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Fumare in spiaggia rende l’aria peggiore di quella di città

Fumare in spiaggia accanto agli altri può peggiorare molto la qualità dell'aria

Scritto da Redazione di Gaianews.it il 01.06.2013

Fumare in spiaggia accanto agli altri può peggiorare molto la qualità dell’aria, fino a farla diventare meno respirabile di quella inquinata della città. A rilevarlo è uno studio condotto dall’Istituto nazionale dei tumori di Milano, che mette in guardia dal fumo passivo anche all’aperto.

Brace di sigaretta

Attenzione quindi al fumo di chi ci sta vicino, non solo in ambienti chiusi ma anche in spiaggia. Anche a qualche metro di distanza, infatti, il fumo di sigaretta rende l’aria due volte più inquinata che quella del traffico in città.

Gli esperti dell’Istituto nazionale dei tumori di Milano hanno reso noti i risultati della ricerca in occasione della giornata mondiale senza tabacco.

La rilevazione è stata svolta sulle spiagge di Vada, in provincia di Livorno, ed ha mostrato che nel raggio di cinque metri da qualcuno che fuma, se sottovento, l’aria è 7 volte più inquinata rispetto ai valori normali. Stare a cinque metri di distanza dal fumo prodotto dalla combustione di due sigarette fa respirare un’aria che è due volte più inquinata che nel traffico in città.

I dati sono stati illustrati durante la giornata mondiale senza tabacco (World No Tobacco Day) attraverso la proiezione in video dell’esperimento svolto a Vada e attraverso una simulazione fatta in diretta nel cortile dell’Istituto simulando il contesto di una spiaggia. “È stato dimostrato che, oltre al problema ambientale causato dai mozziconi di sigaretta, fumare in spiaggia pone un problema di salute legato al fumo passivo – ha spiegato Roberto Boffi, responsabile del centro antifumo dell’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano – In generale diventa sempre più urgente pensare a nuovi spazi smoke free per i cittadini, anche per i fumatori”.

Il tabacco è considerato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità un’epidemia globale, che uccide quasi 6 milioni di persone ogni anno, di cui più di 600 mila che muoiono senza aver mai acceso una sigaretta. Sono i cosiddetti fumatori passivi, che respirano il “fumo di seconda mano”. Presto i numeri potrebbero ancora peggiorare, avverte l’OMS. Entro il 2030 infatti l’organizzazione provede più di 8 milioni di decessi. Oltre l’80% di queste morti sarà nei paesi a basso e medio reddito.

“L’obiettivo finale della Giornata mondiale senza tabacco è quello di contribuire a proteggere le generazioni presenti e future, non solo da queste conseguenze devastanti per la salute, ma anche contro i flagelli sociali, ambientali ed economici del consumo di tabacco e dell’esposizione al fumo di tabacco”, afferma il comunicato dell’OMS.

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  • carolus scrive:

    Non credevo possibile si arrivasse a un simile grado di imbecillità e demagogia populista antifumo, mentre gli alcolizzati sono liberi di bere e i drogati di farsi pere e spinelli.