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L’allattamento al seno può proteggere contro la balbuzie

Scritto da Redazione di Gaianews.it il 06.08.2013

Uno studio condotto su 47 bambini che hanno iniziato manifestare problemi di balbuzie in età precoce ha scoperto che coloro che sono stati allattati al seno nella prima infanzia avevano più probabilità di superare il problema della balbuzie parlando fluentemente.

L’analisi, riportata su Journal of Communication Disorders, ha trovato un’associazione dose dipendente tra l’allattamento al seno e la probabilità di un bambino di recuperare dalla balbuzie. Più è lungo il periodo in cui i bambini sono stati allattati al seno, più è alta la possibilità che recuperino.

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I ricercatori, dell’Università dell’Illinois invece non hanno trovato nessuna relazione fra risoluzione del problema della balbuzie e reddito e grado di istruzione. Inoltre hanno escluso problemi neurologici che potessero provocare il difetto o rallentare il recupero.

Secondo i ricercatori ad oggi le cause della balbuzie sono ancora sconosciute. Per questo lo studio in questione può avere molto valore per migliorare le possibilità di recupero.

Questo d’altra parte non è il primo studio sulla relazione fra linguaggio e allattamento al seno, molti studi avevano già evidenziato la relazione.
Uno studio del 1997 aveva scoperto che i bambini allattati al seno per più di nove mesi avevano un rischio significativamente più basso di disturbo del linguaggio rispetto a quelli allattati per periodi di tempo più brevi.

Uno studio successivo ha scoperto che i bambini che sono stati allattati al seno avevano più probabilità di produrre “un balbettio nei primi mesi d’età,” un indicatore chiave di un sano sviluppo del linguaggio.

Altri studi hanno trovato associazioni tra la durata dell’allattamento al seno e il QI verbale o la probabilità di un bambino di sviluppare il disturbo dello spettro autistico.

I ricercatori suggeriscono che gli acidi grassi essenziali che si trovano nel latte materno, ma spesso mancano negli alimenti per lattanti potrebbero aiutare a spiegare perché l’allattamento al seno per un periodo più lungo può essere associato ad un migliore sviluppo del cervello e della lingua.

“Gli acidi grassi a catena lunga presenti nel latte umano, l’acido docosaesaenoico(DHA) e l’acido arachidonico, svolgono un ruolo importante nello sviluppo del tessuto neurale”, ha detto Jamie Mahurin-Smith autrice dell’articolo. “Una parlata fluente richiede una sequenza straordinariamente complessa di eventi che devono svolgersi rapidamente, e la nostra ipotesi è che differenze nel neurosviluppo in età precoce potrebbero causare problemi con la fluidità nel discorso più tardi.”

Gli scienziati hanno spiegato che il cervello di un bambino triplica le sue dimensioni nel primo anno di vita e più della metà di questo peso è costituito da lipidi. Il DHA è l’acido grasso più diffuso nel cervello dei mammiferi. I lattanti privi dell’adeguato apporto di DHA nella dieta possono sintetizzare altri acidi grassi, ma “la ricerca ha dimostrato che la velocità con cui il DHA è incorporato nel tessuto cerebrale supera il tasso a cui può essere sintetizzato.”

Diversi studi suggeriscono che la mancanza di un adeguata dose di DHA durante lo sviluppo può mettere in pericolo la struttura del cervello e le sue funzioni, hanno spiegato gli scienziati. Gli acidi grassi inoltre influenzano l’espressione genica, legandosi a fattori di trascrizione in grado di regolare l’attività di molti geni.
“Può essere che l’assunzione di acidi grassi influenzi anche l’espressione dei geni responsabili per la balbuzie”, hanno concluso i ricercatori.

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