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I giganti sulla Terra: ricerca esplora l’evoluzione dei più grandi mammiferi del mondo

Scritto da Redazione di Gaianews.it il 27.11.2010

IndricotheriumUSA – Il più grande mammifero mai apparso sulla terra, l’Indricotherium transouralicum, un erbivoro simile ad un rinoceronte senza corna, che pesava circa diciassette tonnellate e arrivava a circa diciotto metri di altezza – è vissuto in Eurasia quasi 34 milioni di anni fa, molto dopo l’estinzione dei dinosauri. Ma le sue dimensioni sono sorprendentemente simili a quelle dei grandi dinosauri erbivori vissuti sulla Terra molto tempo prima. In un articolo appena pubblicato sulla rivista Science, un team internazionale di ricercatori ha raccolto e analizzato un database enorme di informazioni sui più grandi mammiferi nella storia dell’evoluzione e su tutti i continenti, rivelando modelli sorprendenti nella loro evoluzione, e suggerendo una correlazione stretta tra vincoli ecologici ed evoluzione, che agiscono sulle specie indipendentemente dalla loro precedente storia evolutiva.

Un esempio molto noto di questo fenomeno, che in questa ricerca viene confermato e studiato approfonditamente, è stata la storia evolutiva dei mammiferi, che è letteralmente esplosa dopo l’estinzione dei dinosauri, 65 milioni di anni fa, dopo una grave crisi ecologica e un’estinzione di massa dovute, probabilmente, all’impatto di un grosso meteorite sulla terra, che avrebbe sconvolto le catene alimentari di tutti i grandi rettili.

La ricerca, finanziata dal National Science Foundation, è stata condotta da scienziati dell’Università del New Mexico, e ha riunito paleontologi, biologi evoluzionisti e macroecologisti dalle università di tutto il mondo. John Gittleman dell’Università della Georgia e Patrick Stephens sono stati tra questi.

“Siamo stati invitati a partecipare perché il gruppo ha voluto adottare un approccio evolutivo hce prendeva in modo esplicito in considerazione la dimensione degli animali”, ha detto John Gittleman dall’Università della Georgia, la cui ricerca (svolta insieme a e Patrick Stephens) si concentra su problemi ecologici ed evolutivi su larga scala, dalle malattie all’estinzione alle caratteristiche degli organismi.

“John e Patrick sono stati membri indispensabili della nostra squadra”, ha affermato Felisa Smith, professore associato di biologia presso l’Università del New Mexico e autore principale dello studio.

“Durante il Mesozoico, i mammiferi erano piccoli”, ha detto Gittleman. “Ma una volta che i dinosauri si sono estinti, i mammiferi si sono evoluti per diventare molto più grandi e diversificandosi per andare a riempire nicchie ecologiche che si erano liberate. Questo fenomeno è stato ben documentato per il Nord America; volevamo sapere se la stessa cosa è successa in tutto il mondo”.

I ricercatori hanno scoperto che il modello era davvero coerente, non solo a livello geografico, ma anche nel tempo e tra animali con diete diverse e che discendono da antenati differenti. La dimensione massima dei mammiferi è iniziata ad aumentare rapidamente circa 65 milioni di anni fa, con un picco nell’Oligocene (circa 34 milioni di anni fa) in Eurasia, e di nuovo nel Miocene (circa 10 milioni di anni fa) in Eurasia e Africa.

Grandi mammiferi“Diverse linee d’evoluzione che si sono evolute indipendentemente fino a tali enormi dimensioni che sono  simili in diverse epoche e regioni geografiche suggerisce che ci sono ruoli ecologici simili che sono stati riempiti dai grandi mammiferi in tutto il mondo”, ha detto Gittleman. “La coerenza del modello suggerisce con forza che la natura in tutte le regioni si adegua agli stessi vincoli ecologici.” Come mostra il mammifero erbivoro Indricotherium transouralicum, simile ad un rinoceronte senza corna, che pesava circa diciassette tonnellate e arrivava a circa 7-8 metri di altezza – che è vissuto nel continente euroasiatico quasi 34 milioni di anni fa e che si è evoluto in maniera indisturbata, assumendo una stazza paragonabile a quella degli ormai estinti dinosauri sauropodi, in quanto occupava una nicchia ecologica simile, si nutriva dell’abbondante fogliame di alberi e non aveva predatori diretti che potessero spaventarlo. Secondo gli esperti arrivò ad essere tre volte più grande di un elefante africano odierno.

La temperatura globale e la quantità di terra disponibile alle specie animali sono due fattori ecologici che sembrano essere correlati con l’evoluzione della loro dimensione massima, ma Gittleman ha messo in guardia sull’assegnazione di causa ed effetto, invitando ad aspettare conferme indipendenti. “Una grande parte della scienza è vedere degli schemi che si ripetono, poi un’altra parte è quella di produrre nuove ipotesi per giustificarli,” ha detto. “E per ora abbiamo individuato questo schema in modo molto, molto rigoroso”.

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