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Il nuovo Ministro dell’Ambiente e i vecchi problemi

Scritto da Renzo Moschini il 18.11.2011

Al nuovo Ministro dell’Ambiente sono giunti da più parti i più sinceri auguri che confermano quanto sia diffusa l’attesa che si chiuda finalmente un capitolo così poco  onorevole per la gestione dell’ambiente nel nostro paese. Ciò riguarda – come sappiamo – tanti aspetti dal suolo ai parchi al paesaggio.

E qui va detto subito che vi sono urgenze che non dipendono assolutamente, come molte altre invece, dalle risorse. Un capitolo anche questo naturalmente da affrontare  se non vogliamo rimanere vittime sempre più spesso di disastri, lutti e rovine.

E vi sono decisioni urgenti che non dipendono dal bilancio, ma dalla responsabilità e correttezza politico-istituzionale che quindi non possono ancora essere rinviate. Mi riferisco ad esempio ai diffusi, prolungati e ingiustificati e ingiustificabili commissariamenti perseguiti fino all’ultimo momento con disinvoltura pari solo alla loro non rimpianta inefficenza.
Ecco, qui non può e non deve esserci alcuna continuità, ma sollecita e tempestiva discontinuità. I parchi specie in un momento tanto difficile a critico devono poter contare su gestioni legittime e democraticamente corrette. E per farlo non ci sono leggi da cambiare, ma solo da attuare e rispettare, cosa che il vecchio ministro non ha fatto ma che deve fare assolutamente quello nuovo a cui auguriamo anche come gruppo di San Rossore fiduciosamente buon lavoro.
Renzo Moschini

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