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Due nuovi costosi farmaci tumorali, i pazienti rischiano di pagare?

Scritto da Redazione di Gaianews.it il 07.07.2013

I farmaci antitumorali sono molto costosi e senza l’aiuto dello stato molti non potrebbero permetterseli. Fin qui nulla di nuovo. Ma il recente inserimento di due nuovi farmaci antitumorali in fascia C ha suscitato molte polemiche da parte dell’associazione italiana di oncologia medica, che vede un rischio di disparità nel trattamento dei malati abbienti e meno abbienti.

Medicina

I due nuovi farmaci antitumorali, approvati dall’agenzia europea per i farmaci, sono stati inseriti nella fascia C, quella che necessita della ricetta del medico ma che sono a carico del malato.

I medicinali sono l’aflibercept della Sanofi-Aventis e il pertuzumab della Roche non sono mutuabili ma in realtà, come si legge nella Gazzetta Ufficiale del 14 giugno 2013, sono in fascia Cnn (Fascia C non negoziata). Sono gli ospedali a dover acquistare i farmaci in caso di trattamento ai malati, ma potrebbe accadere che non abbiano i fondi per farlo.

Tra l’approvazione dell’Ema e la negoziazione del prezzo passano circa tre – quattro mesi in Europa. In Italia ce ne vogliono di più, quindi nel frattempo il decreto Balduzzi prevede che il malato possa pagarselo di tasca propria.

L’associazione italiana di oncologia medica ha inviato una lettera al ministro attuale della salute Lorenzin che dice: “Come Associazione Italiana di Oncologia Medica, siamo certi che non saranno i pazienti a pagare. Il problema, però, resta chi dovrà affrontare la spesa: le Aziende Ospedaliere, le Regioni? A nostra conoscenza, questo aspetto non è mai stato affrontato né singolarmente né in Conferenza Stato-Regione. Il rischio è che si determinino diseguaglianze inaccettabili per i pazienti, poiché alcune Aziende o Regioni autorizzeranno le acquisizioni dei farmaci e altre al contrario non lo permetteranno”.

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  • giovanna scrive:

    A Francesco Carlo, non potete dire che non vale la pena sobbarcarsi una spesa notevole per questi farmaci. Se vi foste mai trovati in una situazione di necessità, come la scrivente, non l’avreste pensata in questo modo, anzi, vi sareste abbarbicati a qualsiasi mezzo o possibilità pur di sopravvivere.

  • carlo scrive:

    Hai ragione, caro Francesco, forse non ne vale la pena; vale però la pena di spendere MILIARDI di euro per aerei da guerra, corazzate, portaerei, sommergibili missioni di guerra in giro per il mondo, grandi opere inutili, TAV e così via, finanziamento ai partiti, finanziamento a giornali che nessuno legge, ecc.?
    Queste sono le solite scusa delle varie caste.
    VERGOGNA!! Quando questo popolo si sveglierà dal torpore in cui è caduto grazie al calcio, alle TV ecc. e dimostrerà di essere un po’ evoluto e civile come i popoli del cosiddetto “terzo mondo”?

  • Forse volevate scrivere nel titolo: “Farmaci ANTI tumorali…Così scritto sembra che parliate di farmaci che provocano tumori… (anche se ce ne sono molti che potrebbero addirittura provocarli, ma non sarebbe questo il caso…)

    Saluti

  • Maria scrive:

    No Francesco, rallentano il tumore ma nel 5 per cento dei casi lo bloccano. La vita umana vale molto di più . Non ha prezzo. Lasciamolo decidere al paziente liberamente se vuole vivere un po’ di più con una percentuale seppur bassa di remissione del tumore. Questa e’ etica umana e sanitaria. Più tempo si prende più la ricerca va avanti e possono esserci nuove scoperte, oltre alla possibilità di rimessione del tumore e, per chi ci crede, di miracolo. Quei soldi centuplicati finiscono nelle mani dei politici, delle istituzioni e dei loro amici lobbysti, come le recenti inchieste giudiziarie hanno dimostrato. Sconvolge che la Chiesa e le associazioni cattoliche non abbiamo preso le distanze da quei loro rappresentanti che hanno lucrato sulla vita umana e sulla salute dei cittadini

  • francesco scrive:

    Il vero grande problema e’ che tali farmaci costosissimi non sono salvavita ma quasi sempre la prolungano per qualche mese senza nessun meglioramento della qualita ‘ della vita stessa.
    Ne vale veramente la pena spendere 30 40.000 euro l’anno per qualche mese in piu’ di vita tribolata.?