L’entanglement quantistico – o correlazione quantistica – è un fenomeno che lega indissolubilmente due particelle ad agire in modo sincrono, anche se si trovano a grande distanza, addirittura ai lati opposti dell’universo. Questo fenomeno è tanto assurdo quanto difficile da confutare, tanto che lo stesso Einstein lo definì un’azione a distanza “inquietante”. Un nuovo articolo pubblicato sulla rivista Physical Review Letters presenta un tentativo per mostrare l’effetto sperimentalmente e per chiarire le conseguenze dello strano fenomeno a 80 anni di distanza dalla sua scoperta
Nel linguaggio comune utilizziamo spesso il termine probabilità per dare indicazioni quantitative sul verificarsi o meno di azioni o eventi. Esistono certamente significati più tecnici, ciascuno dei quali appartiene ad un ambito scientifico particolare; ciò posto, non esitiamo a dire che è probabile qualunque fenomeno osservabile solo dal punto di vista della possibilità o meno del suo verificarsi, a prescindere dalla sua natura. Non sbagliamo se diciamo che ad una possibilità teorica (o logica) segue una probabilità fattuale
Messo a punto per la prima volta esperimento per riprodurre il cosiddetto “diavoletto di Maxwell”, che permette di modificare la produzione di entropia del sistema controllato non violando, nel complesso, il secondo principio della termodinamica
Pur mantenendo un grado di incertezza minimo, il fotorilevatore del Joint Quantum Institute (JQI) ha stabilito un nuovo standard per la lettura delle informazioni quantistiche codificate nei fotoni battendo lo Standard Quantum Limit (SQL). Lo studio è stato condotto da un team guidato da Francisco Becerra e Alan Migdall. I risultati sono appena stati pubblicati nella rivista Nature Photonics.
Andrei Lebed, che lavora al Dipartimento di Fisica dell’Università dell’Arizona, ha proposto un interessante esperimento per vagliare la validità della nota equazione di Einstein E=mc2. Utilizzando una sonda spaziale carica di atomi di idrogeno e di un fotorilevatore tarato per inviare un segnale luminoso al variare del rapporto energia/massa negli atomi, lo studioso ha ipotizzato che l’equazione E=mc2 non sia sempre vera in tutte le regioni dello spazio
Più di 100 cosmologi, fisici delle particelle e astrofisici si sono riuniti per fare il punto sulle più recenti teorie e scoperte sulla materia oscura, per valutare quanto siamo vicini a individuare questa esotica e sfuggente componente del nostro Universo e per favorire discussioni interdisciplinari e collaborazioni volte a risolvere l’enigma della materia oscura
Nell’esperimento del 1935 Einstein, Podolsky e Rosen avevano tentato di dimostrare che le correlazioni tra due particelle erano così forti che doveva esistere qualche parametro o variabile nascosta in grado di spiegarle, dato che la fisica quantistica falliva clamorosamente. L’unico modo di salvare la teoria nella versione datane da Bohr e seguaci sembrava questo: ammettere l’esistenza di variabili nascoste
Per ricostruire la genesi e la storia dell’universo gli scienziati della Penn State University hanno introdotto un nuovo paradigma teorico che mira a conciliare due teorie fino ad oggi ritenute antitetiche: la relatività generale di Albert Einstein (con le sue note conseguenze cosmologiche) e la gravità quantistica a loop, una disciplina relativamente recente che sfrutta alcuni assunti alla base della fisica quantistica
L’esperimento BaBar ha raccolto dati dal 1999 al 2008 ed ha fatto numerosi progressi nella conoscenza dei rapporti tra materia ed antimateria. L’asimmetria tra le due ha determinato la prevalenza della prima sulla seconda, ed è per questo che l’universo osservato ad oggi non è fatto di anti-particelle
Rendere un oggetto invisibile è qualcosa che finora è rimasto confinato nel regno della fantascienza, ma i ricercatori hanno fatto di tutto per tentare di ingannare uno dei nostri sensi più importanti, fino ad una ricerca uscita qualche giorno fa su Nature, in cui i ricercatori dicono di essere riusciti a nascondere un oggetto solido ad una fonte di microonde
I nanotubi di carbonio potrebbero rivoluzionare il mondo dell’elettronica, ancora fermo in sostanza ai transistor inventati a metà del secolo scorso. Grazie alla nuova tecnologia i computer potrebbero diventare enormemente più veloci e meno energivori, secondo quanto promette Ibm, che ha detto che vede l’avvicinarsi della produzione commerciale e l’introduzione quindi nei prodotti di consumo
Nel 563 d.C., dopo più di un secolo da quando i romani abbandonarono il controllo di quella che oggi è la città di Ginevra, in Svizzera, uno tsunami mortale si è abbattuto sul lago di Ginevra, riversando acqua sulle mura della città. A causa di una caduta di massi dove il fiume Rodano entra nel lago dalla parte opposta di Ginevra, lo tsunami ha distrutto i villaggi circostanti, persone e animali, in base a due testimonianze storiche, oggi supportate da prove scientifiche pubblicate sulla rivista scientifica Nature
Una nuova teoria sulle catastrofi naturali dello Ieni-Cnr conquista la copertina di Nature. Lo studio, realizzato in collaborazione con l’Università di Yale e Cornell e con l’Air Force Reserach Laboratory (Usa), apre nuovi scenari per la comprensione di sismi e altri eventi calamitosi
E’ una domanda a cui da decenni gli astronomi stanno cercando una risposta: come di è formata la Luna? Ora uno scienziato americano afferma di aver scoperto finalmente la prova che la Luna sarebbe nata in un gigantesco impatto tra un corpo celeste delle dimensioni di Marte e una primordiale Terra, completamente differente da come la conosciamo ora
Un team di matematici dell’Università di Adelaide è riuscito ad estendere la teoria della relatività speciale di Einstein al di là della velocità della luce.
La teoria di Einstein sostiene che nulla può muoversi ad una maggiore velocità di quella della luce, ma ora, il professor Jim Hill e il dottor Barry Cox, due matematici che lavorano nella scuola di Scienze matematiche presso l’Università di Adelaide, hanno sviluppato nuove formule che consentono di viaggiare al di là di questo limite.
David Wineland e Serge Haroce, due scienziati vincitori del Premio Nobel per la Fisica 2012, hanno sviluppato alcuni metodi per misurare e manipolare particelle subatomiche in modo che mantengano la loro natura meccanico-quantistica. Ciò significa che grazie ai loro studi è possibile osservare il loro comportamento senza distruggerle
Prima ancora che a teorie filosofiche o scientifiche, ad ipotesi o descrizioni sulla realtà, è il senso comune a darci, almeno in prima approssimazione, il significato del concetto di causalità. Anche a prescindere dalle varie declinazioni che nozioni come “evento” ed “effetto” possono assumere, siamo abituati a pensare che, se A causa B, A sia un evento passato o correlativo a B, che svolga una qualche azione su B, e che B non possa essere in nessun caso causa di A. In questo senso molto generico la relazione che lega A e B non è simmetrica, e pone B in una posizione di dipendenza rispetto ad A, termine a cui risulta vincolato
Utilizzando le osservazioni dei buchi neri supermassicci, un team internazionale di scienziati ha determinato il miglior limite sulla massa dei fotoni mai ottenuto.
Il risultato di questa ricerca è stato pubblicato sul numero di settembre della rivista specializzata Physical Review Letters.
Un cristallo quadrimensionale in grado di misurare per sempre il tempo e di fornire importanti informazioni sul comportamento delle particelle nei sistemi complessi, dal problema a molti corpi per la teoria dei campi, all’entanglement (o non-separabilità) per la fisica quantistica.
Immaginiamo un orologio capace di scandire il tempo “per sempre”. Cosa vuol dire “per sempre”? Poniamo che un orologio possa sopravvivere alla morte termica dell’Universo, a quel Big Crunch che ne segnerà la fine. Da tempo questa specie di orologio è oggetto di ricerche soprattutto tra i fisici teorici.
L’energia oscura è reale, dice un gruppo di scienziati che afferma di aver convalidato una ricerca del 2003 altamente contestata che aveva fornito per la prima volta le prove evidenti dell’esistenza di questa misteriosa forma di energia
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