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Abruzzo, ancora ferite inferte alla regione verde d’Europa. Intervista a Fabio Conti

Scritto da Federica di Leonardo il 03.08.2011

Plastica a Campo FeliceDa più parti negli ultimi mesi si levano voci d’allarme per lo stato delle aree protette in Abruzzo. Le associazioni ambientaliste più volte hanno portato l’attenzione dei media sul cosiddetto “protocollo Letta” che vorrebbe rilanciare il turismo nel cratere aquilano attraverso la realizzazione di un grande comprensorio sciistico e delle relative infrastrutture e strutture d’accoglienza.

Recentemente, il WWF ha denunciato in un comunicato l’impatto dei lavori per la realizzazione di una galleria che collega la piana di Campo Felice all’altopiano delle Rocche. Una galleria di 1,3 chilometri dal costo di 25 milioni di euro. La galleria si trova nel Parco Regionale Sirente-Velino e tutta la piana sulla quale affaccerà è  tutelata da direttive comunitarie per la salvaguardia di habitat, flora e fauna protetti. 
Anche questa grande opera fa parte del disegno che vorrebbe collegare nella maniera più agevole due siti sciistici rendendo più veloce l’acceso all’Altopiano delle Rocche per coloro che provengono da Roma in autostrada.

Ad una prima vista la piana risulta completamente devastata: per realizzare la strada è stato asportato il cotico erboso, pezzi di plastica verde sono sparsi ovunque (da mesi nessuno si occupa di raccoglierli) e depositi di materiale vario sono in bella vista e a cielo aperto. In più, recentemente sono state scoperte due discariche interrate, con pericolo di inquinamento delle falde acquifere.
Nonostante si dica che siano state ottenute tutte le autorizzazioni per la realizzazione della galleria e della relativa strada, risulta chiaro il grave impatto sul paesaggio.

Inoltre, è evidente l’impatto degli sport invernali sulla conservazione di un habitat tanto delicato e prezioso, tutelato anche da severe direttive europee.

Di seguito una galleria fotografica.

 

Alcuni studiosi hanno già affermato che “la piana ha un valore ambientale altissimo. Sono presenti essenze botaniche uniche in Italia o rarissime, innumerevoli endemismi, ed una ricchezza di specie ineguagliabile. Scorrimenti acquiferi superficiali di estremo interesse in una torbiera dovuta all’antico lago che copriva l’altipiano fino al ‘500. Un equilibrio assai precario, ben descritto anche da geologi illustri ed enti di ricerca ( ENEA 2004 rapporto su Campo Felice, laghi temporanei, faglie attive ecc. Fonte: Flora di Lucoli)

Per questo motivo anche il dottor Fabio Conti, ricercatore all’Università di Camerino e responsabile del Centro Ricerche Floristiche dell’Appennino, ha rilasciato a Gaianews.it dichiarazioni molto preoccupate sui rischi che corrono le rarissime piante presenti nella piana a causa dei lavori di costruzione della galleria.

Discariche e plastica  in zone protette

Ma la martoriata piana è stata al centro di altri tristi avvenimenti. Il 19 giugno scorso infatti sono state scoperte, sotto i piloni della seggiovia, due discariche nelle quali sono stati ritrovati barili contenenti olio esausto (con possibile conseguente inquinamento delle falde acquifere sotterranee), tubi di plastica e ferro, vecchi pezzi di seggiovia, segnali stradali, tappeti in gommapiuma, estintori.
Di seguito alcune foto delle discariche, sulle quali stanno indagando i Carabinieri del NOE.

 

 

Appena giunti al parcheggio sotto gli impianti, inoltre,  lo sguardo viene attratto da qualcosa che evidentemente è fuori posto: nel parcheggio campeggiano infatti cumuli di plastica verde a nido d’ape utilizzata come “fondo” per il parcheggio. Una soluzione – rivelatasi poi inefficace – che voleva evitare di asfaltare l’intera area del parcheggio, notevolmente sovradimensionato rispetto all’utenza. Gli spazzaneve purtroppo hanno distrutto tutta la struttura e i pezzi di plastica, ammucchiati alla bell’e meglio da un lato si disperdono nella piana fra le colonie di fiori rari. A lato del parcheggio si trova altro materiale “depositato” a cielo aperto, di cui non si capisce l’uso e la destinazione.

 

Gli appalti in odore di mafia  e il mancato senso della legalità

L’inizio dei lavori alla galleria è stato inaugurato il 21 novembre del 2009. Già una settimana prima la ditta appaltatrice, la Safab s.p.a., aveva ricevuto una perquisizione da Carabinieri e Guardia di Finanza ai sensi del “pacchetto sicurezza”  e il 25 novembre, 4 giorni dopo l’inizio dei lavori, la Prefettura di Roma aveva emesso diniego antimafia alla società, in ragione di un rapporto d’affari tra i fratelli Luigi e Ferdinando Masciotta, rispettivamente già presidente e amministratore delegato della società, e Sandro Missuto. Quest’ultimo è un imprenditore di Gela (Caltanissetta) da taluni accostato alla figura di Daniele Emmanuello, detto il «boss dei ragazzini», ucciso in un conflitto a fuoco con la polizia. ( Fonte : www.antimafiaduemila.it N° 66).

Ai sindaci dei comuni interessati, però, la cosa passa inosservata per gravità. In un’articolo sul Centro d’Abruzzo del 30 dicembre dal titolo “Tunnel sulle Rocche, è allarme ” (per lo stop dei lavori, ndr.), Emilio Nusca, sindaco di Rocca di Mezzo, dichiarava: “Qualora i lavori dovessero fermarsi a lungo, per la nostra economia sarebbe una tragedia. E’ triste constatare che proprio l’iniziativa adatta a risollevarci sembra venire meno”.

Il sindaco di Rocca di Cambio Antonio Pace  nello stesso articolo da un lato dichiarava che la mancanza di neve stava provocando le disdette negli hotel della zona, dall’altro che “assolutamente si deve evitare lo stop dei lavori di un’opera che le varie comunità del territorio montano attendono da oltre 40 anni”. Forse 40 anni fa non era ancora noto il problema del riscaldamento climatico, ma oggi i climatologi  affermano che sull’Appennino, di neve, ce ne sarà sempre meno. La contraddizione è che l’obiettivo dichiarato del tunnel  è il potenziamento degli spostamenti per favorire il turismo invernale, che in prospettiva tenderà a ridimensionarsi sempre più.

 

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  • rossano soldati scrive:

    Purtroppo l’amore e l’impegno politico per l’ambiente è solo pura demagogia rssano

  • Fabio De Gregorio scrive:

    Sono angustiato e nauseato da come e quanto. in funzione dell’affarismo mafio-politico-imprenditoriale, viene devastato e saccheggiato l’ambiente!
    Ma queste mie reazioni si traducono in un sempre più risoluto impegno in difesa dei diritti dell’ambiente!
    E mi rincuora vedere che, su questa linea, non sono certo solo!