Il dottor Maurizio Grandi è immunologo, oncologo e fitoterapeuta presso il centro La Torre di Torino
Amigdalina, laetrile, vitamina B17 sono oggetto di frequenti confusioni da parte dei malati e dei medici. A livello chimico, si tratta di due prodotti diversi.
L’amigdalina viene estratta dai noccioli di mandorla amara (di pesca e di albicocca), utilizzati già nella medicina ippocratica (acqua di mandorla) : Amygdale = mandorla
L’amigdalina (mandelonitrile-beta-D-gentiobioside), è un glucoside contenuto nei semi di diverse Rosacee, soprattutto quelle indicate.
E’ cianogenica cioè capace di liberare acido cianidrico (acido prussico).
I glucosidi sono costituiti da una parte zuccherina e da una non zuccherina detta aglicone. L’aglicone dell’amigdalina è il laetrile, prodotto di degradazione (C2H7O11), soprannominato impropriamente B17.
L’amigdalina è stata isolata nel 1830, dai francesi Roubiquet e Bontron-Chariand.
Nel 1837 la sua molecola, enzimaticamente degradata, é separata in uno ione cianuro, una molecola di benzaldeide e due di glucosio.
Il laetrile (LAEvomandeloniTRILE-glucoside) è stato ottenuto da Ernst Krebs nel 1950, attraverso la bollitura in soluzione alcolica, evaporazione dell’alcool e cristallizzazione.
Tossicità:
L’acido cianidrico è tossico anche in quantità molto piccole: le dosi mortali sono di soli 50 mg, se per ingestione orale.
La tossicità è soprattutto legata all’assunzione orale perché la betaglucosidasi presente nella flora batterica intestinale umana che la degrada, la separa nei suoi costituenti. Il rischio conosciuto è almeno 40 volte più elevato che nell’impiego endovenoso.
Il National Institutes of Health statunitense ha valutato diversi studi, concludendo che i trial clinici non mostrano alcun effetto benefico contro il cancro.
Bibliografia:
^ Laetrile/Amygdalin – National Cancer Institute
Posologia e vie di somministrazione:
con i limiti della letteratura una dose di 2 g 50 costituirebbe l’equivalente di 7-8 g di amigdalina non purificata e parrebbe il dosaggio suggerito dalla commercializzazione “parallela”.
Indicazioni:
L’amigdalina “sarebbe” attiva nei tumori che contengono l’enzima beta-glucuronidasi : più la concentrazione di tale enzima è elevata, più il prodotto potrebbe avere un effetto (mammella, utero, stomaco).
L’azione completa dall’amigdalina non è ancora conosciuta, ma sono state ipotizzate almeno due vie.
1) E. Krebs ritiene che l’attivazione sia determinata dalla liberazione di acido cianidrico, mediata da la β-glucuronidasi.
Sostiene che la cellula “normale” non sia gravata da eccessiva tossicità, per la ridotta presenza di β-glucuronidasi, se la sostanza non è assunta per via orale, ove la flora microbica intestinale determina la separazione nei singoli costituenti.
Il rosanesio (o transulferasi) provoca trasformazione dell’acido idrocianico (HCN) tossico in tiocianato, non tossico.
La cellula normale può contenere una grande quantità di rodanesio e poca β-glucuronidasi, le cellule di tumore contengono poco rodanesio e molta β-glucuronidasi. Specie quelle indicate, a maggior deviazione (1974, Sloan Kettering).
Nelle forme più differenziate la molecola avrebbe una “selettiva” tossicità sulla cellula neoplastica, piuttosto che sulle cellule normali
2) Una seconda ipotesi, sostenuta da Jacquier (1980) è legata all’attività dell’altro composto liberato; la benzaldeide e alla formazione di perossidi nelle membrane e all’interno della cellula, a partire dalla benzaldeide.
Nei tumori sperimentali ad alta deviazione, il fenomeno della preossidazione è inibito, per una differenza nella struttura delle membrane cellulari più ricche di colesterolo e acidi grassi saturi.
La benzaldeide, utilizzata a scopo antalgico è, anche se in misura differente rispetto all’acido cianidrico, gravata da tossicità, specie epatica.
Conclusione
Pur ammettendo che i prodotti potrebbero avere un razionale nel loro impiego, e malgrado la revisione effettuata al National Istitut of Health USA (1982), fosse negativa al riguardo, gli effetti collaterali sono significativi, con una forbice molto stretta tra dose terapeutica e tossica, sconsigliandone l’uso in automedicazione, anche per la qualità dei prodotti reperibili nel commercio, non sempre di qualità e relativa difficoltà al controllo della filiere.
IO MANGIATO 20 SEMI A INTERVALLO IN TUTTA LA GIORNATA,
NON SONO MORTO,
Vorrei sapere quanti semi di nocciolo di albicocca o pesca si possono assumere in una giornata senza diventare tossici