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La Commissione agricoltura della Regione Toscana e gli svarioni sulla tenuta di San Rossore

Scritto da Renzo Moschini il 05.11.2011

Era già circolata l’dea assurda di tre aziende agricole nei tre parchi regionali inclusa la tenuta di San Rossore quando sarebbe stato bene passare semmai quella di Alberese al parco della Maremma. Ora si apprende che in Regione e precisamente in Commissione agricoltura consultando il dirigente della tenuta e qualche altro che con il parco c’entra come il cavolo a merenda e senza gli amministratori del parco e l’assessore regionale ai parchi, si ipotizzano progetti e gestioni da togliere al parco ‘per poter operare al di fuori dei vincoli e delle leggi degli enti pubblici’. E bravi. Mentre il governo mette con le spalle al muro i parchi e in Toscana si continua a rinviare la revisione della normativa in atto per renderla più incisiva ed efficace per i nostri parchi regionali e le altre aree protette, ecco quelli dell’agricoltura confezionare polpette alle spalle del parco. Si polpette perché nella tenuta si possono e si devono gestire le attività agricole che già ci sono o che potrebbero esserci ma come dice la concessione della tenuta alla regione nel rispetto della legge 394 e delle sue finalità per il valore straordinario di “quell’unicum ambientale, paesaggistico storico e culturale di rilevanza internazionale”.
Ma forse i convenuti non lo sapevano o non lo ricordavano tanto da pensare di disattendere le norme della legge proprio nella sua parte più pregiata.
Così si è passati dall’affermazione della legge 87 del 1999 “La Regione Toscana può assumere, nel rigoroso rispetto dei richiamati principi di salvaguardia ambientale, iniziative rivolte alla valorizzazione della tenuta”, alla scelta che San Rossore è un ambito per sviluppare attività economiche, e quindi il soggetto gestore deve essere adeguato a questa “nobile” funzione. Per il momento si parla di agricoltura e di attività turistiche, ma le porte sono aperte a chiunque porti idee nuove, soprattutto se libere da “lacci e lacciuoli”.
La passata giunta aveva già ridimensionato il ruolo dei parchi. Ora, nell’attesa di rimediare ecco che la Commissione agricoltura ha la brillantissima idea di confezionare una sortita per aggirare vincoli e leggi.
A Firenze non c’è qualcuno che ha idee migliori?

Renzo Moschini

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