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Cereali e frutta incastrati tra i denti dei Neanderthal

Scritto da Redazione di Gaianews.it il 30.12.2010
Ricostruzione di un uomo di Neanderthal, estinto 40.000 anni fa - fonte Wikipedia

Ricostruzione di un uomo di Neanderthal, estinto 40.000 anni fa - fonte Wikipedia

Gli uomini di Neanderthal cucinavano regolarmente e consumavano una varietà di piante disponibili a livello locale, secondo le ultime scoperte dei ricercatori, contrariamente a quanto pensato precedentemente. Anche se gli strumenti di pietra non indicano una capacità dei Neanderthal di praticare l’agricoltura, essi sicuramente si procuravano amidi, vitamine e proteine dalle piante presenti nel loro habitat, in base all’analisi dei residui alimentari tra i denti di alcuni individui ritrovati in Europa e Iraq.

Alcuni studi avevano affermato che questi antenati ormai estinti dell’uomo mangiavano principalmente carne, e come tali erano stati battuti nella storia dell’evoluzione dai primi esseri umani moderni, che riuscivano  che raccogliere più calorie dall’ambiente, riuscendosi ad adattando agli alimenti marini e vegetali.

Dolores R. Piperno e colleghi hanno analizzato le particelle di cibo intrappolate nella formazione di placca su denti fossili di Neanderthal, che sono stati rinvenuti nei siti archeologici del nord Europa e in Iraq. Gli autori hanno trovato granuli di amido da numerose piante, tra cui un tipo di erba selvatica, legumi, radici e tuberi. Molti di questi granuli avevano subìto dei cambiamenti fisici che corrispondono sperimentalmente  alla cottura dei granuli di amido, il che suggerisce che i Neanderthal controllavano il fuoco più o meno come i primi esseri umani moderni.

I denti conservavano anche particelle microscopiche di datteri, e abbondanti residui di amido provenienti da altre piante che i ricercatori stanno ancora cercando di identificare. Manufatti di pietra non hanno mai suggerito che i Neanderthal usassero e meno strumenti per macinare parti della pianta, suggerendoche essi non potevano praticare l’agricoltura. Tuttavia, lo studio dimostra che questi antenati dell’uomo investivano tempo e lavoro per incentivare l’appetibilità e la qualità nutrizionale degli alimenti di origine vegetale che raccoglievano nei loro habitat, secondo gli autori.

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