
Osservato Eris, il gemello di Plutone
Nel Novembre 2010, il lontano pianeta nano passò davanti a una stella poco luminosa, dando luogo a un’ occultazione, un evento piuttosto raro e difficile da osservare, soprattutto quando il pianeta è così piccolo e distante. Il prossimo evento che coinvolgerà Eris non avrà luogo prima del 2013. Le occultazioni riescono a fornire le più scrupolose – e spesso uniche – occasioni per misurare un corpo distante del Sistema Solare.
La stella protagonista dell’occultamento è stata identificata grazie alle immagini effettuate da un telescopio posizionato all’Osservatorio ESO de La Silla. Un team internazionale di astronomi ha pianificato nei minimi dettagli le osservazioni e si è avvalso anche del telescopio TRAPPIST.
“L’ osservazione delle occultazioni che interessano corpi esili al di là di Nettuno richiedono grande precisione e una pianificazione meticolosa”, spiega Bruno Sicardy, che ha condotto la ricerca.
Tentativi di osservare l’occultazione sono stati fatti da ben 26 siti distribuiti in tutto il mondo per seguire il percorso dell’ombra del pianeta nano – compresi telescopi di osservatori amatoriali- ma solo due siti, entrambi in Cile, sono stati in grado di assistere all’evento.
Eris era già stato identificato nel 2005 quale corpo al di fuori del Sistema Solare. La sua scoperta contribuì alla formulazione di una nuova classe, i cosiddetti pianeti nani, e nel 2006, al declassamento di Plutone da pianeta a pianeta nano.
Entrambe le osservazioni dai siti cileni rivelano che Eris ha una forma approssimativamente sferica.
Mentre le precedenti osservazioni, effettuate con altri metodi, suggerivano che Eris potesse essere circa il 25% più grande di Plutone e potesse avere un diametro di 3000 km, questo nuovo studio dimostra che i due hanno più o meno le stesse dimensioni. Infatti il nuovo diametro di Eris è corrisponde a 2326 km e quello di Plutone è compreso tra i 2300 e i 2400 km. Il diametro di Plutone è suscettibile di maggiore approssimazione a causa della presenza di un’atmosfera che rende impossibili le indagini sui suoi margini tramite le occultazioni. Grazie al suo satellite, Dysnomia, la massa di Eris è stata stimata maggiore del 27% rispetto a quella di Plutone. Questo dato combinato con la misura del diametro ha permesso di stabilire la densità del pianeta pari a 2.52 gr per cm3.
“Data la densità è probabile che Eris sia un corpo roccioso coperto da un manto relativamente sottile di ghiaccio”, commenta Emmanuel Jehin che ha contribuito allo studio.
La superficie di Eris è estremamente riflettente, riesce infatti a riflettere il 96% della luce che lo colpisce, un albedo di 0.96 lo rende uno degli oggetti più riflettenti del Sistema Solare insieme a Encelado, satellite ghiacciato di Saturno.
“Questo strato di ghiaccio potrebbe essere il risultato dell’azoto o del metano che gelano sulla superficie quando il pianeta si allontana dal sole”, aggiunge Jehin. Il ghiaccio potrebbe tornare allo stato gassoso quando il pianeta raggiunge il punto di massima vicinanza al Sole, circa 5,7 miliardi di km.
I nuovi studi hanno permesso di stimare anche la temperature della superficie del pianeta nano, -238 gradi Celsius per la superficie rivolta verso il sole e valori persino più bassi per il lato buio.
“E’ straordinario scoprire tutte queste informazioni su un oggetto talmente piccolo e distante come Eris, osservando con telescopi relativamente modesti l’occultazione di una stella.”
“Dopo cinque anni dalla creazione di una nuova classe di pianeti nani, finalmente conosciamo uno dei suoi membri fondatori”, conclude.