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Il dinosauro che non doveva essere là dove è stato rinvenuto

Scritto da Leonardo Debbia il 09.08.2018

Un nuovo dinosauro, battezzato Lingwulong shenqi o ‘stupefacente drago di Lingwu’ è stato scoperto da un team anglo-cinese di ricercatori, che operava per conto dell’ University College di Londra (UCL).

L’annuncio, pubblicato su Nature Communications, riporta la sorprendente scoperta del nuovo dinosauro che visse nella regione autonoma di Ningxia, nel nord-ovest della Cina, circa 174 milioni di anni fa.

Ricostruzione artistica di Lingwulong shenqi (crediti: Zhang Zongda)

Ricostruzione artistica di Lingwulong shenqi (crediti: Zhang Zongda)

Si tratta di un’area dove nessun studioso si aspettava che questo tipo di dinosauro fosse mai esistito; e addirittura avesse fatto la sua prima comparsa ben 15 milioni di anni prima dei suoi ‘parenti’ europei, americani e africani.

La scoperta è stata una rivelazione straordinaria per i paleontologi e li costringe ora a retrodatare di non poco l’origine dei primi sauropodi in Asia orientale, nonché a rivedere anche la distribuzione di queste specie durante l’intero Giurassico.

Il fossile di Lingwulong è infatti il primo esempio di un tipo di dinosauro sauropode con caratteri ben specifici, definito anche ‘neosauropode’, uno dei giganteschi erbivori dal lungo collo, che sono senza dubbio i più grandi animali terrestri conosciuti, tra cui risaltano forme iconiche come il Brontosauro e il Diplodocus.

I sauropodi ebbero origine circa 200 milioni di anni fa ma iniziarono molto tempo dopo a dominare gli ecosistemi terrestri, sviluppando gigantesche dimensioni corporee (fino a 70 tonnellate di peso e 30 metri di lunghezza) e numerosi adattamenti per provvedere alle proprie necessità, in particolare alla nutrizione, essenzialmente vegetale.

Si riteneva – ora sappiamo, erroneamente – che questi giganteschi discendenti dei neuropodi fossero comparsi intorno ai 160 milioni di anni fa, non prima, e si fossero diversificati, diffondendosi in tutto il mondo, tranne l’Asia, in uno spazio temporale più breve, di soli 5 milioni di anni.

“E’ stata una sorpresa trovare un parente stretto di Diplodocus in Asia orientale, vecchio di 174 milioni di anni fa. Comunemente, si riteneva che non vi fosse traccia di sauropodi fino a 200 milioni di anni fa e che le specie giganti, dirette discendenti, avessero raggiunto questa regione solo molto più tardi”, spiega il co-autore dello studio, professor Paul Upchurch, paleontologo dell’UCL.

“La scoperta di Lingwulong dimostra che diversi tipi di sauropodi con caratteri già moderni erano esistiti almeno 15 milioni di anni prima e si erano diffusi su tutto il pianeta, prima della frammentazione del supercontinente Pangea. E questo costringe ad una completa rivisitazione delle origini e dello scenario in cui si sono evoluti questi animali”.

La nuova prova rafforza anche la crescente consapevolezza che il Giurassico antico (200-175 milioni di anni fa) fu un periodo chiave nell’evoluzione dei dinosauri, testimoniando le origini e la diversificazione dei molti gruppi che continuarono a dominare successivamente il Giurassico e il Cretaceo.

“Si riteneva che i neurosauropodi simili al Diplodocus non fossero mai arrivati in Asia orientale perchè questa regione era isolata dal resto del mondo dalla frammentazione della Pangea, cosicchè la Cina – si pensava – aveva sviluppato una propria fauna di dinosauri, distinta e separata. I fossili di Lingwulong mostrano che questa ipotesi era sbagliata, che l’isolamento dell’Asia orientale era stato di più breve durata di quanto ritenuto”, sostiene l’autore leader, dr Xing Xu, dell’Istituto di Paleontologia dei vertebrati e Paleoantropologia presso l’Accademia cinese delle Scienze di Pechino.

Gli studiosi hanno analizzato i resti fossili di 7-10 individui, rinvenuti nel 2005 e datati a 174 milioni di anni fa.

Ora i ricercatori sono giunti alla conclusione che trovare un simile dinosauro ‘nel posto sbagliato e nel momento sbagliato’ sottolinea ancora una volta le lacune delle nostre conoscenze e fa riflettere sulla possibilità che la ricerca ci tenga in serbo ulteriori sorprese.

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