
Il Po, il Monviso e la Mole Antonelliana visti dal Ponte Vecchio di San Mauro Torinese. Foto di Andrea Miola
Il personale di vigilanza dell’ ente Parco del Po Torinese è sempre più impegnato nella lotta contro l’abbandono dei rifiuti lungo il Po e nei territori circostanti. Infatti, oltre alla bruttura e alla sporcizia, i rifiuti, quando si tratta di latte esauste di olii inquinanti, rischiano di essere pericolosi per la salute dei cittadini e degli animali.
Fino a pochi anni fa si riusciva a denunciare solo una piccola percentuale dei reati: la maggior parte restava impunita. Successivamente l’Ente Parco si è dotato di nuova tecnologia e postazioni di videosorveglianza, grazie alle quali la percentuale di individuazione dei responsabili è cresciuta sensibilmente, passando a circa il 20%. Ma anche queste tecnologie hanno dei limiti in quanto, a causa delle variazioni climatiche non è sempre possibile rilevare con esattezza le immagini e quindi trovare i colpevoli dei reati.
Partendo da queste difficoltà è da tempo che l’Ente si confronta con i fornitori e con i tecnici della ditta Arch-o di Vimercate (Milano), per chiedere aiuti, soluzioni e idee. Nel tempo è maturata una forma di collaborazione che nel mese di dicembre 2010 ha portato a formalizzare alcuni accordi fra la ditta Arch-o, la ditta Sony e il Parco del Po Torinese, secondo i quali Sony fornirà nuove e sempre più sofisticate attrezzature, la ditta Arch-o installerà e tarerà il sistema e fornirà la necessaria consulenza e gli addetti alla Vigilanza del Parco del Po sperimenteranno le nuove attrezzature, evidenziandone pregi e difetti.
Questo porterà vantaggi al parco e anche alle due ditte, in termini di ricerca, pubblicità e dimostrazione di funzionamento dei prodotti.
Quelli stipulati sono accordi che rappresentano il naturale prosieguo di una collaborazione fra pubblico e privato e che l’Ente Parco cercherà di far evolvere in forme ancora più consolidate di collaborazione, proseguendo nel lavoro di controllo che non è fine a se stesso, ma è condotto per salvare gli occhi dei cittadini ed anche la loro salute.
Ma, c’è un ma. Le Zone di Salvaguardia, ovvero oltre il 70% del territorio attualmente gestito dall’Ente Parco del Po Torinese, in base al nuovo orientamento della Regione Piemonte, dovrebbero uscire dalla competenza e dal controllo dell’Ente Parco. In questo modo, questa eccellente collaborazione che avrebbe potuto portare una svolta nella risoluzione del problema rifiuti potrebbe andare definitivamente perduta.