Gaianews

Farmaci tossici in miele e propoli, ritirati migliaia di prodotti

Scritto da Redazione di Gaianews.it il 20.05.2012

ApiNelle Marche sono migliaia le confezioni di propoli e miele falsamente etichettate come bio, ma che contenevano acaricidi vietati dalla legge. Le confezioni sono state ritirate dal mercato dal Corpo Forestale dello Stato.

La Forestale ha scoperto che c’era una concentrazione fuori norma di due farmaci contro gli acari, il coumaphos e il chlorfenvinfos. Il chlorfenvinfos in particolare è vietato in Europa dal 2003 ed è ritenuto pericolosissimo per il sistema nervoso degli esseri umani. Sono 46 le aziende del settore denunciate per reati sanitari e frode nel commercio alla conclusione delle indagini, che sono partite all’inizio del 2010.

La possibile causa della contaminazione del miele è l’uso di pannelli di cera che contenevano questi farmaci, utili a combattere un acaro molto temuto dagli apicoltori e che provoca molte perdite nella produzione. Peccato che i pannelli di cera sono illegali e il miele fatto dalle api che creano i propri alveari su questi pannelli sono da considerare tossici e pericolosi. Invece, come ha accertato la Forestale di Comunanza, in Provincia di Ascoli Piceno, questo miele e la propoli recuperata dagli alveari venivano spacciati addirittura per prodotti biologici.

L’operazione del Corpo Forestale si chiama Ape Maia-Bio mira quindi a limitare l’utilizzo da parte degli apicoltori italiani dei fitofarmaci vietati contro la malattia chiamata varroa, un acaro parassita che colpisce le api allo stato adulto e larvale.

Secondo gli accertamenti della Forestale sul mercato nazionale sono stati immessi ed utilizzati fogli di cera pronti all’uso, contaminati da questi fitofarmaci vietati dai disciplinari di settore e dalle norme italiane ed europee.

Secondo la Forestale, il metodo utilizzato dagli apicoltori per eliminare velocemente l’acaro era quello di inserire nell’alveare strisce di materiale contaminato dal chlorfenvinfos. Ovviamente esistono altri metodi consentiti dalla legge e più sicuri per combattere la varroa, ma il chlorfenvinfos è di certo la strada più veloce e economica – anche se tossica per i consumatori.

Tutti i lotti contaminati rinvenuti dalla Forestale sono stati ritirati dal mercato.

© RIPRODUZIONE RISERVATA