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L’orientamento dei continenti ha ostacolato l’antico insediamento nelle Americhe

Scritto da Redazione di Gaianews.it il 22.09.2011
Beringia, l'area dell'attuale stretto di Bering che ha permesso alle popolazioni che vivevano in Siberia di migrare in Nord America

Beringia, l'area dell'attuale stretto di Bering che ha permesso alle popolazioni che vivevano in Siberia di migrare in Nord America

Con una nuova intrigante ipotesi, un nuovo studio trova le prove  che l’orientamento nord-sud del continente americano ha rallentato la diffusione della popolazione e della tecnologia, rispetto al asse est-ovest dell’Eurasia. La ricerca, pubblicata su American Journal of Physical Anthropology, fa parte di una speciale sezione che indaga chi fossero  i primi americani e come sono stati in grado di abitare negli ultimi grandi  habitat  inesplorati.

La ricerca, effettuata da Sohini Ramachandran e Noah Rosenberg, presso la Brown University e la Stanford University, rispettivamente, utilizza le informazioni genetiche per esplorare gli effetti degli assi continentali e dei climi sulle migrazioni umane e sull’ adattamento nelle Americhe.

“Abbiamo proposto che l’orientamento est-ovest del continente Eurasiatico abbia favorito la rapida diffusione di antiche innovazioni tecnologiche, mentre l’orientamento nord-sud delle Americhe abbia portato ad una diffusione più lenta della tecnologia”, ha detto Ramachandran. “La nostra ricerca  sviluppa questa idea, sostenendo che l’orientamento continentale abbia influenzato i modelli di migrazione e abbia giocato un ruolo importante nel determinare la struttura della variazione genetica umana e la distribuzione e la diffusione di tratti culturali.”

La ricerca sostiene l’idea che la diffusione tecnologica sia stata accelerata in tutta l’Eurasia, perché le popolazioni potevano adeguarsi con più facilità alla stessa  latitudine e con climi simili, sia per l’allevamento che per l’agricoltura. Invece la migrazione lungo le linee di longitudine avrebbe comportato l’adattamento a nuovi climi.

“L’idea che la tecnologia si sia diffusa lungo le linee latitudinali è stata proposta da Jared Diamond nel 1997, ma se questo è corretto la diffusione della tecnologia dovrebbe essere stata accompagnata da migrazioni umane e ne sarebbe dovuto conseguire che uno studio comparativo sulla variazione genetica avrebbe rivelato la presenza di maggiori differenze genetiche tra le popolazioni lungo le linee di longitudine nelle Americhe rispetto a quelle dell’ Eurasia lungo le linee di latitudine “, ha detto Ramachandran.

Per verificare questa ipotesi il team ha analizzato i dati della variazione genetica di 68 popolazioni, 39 dell’Eurasia e 29 di nativi americani. I dati sono stati utilizzati per identificare i rapporti tra le distanze geografiche e genetiche delle popolazioni di ogni continente.

I risultati hanno confermato che l’aumento delle distanze genetiche lungo le linee longitudinali nelle Americhe si verificano su distanze geografiche minori che in Eurasia lungo le linee di latitudine.

“Per molti anni gli antropologi si sono chiesti chi fossero i primi americani  e come fossero  stati in grado di stabilirsi nell’ultimo grande habitat disponibile per gli esseri umani,” ha dichiarato il professor Jeff Long. “Questi sei documenti utilizzano la genetica per rispondere a queste domande, non solo confermando i rapporti storici tra i nativi americani e l’Asia orientale, ma anche fornendo la prova per la migrazione preistorica e l’adeguamento dei coloni al nuovo mondo.”

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