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Fotografato pianeta-nana bruna con temperatura superficiale di 37 gradi

Scritto da Paolo Ferrante il 27.10.2011
Ricostruzione artistica della nana bruna con una temperatura di 37 gradi. Crediti: NASA Goddard Space Flight Center/Francis Reddy

Ricostruzione artistica della nana bruna con una temperatura di 37 gradi. Crediti: NASA Goddard Space Flight Center/Francis Reddy

Stella o pianeta? Difficile catalogare l’oggetto osservato dagli astronomi che lavorano con le immagini del telescopio spaziale Spitzer. Ha una massa grande varie volte quella di Giove ed ha una temperatura superficiale pari a quella del corpo umano, 37 gradi centigradi, o pari ad una calda estate.

Ma il fatto più interessante è stato che questo pianeta (o stella fredda) è stato fotografato ai raggi infrarossi, ed è la priva volta che un pianeta extrasolare viene “visto”.

Le immagini a raggi infrarossi nella foto sotto sono state scattate dal telescopio spaziale Spitzer nel 2004 e nel 2009. Esse mostrano un oggetto debole che si muove nello spazio insieme ad una nana bianca. La nana bruna, chiamata WD 0806-661 B, è l’oggetto “compagno” (cioè che ruota attorno ad una stella) più freddo mai osservato direttamente fuori del nostro sistema solare.

L’articolo che descrive la scoperta sarà pubblicato nell’Astrophysical Journal.

“Questo pianeta-compagno è l’oggetto più freddo mai direttamente fotografato fuori del sistema solare”, ha detto Luhman, che ha guidato la scoperta. “La sua massa è circa la stessa di molti dei noti pianeti extra-solari – circa 6-9 volte la massa di Giove -. Ma per altri versi è più simile ad una stella. In sostanza, quello che abbiamo trovato è una stella molto piccola con una temperatura atmosferica fresca come quella della Terra.”

Luhman classifica questo oggetto come una “nana bruna”, un oggetto che si è formata proprio come una stella a partire da una nuvola di polvere e gas. Ma la massa che si è accumulata nel tempo non è stata sufficiente per innescare le reazioni termonucleari al suo interno, determinando una stella mancata e molto fredda, con il nucleo che non ha raggiunto i milioni di gradi necessari alla fusione dell’idrogeno e la superficie “terrestre”.

Crediti: Kevin Luhman, Penn State University, Ottobre 2011

Crediti: Kevin Luhman, Penn State University, Ottobre 2011

Fin da quando è stata scoperta la prima nana bruna nel 1995, gli astronomi hanno cercato di trovare nuovi esempi  di questi oggetti, in quanto si tratta di preziosi “laboratori” per lo studio dell’atmosfere di pianeti extrasolari.

Gli astronomi hanno chiamato la nana bruna “WD 0806-661 B” perché è la compagna di un oggetto denominato “WD 0806-661” – una “nana bianca” che è il risultato di una vecchia stella grande più o meno come il Sole e che  ha perso i suoi strati più esterni nello spazio dopo una fase di supernova. “La distanza di questa nana bianca dal Sole è di 63 anni luce, che la posiziona tra gli oggetti della Via Lattea più vicini al nostro sistema solare”, ha detto Luhman.

Ma non pensate di andare a fare un giro su WD 0806-661 B. Anche se la temperatura potrebbe essere sopportabile, non lo sarebbe l’enorme attrazione gravitazionale esercitata sul corpo umano in corrispondenza della superficie della nana bruna.

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