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Esperti definiscono il carboidrato salutare: al vertice la pasta al dente

Scritto da Redazione di Gaianews.it il 12.06.2013

Quando decidiamo dimetterci a dieta una delle cose che facciamo più spesso è quella di eliminare i carboidrati. Ma non è del tutto la mossa giusta secondo gli esperti, infatti l’indice glicemico dei carboidrati varia, e perciò conoscendolo potremmo orientare meglio le nostre scelte. La pasta di grano duro e al dente, secondo gli esperi, è una buona scelta. Queste considerazioni sono emerse in questi a Stresa in provincia di Novara, dove gli esperti mondiali dell’alimentazione hanno prodotto il primo “Documento di Consenso” sull’Indice Glicemico (IG) dei carboidrati.

Pasta

L’indice misura la velocità con cui sale la glicemia con un certo alimento. Gli esperti ha preso com eirferimento 50 grammi di carboidrati e hanno attribuito un valore arbitrario di 100 alla glicemia del glucosio. Hanno poi creato una scala in cui l’IG da 70 in su è definito alto, fra 56 e 69 è medio e sotto 56 è basso.

“Il fatto è, spiega Andrea Poli, direttore scientifico di Nutrition Foundation of Italy, che per una dieta sana non basta tener conto dei grassi, ma anche dei carboidrati, della loro quantità, ma soprattutto della qualità. Da questo punto di vista, il carboidrato che ne esce meglio è la nostra ‘pasta’ che, se di grano duro e cotta ‘al dente’ ha un IG di 45, preferibile al pane bianco (70). Ma se la pasta è troppo cotta l’IG sale. Così come sale l’IG dei riso e di tutti i carboidrati contenenti amido se la cottura viene prolungata”.

Quindi il riso ha un indice altissimo, ma il basmati o il parboiled molto meno alto, soprattutto se si mantiene la cottura al dente. I dolci invece, hanno un indice glicemico relativo perchè sono confezionati con il fruttosio.

Sulla stessa scia, le patate hanno una lto indici se cotte al microonde, meno al vapore e ancora meno bollite, ma l’IG si abbassa notevolmente se sono fredde di frigo.

”L’IG, dice Livia Augustin del St. Michael’s Hospital di Toronto, può essere ridotto anche da alti contenuti di fibre. Ed è bene che nella dieta compaiano cereali non raffinati, oltre a legumi come fagioli (21-32), ceci (22-34) e lenticchie (42)”.

“In considerazione del rapido aumento di obesità e diabete, a Stresa è stato creato anche un ‘Consorzio della qualità dei carboidrati’, riferisce il canadese David Jenkins; al fine di diffondere le informazioni”. In Paesi come Australia e Nuova Zelanda, è stato applicato un logo agli alimenti che permette al consumatore di identificare quelli a più basso IG.

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