Gaianews

Stamina: ancora caos infusioni agli Spedali di Brescia

Un'altra sentenza ordina l'infusione di cellule Stamina ad una bambina, ma agli Spedali di Brescia non è ancora chiaro come procedere e gli ordini dei medici e dei biologi chiedono al Ministro Lorenzin di agire in fretta

Scritto da Redazione di Gaianews.it il 15.07.2014

E’ sempre più infiammata la vicenda Stamina con sentenze di tribunali di tutta Italia che si susseguono a autorizzare e vietare le cure di Davide Vannoni. E agli Spedali di Brescia continuano le difficoltà procedurali per somministrare le cellule di Stamina.

Davide Vannoni

L’ultima sentenza e l’ultimo caso è quello di Noemi, bambina di un paese in provincia di Chieti che secondo il giudice del Tribunale della città, dovrebbe essere sottoposta ad infusione. La novità è che questa volta il giudice ha nominato Erica Molino, biologa di Stamina, a capo dell’équipe che dovrà somministrare le cellule.

Molino, che si è iscritta solo recentemente all’albo dei biologi, è indagata insieme con Vannoni.

Per lo psicologo presidente di Stamina Foundation si tratta di una sentenza “esemplare perché rimarca il diritto di giovani pazienti di accedere a queste cure come ultima speranza di vita”.

Non sono dello stesso avviso l’ordine dei Medici di Brescia e quello dei biologi. I primi, con una lettera inviata al ministro Lorenzin chiedevano “un atto politico istituzionale che porti alla sospensione dei trattamenti Stamina, in attesa delle determinazioni del Comitato scientifico ministeriale”. E riguardo alla nomina della Molino: “In questo modo si stravolgono le competenze e le responsabilità professionali alla base della difesa della salute dei malati. Improvvisamente una figura professionale non medica, priva di alcun requisito, viene autorizzata ad assumere decisioni cliniche. Questo è del tutto inaccettabile”.

L’Ordine nazionale dei biologi ha invece dichiarato per bocca del suo presidente Ermanno Calcatelli: “L’Ordine dei medici di Brescia ha ragione a sollevare l’impossibilità per Erica Molino, che giuridicamente non appartiene all’area medica e non risulta essere una dirigente di struttura complessa dell’ospedale, a guidare un’équipe medica. Come Ordine vigiliamo sull’operato della Molino, che è sottoposta a procedimento disciplinare. La biologa ha presentato i documenti necessari ed ora è iscritta all’Ordine, ma questo è avvenuto in un secondo tempo rispetto a quanto accaduto ai Civili nei mesi scorsi”.

Anche secondo il Commissario degli Spedali di Brescia la situazione non è affatto facile e immediata: per prima cosa la bambina non è fra i pazienti presi in carico o in lista d’attesa presso la struttura. Inoltre si dovrà procedere al carotaggio, secondo il Commissario, e non sarebbe possibile, così come proposto da Vannoni, che si usino cellule presenti già in laboratorio.

© RIPRODUZIONE RISERVATA