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L’ attuale teoria dell’ evoluzione pecca di aristotelismo?

Scritto da Federica di Leonardo il 11.02.2011

L’evoluzione non è una marcia costante verso esseri viventi sempre più sofisticati, quindi sarebbe inutile ostinarsi nella ricerca dell’anello mancante, secondo i risultati pubblicati da un team di ricercatori guidato dal dottor Hervé Philippe del Dipartimento della Université de Montréal di Biochimica. “Aristotele fu il primo a classificare gli organismi  – dai più semplici ai più sofisticati. La teoria dell’evoluzione di Darwin ha portato avanti questa idea, con il concetto di una gerarchia dell’evoluzione.  Questo modo di pensare ha condotto i ricercatori e gli scettici a cercare antenati meno sofisticati al fine di provare o confutare la teoria evoluzionistica”, ha spiegato Philippe. “Quello che oggi sappiamo è che l’evoluzione non avviene in una sola direzione. Quando si parla di un anello mancante, è generalmente esclusa la possibilità dell’esistenza di antenati più sofisticati”.

I ricercatori hanno confrontato i genomi di due specie di vermi marini con morfologia semplice – Xenoturbellida e Acoelomorpha – con quelli di altri animali. E hanno dimostrato che il loro inserimento nel gruppo di animali a simmetria bilaterale – che comprende insetti, molluschi e vertebrati – è stata imprecisa. “Abbiamo invece determinato che Xenoturbellida e Acoelomorpha sono strettamente legati al complesso dei deuterostomi, che è una grande gruppo contenente i ricci di mare, gli esseri umani e gli squali”, ha detto Philippe. “Li ho messi in questo ordine intenzionalmente, perché vi sembrasse strano; il che dimostra la nostra tendenza a mettere sempre gli organismi in ordine di complessità.” Il risultato significa che questi vermi si erano evoluti da un antenato più sofisticato, sviluppando importanti semplificazioni.

“Sapevamo già che la maggior parte degli organismi parassiti si erano evoluti per diventare sempre meno sofisticati rispetto ai loro antenati – e hanno perso alcune capacità che non erano più necessarie, ma la Xenoturbellida e l’Acoelomorpha non rientrano in questa categoria”, ha detto Philippe. Questa ricerca è un ottimo esempio dell’ importanza del ruolo della semplificazione secondaria nell’evoluzione ed è parte di un progetto di 20 anni che è in via di completamento. I risultati sono stati pubblicati su Nature il 10 febbraio 2011.

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