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Scoperto in Cina un nuovo dinosauro

Scritto da Leonardo Debbia il 01.02.2014

Un team di paleontologi della University of Pennsylvania ha ricostruito un nuovo dinosauro sulla base di resti fossili rinvenuti nella Cina nord-occidentale.

La specie, un sauropode erbivoro chiamato Yonjinglong datangi, risalente al Cretaceo (oltre 100 milioni di anni fa), apparteneva al gruppo dei Titanosauri, i cui membri sono considerati le più grandi creature viventi che abbiano vissuto sul nostro pianeta.

Nonostante i circa 15-18 metri di lunghezza, l’esemplare scoperto era un titanosauro di medie dimensioni. Le prove anatomiche, tuttavia, lo indicano come un esemplare giovane.
Gli adulti erano sicuramente giganteschi. La scoperta, riportata sulla rivista Plos ONE, aiuta a comprendere i rapporti tra le diverse specie di sauropodi rinvenute negli ultimi decenni, in Cina e altrove.

dinosauro cina

Le sue caratteristiche suggeriscono che, delle specie di Titanosauri scoperti in Asia, questa è la più progredita dal punto di vista evolutivo. Peter Dodson, professore di Anatomia presso la School of Veterinary Medicine e paleontologo presso la School of Arts and Sciences, assieme al ricercatore Liguo Li, entrambi della stessa Università, hanno guidato la ricerca.

Rappresentazione del ‘nuovo’ titanosauro del nord-ovest della Cina sulla base degli scarsi resti fossili rinvenuti (credit: University of Pennsylvania). La scoperta è stata fatta nella provincia del Gansu, il cui territorio si estende fra l’altopiano tibetano e la Mongolia, a circa un’ora d’auto dal capoluogo Lanzhou.

Durante una ricognizione, Liguo Li è stato invitato a studiare i resti del dinosauro, riportati alla luce nel 2008: tre denti, otto vertebre, scapola sinistra, radio e ulna di un arto destro.

Le caratteristiche anatomiche delle ossa somigliano ad un altro titanosauro scoperto in Cina nel 1929, l’Euhelopus zdanskyi, ma Liguo Li è riuscito ad identificare alcune caratteristiche uniche.

“La scapola era lunga due metri, con i bordi quasi paralleli, differentemente da altri titanosauri le cui scapole piegavano verso l’esterno”, racconta Li.

Una scapola così lunga non sembrava adattarsi alla cavità corporea dell’animale, se inserita orizzontalmente o verticalmente, come per gli altri dinosauri.

Ma Li suggerisce che l’osso debba essere orientato con un angolo di 50 gradi rispetto
all’orizzontale. Inoltre, una porzione ancora non saldata della scapola indicava che l’animale doveva essere un esemplare giovane.

L’ulna e il radio sono ben conservati, tanto che i ricercatori hanno potuto identificare i solchi e le creste che corrispondevano alle inserzioni muscolari della gamba.

Elementi probatori del rapporto tra l’esemplare e altre specie simili sono stati tratti dall’esame delle vertebre, una delle quali cervicale, le altre sette del tronco.

In particolare, le vertebre presentavano grandi cavità interne, utilizzate probabilmente come sacche d’aria all’interno del corpo.

“Questi spazi sono insolitamente grandi in questa specie”, dice Dodson. “Si ritiene che i
dinosauri, come gli uccelli, avessero sacche d’aria nel tronco, nelle cavità addominali e del collo, per alleggerire il peso del corpo”.

Il dente più lungo era quasi 15 centimetri. Un altro, più corto, presentava caratteristiche uniche: due creste ossee sul lato interno, contro la sola presente sui denti di Euhelopus.

Per avere un’idea della posizione tassonomica di Yonjinglong tra i sauropodi, i ricercatori sono ricorsi alla comparazione delle caratteristiche fisiche con quelle di altri esemplari provenienti da altre aree della Cina, dell’Africa, del Sud America e degli Stati Uniti.

Va sottolineato che i sauropodi erano un gruppo dominante nel Cretaceo inferiore.
“Sulla base dei resti fossili degli Stati Uniti si pensava che i sauropodi erbivori prevalessero nel Giurassico e si fossero quasi estinti nel Cretaceo”, asserisce Dodson. “I recenti ritrovamenti in Sud America e in Asia testimoniano invece che questi dinosauri continuarono a fiorire nel Cretaceo e quindi non possiamo ritenerli componenti minori della fauna di quel tempo”.

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