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La distruzione della biblica città di Sodoma forse dovuta ad un’esplosione cosmica

Scritto da Leonardo Debbia il 01.12.2021

Un gruppo di ricercatori, guidato dal dr. Sid Mitra, geologo della East Carolina University, ha prodotto le prove della distruzione della città del bronzo medio di Tall-el Hamman, situata nella valle del Giordano, a nord-est del mar Morto, ad opera di un’esplosione cosmica.

Gli scavi del sito iniziarono nel 2005 e l’attenzione dei ricercatori fu ben presto attirata da uno strato di detriti di un metro e mezzo di spessore che era costituito da carbonio e cenere e che interessava tutta l’area della città.

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La datazione dello strato lo attribuì al 1650 a.C. e ne evidenziò la presenza di quarzo e ceramica fusi, mattoni di fango somiglianti al diamante, nonché altri minerali che risultavano esser stati liquefatti, tra cui platino, iridio, nichel, zircone e cromite.

“Queste prove di intensa combustione testimoniano temperature elevate che non possono essere riconducibili ad attività umane, anche in considerazione della tecnologia necessaria per produrle”, sostiene Mitra.

Da sottolineare inoltre che il sito si estendeva in un complesso imponente di palazzi che erano stati eretti con mura particolarmente robuste e spesse.

Con le premesse citate, l’origine dell’evento distruttivo non poteva che farsi risalire a tutt’altra genesi, probabilmente di tipo esplosivo, che avrebbe potuto esser stata la conseguenza dell’esplosione di una meteora o di un altro corpo celeste al di sopra della regione.

Questo scenario viene suggerito dall’esplosione avvenuta nel 1908 nei cieli di Tunguska, in Russia, dove un bolide esplose nell’atmosfera sovrastante quella regione, generando un’energia 1000 volte più potente della bomba di Hiroshima.

Nel sito di Tall-el Hamman non mancano prove per un’attenta verifica dell’ipotesi formulata.

“Analizzando il sito, abbiamo visto che la frazione del carbonio organico è fuliggine e questa si può ottenere solo a temperature veramente elevate” dichiara Mitra. “Questo è il dato principale che supporta l’evento di un incendio ad altissima temperatura, in relazione con una fonte esterna di energia paragonabile giusto ad una meteora”.

Altre prove che supportano questa ipotesi includono la presenza di carbonio simile al diamante, di ceramica, mattoni di fango e argilla fusi, la direzionalità dei detriti, il metamorfismo d’urto ad alta pressione del quarzo e di altri minerali fusi e la presenza di resti umani.

L’alta concentrazione di sale nello strato potrebbe spiegare poi la rovina dell’attività agricola nell’area e il conseguente abbandono della vallata nel corso dei secoli successivi.

Altre cause, quali incendi, attività vulcanica o sismica, fulmini e guerre sono state escluse.

In conclusione, lo studio ipotizza quindi che “una catastrofe notevole come quella di Tall-el-Hammam da parte di un oggetto cosmico potrebbe aver dato luogo ad una tradizione orale che, tramandata attraverso molte generazioni, avrebbe potuto benissimo divenire la fonte della storia scritta della biblica Sodoma nella Genesi”.

Secondo Mitra anche la caduta delle mura di Gerico potrebbe essere coerente con questa conclusione, pur non essendo possibile una dimostrazione assolutamente inconfutabile.

Altri ricercatori che hanno affrontato una studio della vicenda da altre angolazioni e con presupposti diversi sembrano concordare con le conclusioni cui è giunto lo studio statunitense.

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