E’ sempre più infiammata la vicenda Stamina con sentenze di tribunali di tutta Italia che si susseguono a autorizzare e vietare le cure di Davide Vannoni. E agli Spedali di Brescia continuano le difficoltà procedurali per somministrare le cellule di Stamina.

L’ultima sentenza e l’ultimo caso è quello di Noemi, bambina di un paese in provincia di Chieti che secondo il giudice del Tribunale della città, dovrebbe essere sottoposta ad infusione. La novità è che questa volta il giudice ha nominato Erica Molino, biologa di Stamina, a capo dell’équipe che dovrà somministrare le cellule.
Molino, che si è iscritta solo recentemente all’albo dei biologi, è indagata insieme con Vannoni.
Per lo psicologo presidente di Stamina Foundation si tratta di una sentenza “esemplare perché rimarca il diritto di giovani pazienti di accedere a queste cure come ultima speranza di vita”.
Non sono dello stesso avviso l’ordine dei Medici di Brescia e quello dei biologi. I primi, con una lettera inviata al ministro Lorenzin chiedevano “un atto politico istituzionale che porti alla sospensione dei trattamenti Stamina, in attesa delle determinazioni del Comitato scientifico ministeriale”. E riguardo alla nomina della Molino: “In questo modo si stravolgono le competenze e le responsabilità professionali alla base della difesa della salute dei malati. Improvvisamente una figura professionale non medica, priva di alcun requisito, viene autorizzata ad assumere decisioni cliniche. Questo è del tutto inaccettabile”.
L’Ordine nazionale dei biologi ha invece dichiarato per bocca del suo presidente Ermanno Calcatelli: “L’Ordine dei medici di Brescia ha ragione a sollevare l’impossibilità per Erica Molino, che giuridicamente non appartiene all’area medica e non risulta essere una dirigente di struttura complessa dell’ospedale, a guidare un’équipe medica. Come Ordine vigiliamo sull’operato della Molino, che è sottoposta a procedimento disciplinare. La biologa ha presentato i documenti necessari ed ora è iscritta all’Ordine, ma questo è avvenuto in un secondo tempo rispetto a quanto accaduto ai Civili nei mesi scorsi”.
Anche secondo il Commissario degli Spedali di Brescia la situazione non è affatto facile e immediata: per prima cosa la bambina non è fra i pazienti presi in carico o in lista d’attesa presso la struttura. Inoltre si dovrà procedere al carotaggio, secondo il Commissario, e non sarebbe possibile, così come proposto da Vannoni, che si usino cellule presenti già in laboratorio.