Gaianews

La pasta può far parte di una dieta salutare. E non fa ingrassare

Scritto da Leonardo Debbia il 20.04.2018

Ricordate la scena del film ‘Un americano a Roma’ in cui si vede un fantastico Alberto Sordi alle prese con un piatto di ‘maccaroni’, accompagnato dal suo romanesco ‘M’avete provocato?! E io ve magno”?

Finora dietologi e nutrizionisti ‘integralisti’ inarcavano le sopracciglia e scuotevano la testa.

No, niente pasta, se si vuole dimagrire.

E la scenetta dell’Albertone nazionale rimaneva una simpatica e invidiabile gag impressa nella nostra memoria, mentre ci si apprestava a ingerire obtorto collo un piatto di verdure fresche o lessate…con un cucchiaino di olio; solo uno, ovviamente!

Bene, da oggi gli amanti della buona tavola possono forse nutrire… qualche nuova speranza.

Un nuovo studio, proveniente dal Canada, suggerisce infatti che tutta questa attenzione negativa riservata alla pasta potrebbe in realtà non essere vera.

A differenza della maggior parte dei carboidrati ‘raffinati’, che vengono assorbiti rapidamente nel flusso sanguigno, la pasta ha un basso indice glicemico, vale a dire che la sua assunzione non ha come effetto un rapido aumento del livello di zucchero nel sangue.

I ricercatori del St Michael’s Hospital, l’Ospedale universitario di Toronto, in Canada, hanno intrapreso una revisione sistematica e una meta-analisi di tutte le prove disponibili su questo argomento.

Il termine statistico di ‘meta-analisi’ definisce uno strumento di ricerca secondaria che riassume tutti i dati provenienti da altri strumenti di ricerca primaria, effettuata in tutte le discipline scientifiche o mediche. Una sorta di ‘compendio’ rianalizzato, rivisto e corretto, alla luce di tutto quello che di nuovo è stato appreso.

I dati riassunti provenivano da trenta studi randomizzati controllati; da studi, cioè, i cui partecipanti erano stati scelti casualmente per valutare, altrettanto casualmente ma con una percentuale minima di errore, l’efficacia dell’esperimento.

In tutto, erano state coinvolte la bellezza di circa 2500 persone che si erano nutrite di pasta invece che di altri carboidrati, come parte di una dieta sana e a basso indice glicemico.

I risultati di questa ricerca sono stati quindi pubblicati sulla rivista medica BMJ Open.

“Dall’attento esame dei dati ottenuti nello studio è emerso che la pasta non ha affatto contribuito all’aumento di peso o all’incremento del grasso corporeo”, afferma il dott. John Sievenpiper, scienziato clinico del Clinical Nutrition and Risk Factor Modification Centre dell’Ospedale canadese.

“In realtà, l’analisi ha mostrato, in generale, una leggera perdita di peso e quindi, contrariamente alle preoccupazioni di tanti nutrizionisti, forse la pasta può entrare a far parte di una dieta sana qual è una dieta a basso indice glicemico”.

Le persone coinvolte nella sperimentazione clinica si sono nutrite, in media, di 3,3 porzioni settimanali di pasta al posto di altri carboidrati. Una porzione equivaleva a circa mezzo bicchiere di pasta cotta.

Secondo controlli periodici medi, in 12 settimane le persone hanno perso, individualmente, circa mezzo chilo di peso.

Gli autori dello studio hanno sottolineato che questi risultati sono generalizzabili alla pasta consumata insieme ad altri alimenti a basso indice glicemico, come parte di una dieta anch’essa a basso indice glicemico.

Con l’avvertimento che è comunque necessario un ulteriore approfondimento per determinare se la mancanza di aumento di peso potrà estendersi alla pasta come parte di altre diete salutari, la valutazione di queste prove ci porta a ritenere che “la pasta non ha comunque un effetto così negativo sugli esiti del peso corporeo, quando venga consumata come parte di un regime alimentare sano”, per usare le parole del dott. Sievenpiper.

© RIPRODUZIONE RISERVATA