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Scoperta la tomba principesca più antica della Scizia

Scritto da Leonardo Debbia il 23.01.2018

Sul fondale di una palude della repubblica russa di Tuva, nella Siberia meridionale, l’archeologo Gino Caspari, dell’Università di Berna, ha scoperto un tumulo funerario dell’antica Scizia.

Tutte le prove suggeriscono che questa non è solo la più grande tomba principesca rinvenuta nella regione, ma anche la più antica.

E che potrebbe anche ospitare alcuni tesori, straordinariamente ben conservati.

Veduta del kurgan Arzhan 0  (crediti: Swiss National Science Foundation, SNSF)

Veduta del kurgan Arzhan 0  (crediti: Swiss National Science Foundation, SNSF)

Caspari ha fatto la scoperta più significativa della sua carriera non usando metodi tradizionali – ad esempio, attrezzi da scavo – ma attraverso le immagini del suo computer.

Osservando attentamente alcune immmagini satellitari ad alta risoluzione della valle del fiume Uyuk, in Siberia, lo studioso ha scoperto una struttura circolare che ha attirato la sua curiosità.

Un primo scavo, condotto l’estate scorsa per conto dell’ Università di Berna, in collaborazione con l’Accademia russa delle scienze di Mosca ed il Museo dell’Ermitage di S.Pietroburgo, ha confermato le aspettative: la struttura era in realtà un kurgan, una tomba principesca dell’ antica Scizia.

Il kurgan è un tumulo funerario che gli Sciti usavano per seppellire i nobili. Si trattava sì di un monumento funebre, ma era anche la testimonianza del potere e della ricchezza relativa ad un nobile di quella società guerriera che aveva avuto le sue origini e la sua sede naturale nelle steppe euro-asiatiche, prima di riversarsi al Sud e spingersi a guerreggiare con Babilonesi, Assiri e Persiani.

L’antica Scizia corrisponde infatti ad un’ ampia area eurasiatica che tra l’VIII secolo a.C. e il II secolo d.C. ospitò popolazioni nomadi di origine iraniana, sulla cui origine gli autori antichi, a iniziare da Eratostene, non trovavano un accordo unanime.

Studi genetici recenti confermano la loro somiglianza fisica con gli europei, anche se non si esclude un contributo asiatico (ritrovamenti del Kazakistan).

Probabilmente, con il nome di Sciti si intese un insieme di tribù che, migrando verso ovest attraverso territori diversi, assimilarono gruppi etnici con caratteri eterogenei, apparendo avvolti nel mistero agli stessi autori loro contemporanei.

La conclusione è che tutte queste popolazioni, genericamente conosciute come Sciti, sono da considerarsi geneticamente più vicine ai popoli dell’Europa orientale che a quelli dell’Asia centrale.

Il team russo-svizzero, guidato da Caspari, è stato in grado di dimostrare che il tumulo funerario, che è stato indicato come Arzhan 0, era simile, nella costruzione, al kurgan Archan 1, situato a soli 10 chilometri di distanza a nord-est del sito.

Arzhan 1 era stata a lungo considerata come la più antica tomba scita della regione, che è nota anche come la ‘valle dei re siberiani‘, per i numerosi kurgan recuperati in quella zona.

Le tombe principesche erano tumuli sovrastanti più camere ipogee, sovrastate da una pietra.

Le camere avevano una disposizione circolare e le pareti erano rivestite con legno di larice grezzo.

Gli oggetti di sepoltura includevano tipicamente armi, imbracature di cavalli e oggetti decorati nel cosiddetto ‘stile animale’, caratteristico dei popoli delle steppe.

Le travi in legno rinvenute da Caspari durante lo scavo preliminare risalgono al IX secolo a.C., anteriori ad Arhzan 1, portata alla luce negli anni Settanta del secolo scorso, che è stata datata tra il IX e l’VIII secolo a.C.

“Da quegli anni, (anni Settanta n.d.r.) i metodi archeologici sono diventati più sofisticati”, osserva Caspari. “Oggi abbiamo modi diversi di esaminare il materiale per scoprire di più sulla transizione Età del bronzo-Età del ferro”, sottolinenando così il cambio di passo radicale che hanno apportato Genetica, Geochimica, Geofisica e Telerilevamento.

Il tumulo Arzhan 0 è in una posizione inaccessibile, in mezzo a terreni paludosi; collocazione che contribuisce a rendere più difficile il suo raggiungimento da parte di eventuali tombaroli.

“Si puà arrivare al kurgan dal più vicino insediamento solo dopo 5 ore di auto fuoristrada”, precisa Caspari, osservando che dal momento che non è mai stato disturbato, potrebbe contenere tesori simili a quelli trovati in Arzhan 2.

In quest’ultimo sito, infatti, tra il 2001 e il 2004, un team di ricerca tedesco aveva scoperto una camera sepolcrale contenente la più ricca collezione di manufatti mai trovati nella steppa eurasiatica: oltre mille oggetti d’oro collocati tra due corpi inumati nella camera principale della tomba, oltre alle armi magnificamente decorate, al vasellame e ai cavalli arricchiti da finimenti preziosi.

Si pensi che la collana del principe scita di Arzhan 2 era stata realizzata in oro massiccio e pesava ben 2 chili!

Le caratteristiche climatiche del suolo siberiano confortano le speranze di Caspari.

Nella valle di Uyuk lo strato del permafrost inizia in gran parte a pochi metri dalla superficie. Tutto ciò che si trova al di sopra del permafrost si disgela in estate e il materiale organico si decompone.

Tuttavia, i raggi del sole non sono in grado di scongelare il terreno che sta al di sotto della spessa protezione in pietra del kurgan; così, il ghiaccio impedisce il decadimento della materia organica e preserva il materiale sensibile.

Caspari si aspetta ulteriori scoperte nel corso della campagna di scavi.

“Se saremo fortunati” – dice – potremmo persino trovare sculture in legno o tappeti sotto le pietre e, perchè no?, forse anche una mummia ghiacciata”.

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