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Oltre 600mila morti l’anno nel mondo dovuti al fumo passivo

Scritto da Redazione di Gaianews.it il 27.11.2010

Fumo passivoCirca una morte  su 100 ogni anno nel mondo è causata dal fumo passivo, che uccide più di 600.000 persone ogni anno. Ma il peggio è che circa 165.000 di questi decessi sono di bambini. Queste sono le conclusioni di un articolo che comparirà in una prossima edizione di “The Lancet”, scritto da Annette Pruss-Ustun, dell’OMS di Ginevra, Svizzera, e colleghi. Lo studio è il primo a valutare l’impatto globale del fumo cosiddetto di “seconda mano”.

Al fine di assicurare una comparazione consistente, i ricercatori hanno utilizzato i dati del 2004 per la loro analisi, dato che questo è l’ultimo anno ad avere i dati completi dei 192 paesi studiati. Essi hanno stimato sia i decessi che gli anni di vita in buona salute persi (DALY), un conteggio che stima la perdita di giorni di vita confrontandola con la vita attesa degli individui che invece muoiono prematuramente.

In tutto il mondo, il 40% dei bambini, il 33% dei maschi non fumatori, e il 35% delle donne non fumatrici sono stati esposti a fumo di seconda mano (il fumo passivo) nel 2004. E’ stato stimato che tale esposizione abbia causato 379.000 decessi per malattie ischemiche del cuore, 165.000 da infezioni delle basse vie respiratorie, 36.900 per asma, e 21.400 per cancro ai polmoni. In totale il conto fa 603.000 decessi attribuibili al fumo di seconda mano nel 2004, ossia l’1% di tutti i decessi in tutto il mondo. Il 47% di morti per fumo di seconda mano si è verificato nelle donne, il 28% nei bambini, e il 26% negli uomini. Il numero dei giorni utili (DALY) persi a causa dell’esposizione al fumo passivo è stato pari a 10,9 milioni , che era di circa 0,7% del totale delle giornate lavorative perse a livello mondialea causa di malattie nel 2004. Il 61% dei giorni persi era attribuibile ai bambini. Gli oneri più grandi a causa di malattie sono stati causati da infezioni delle basse vie respiratorie nei bambini di età inferiore ai 5 anni (5.939.000/54%), cardiopatia ischemica negli adulti (2.836.000/26%), e asma negli adulti (1.246.000/11%) e bambini (651.000/6%).

Mentre i  decessi dovuti al fumo passivo nei bambini sono sbilanciati verso paesi a basso o medio reddito, i decessi negli adulti si sono ripartiti tra tutti i paesi. Ad esempio, nei paesi ad alto reddito dell’Europa si sono verificati solo 71 decessi infantili attribuibili a fumo passivo, mentre negli adulti sono avvenuti 35.388 decessi. Invece in tutti i paesi dell’Africa valutati, circa 43.375 decessi dovuti al fumo passivo si sono verificati nei bambini, rispetto ai 9.514 negli adulti. Gli autori dicono: “Due terzi di queste morti si verifica in Africa e nel sud dell’Asia, dove i bambini sono esposti al fumo passivo in casa. La combinazione di malattie infettive e di tabacco sembra essere letale per i bambini in queste regioni, e questo potrebbe ostacolare gli sforzi per ridurre il tasso di mortalità per la fascia di età più giovane di 5 anni come richiesto dal 4° Obiettivo di Sviluppo del Millennio”.

In tutto il mondo, sono i bambini con meno di 5 anni i più fortemente esposti al fumo passivo, più di ogni altra fascia d’età, e non sono in grado di evitare la principale fonte di esposizione – soprattutto se i loro parenti stretti fumano in casa. Gli autori fanno notare che l’esposizione a fumo in una casa con fumatori sembra simile nella maggior parte delle regioni, anche se è più intensa in Asia e nel Medio Oriente. Inoltre, i bambini sono il gruppo che mostra il maggior danno attribuibile al fumo passivo. Questi due fattori dovrebbero quindi quelli su cui le politiche di prevenzione dovrebbero concentrarsi di più.

Le donne le vittime più numerose dopo i bambini

Un altro dato inquietante per quello che riguarda le morti attribuibili al fumo passivo sono i decessi avvenuti nelle donne. Il numero assoluto di morti è più elevato nelle donne che negli uomini per due motivi principali. In primo luogo, il numero di donne non fumatrici (e quindi suscettibili di essere esposte al fumo passivo per definizione) è circa del 60% superiore a quello di maschi non fumatori (considerando che ci sono ancora molti più fumatori maschi rispetto alle donne). In secondo luogo, in Africa, in alcune parti del continente americano, nel Mediterraneo orientale e sud-est asiatico, le donne hanno almeno il 50% in più di probabilità di essere esposte al fumo passivo rispetto agli uomini.

Bilancio complessivo

Queste morti devono essere aggiunte a circa 5,1 milioni di decessi attribuibili al fumo attivo per ottenere l’effetto complessivo sia di fumo passivo e attivo. Il fumo, di conseguenza, è stato responsabile di più di 5,7 milioni di morti nel 2004. Nella loro analisi, gli autori hanno dato per scontato che chi fuma non dovrebbe essere soggetto agli effetti del fumo passivo, o comunque che i suoi effetti sono ricompresi in quelli del fumo attivo. Tuttavia, se non fosse così (questa eventualità non è stata dimostrata chiaramente), il numero di decessi dovuti al fumo passivo dovrebbe essere maggiorato di un buon 30% secondo gli autori.

Allo stato attuale, solo il 7,4% della popolazione mondiale vive in paesi con leggi antifumo complete allo stato attuale, e l’applicazione di queste leggi è severa in solo poche di tali giurisdizioni (come in Italia, uno dei paesi con le leggi più avanzate e rispettate, soprattutto nei luoghi pubblici). In tali paesi, la ricerca ha dimostrato che queste leggi riducono l’esposizione al fumo passivo in ambienti ad alto rischio, come bar e ristoranti, del 90%, e in generale del 60%. Oltre alla protezione che offrono ai non fumatori, le politiche antifumo riducono il consumo di sigarette tra i fumatori, aumentando i tassi di successo dei tentativi di coloro che vogliono smettere.

Gli autori concludono che occorrerebbe estendere il divieto di fumo all’interno di locali chiusi anche alle abitazioni civili, oltre che adottare programmi e strategie educative complementari per ridurre l’esposizione al fumo passivo in casa, un luogo particolarmente difficile da controllare da parte delle autorità e facilmente un luogo in cui si scelde a pericolosi compromessi tra fumatori e non fumatori, per chiare ragioni di buona convivenza.

In un commento alla ricerca, il dottor Heather L. Wipfli e il dottor Jonathan M.  Samet del Dipartimento di Medicina Preventiva dell’Università della California, Los Angeles hanno dichiarato: “Non ci può essere alcun dubbio che il 1,2 miliardi di fumatori nel mondo stanno esponendo miliardi dei non fumatori al fumo passivo, un inquinante che provoca malattie come poche fonti di inquinamento possono dare. Quando ci troviamo di fronte ad inquinanti di ambienti interni, come abitazioni, uffici e luoghi pubblici al chiuso, spesso è difficile eliminare la causa. Ma per il fumo, è una questione di divieti che vanno fatti rispettare, e i benefici sarebbero sostanziali, come mostrato da questa nuova ricerca”.

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