei casi citati di superare reticenze ed affrontare la complessità di prospettive ed interessi diversificati.
Nel momento in cui l’informazione e la consultazione permettono alla comunità di arrivare a condividere l’obiettivo, prendere parte al processo e contribuire alla sua diretta realizzazione, le amministrazioni trovano un fedele alleato, e la difesa del territorio si realizza nella maniera più efficace.

Fonte: http://www.eea.europa.eu/highlights/our-natural-europe-conservation-stories?&utm_campaign=our-natural-europe-conservation-stories&utm_medium=email&utm_source=EEASubscriptions

© RIPRODUZIONE RISERVATA