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Scoperto mercurio liquido sotto una piramide in Messico

Scritto da Leonardo Debbia il 04.05.2015

Un archeologo messicano, durante una ricognizione di una tomba scavata all’interno di una piramide pre-azteca, ha fatto una inaspettata, quanto curiosa scoperta: un’imprecisata ‘grande quantità’ di mercurio liquido.

L’archeologo in questione è Sergio Gomez, che ha rinvenuto il metallo in una camera posta alla fine di un tunnel, rimasto sigillato per circa 1800 anni, nella Piramide del Serpente Piumato a Teotihuacan, la più grande città dell’America pre-colombiana, situata a circa 50 chilometri a nord est di Città del Messico.

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Alcuni archeologi ritengono che l’elemento tossico potrebbe essere indicativo della tomba del primo sovrano, mai trovato a Teotihuacan, città contemporanea di molte altre città Maya, ma avvolta nel mistero, tanto che ancora non si sa né chi furono i suoi fondatori, né il nome dei suoi abitanti.

Alquanto incerto sul significato della presenza del mercurio, Gomez ipotizza che il metallo possa simboleggiare un fiume o un lago sotterraneo. Anche se era già stato scoperto in piccole quantità in alcuni siti Maya molto più a sud, a Teotihuacan, finora, non ne era mai stata trovata traccia.

Difficile ad essere estratto e molto apprezzato per le sue proprietà, il mercurio era un elemento raro nell’antico Messico, tanto che alcuni archeologi ritengono che gli possa essere attribuito un probabile significato soprannaturale e quindi il suo uso potrebbe sottintendere fini rituali.

Al di là del significato, il ritrovamento del mercurio potrebbe realmente preludere alla scoperta della tomba di un re o forse anche più di uno, dal momento che il governo della città risulta

per ora avvolto dallo stesso mistero che aleggia su tutta Teotihuacan.

Di questa antica città non si sa, come detto prima, quale popolazione l’abitasse e quale forma di governo ne detenesse la guida, dal momento che non esiste una forma di scrittura che ne documenti la storia, a cominciare dal nome che, di fatto, fu dato alla città dagli Aztechi in tempi successivi.

L’altro mistero irrisolto sono le piramidi, la cui erezione dovette richiedere secoli di lavoro e il cui significato, da alcuni paragonato erroneamente a quello delle piramidi egizie, non è ancora stato chiarito.

Contrariamente alle piramidi degli antichi Egizi, che erano tombe edificate in luoghi lontani dall’abitato, quelle mesoamericane erano costruite all’interno delle città, con probabili scopi religiosi, dato che alla loro sommità venivano celebrati riti, talvolta molto cruenti e sicuramente con sacrifici umani, o venivano compiute osservazioni astronomiche; entrambe, funzioni cui le culture del Centro America erano particolarmente dedite e che venivano sicuramente svolte da una casta sacerdotale, la stessa che probabilmente era anche la classe dominante.

Per molto tempo gli archeologi ritennero che i fondatori fossero stati i Toltechi, ma questa ipotesi è stata abbandonata quando si è scoperto che la civiltà tolteca comparve in epoca posteriore.

Secondo la leggenda, la fondazione risalirebbe al 300 a.C., forse alla civiltà Olmeca, considerata la ‘madre’ delle civiltà mesoamericane.

E’ stato osservato che le etnie presenti potessero, in buona sostanza, essere varie e lo proverebbero le testimonianze archeologiche, che distinguono quartieri Zapotechi, Maya e Nahua.

Tutto quello che si è potuto conoscere di questa città lo si deve ai bassorilievi della città e ai monumenti delle città Maya.

Una cosa certa è che attorno al 700 d.C. la città venne abbandonata, dopo un rapido declino.

Anche su questo, gli studiosi sono discordi. Qualcuno aveva parlato di popolazioni barbariche che avrebbero invaso la fiorente città, ma oggi si è più propensi a credere che responsabili principali della rovinosa caduta siano stati i cambiamenti climatici che caratterizzarono quel periodo storico del Centro-America con carestie e siccità in tutta quanta la regione.

Per tornare alla Piramide del Serpente Piumato, Gomez ritiene che l’esplorazione delle camere interne necessiti ancora qualche mese di tempo. Se ne riparlerà verso il mese di ottobre.

Nell’attesa, l’alone di mistero su Teotihuacan rimane.

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