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Metalli pesanti: impianti in titanio sotto esame, rilasciano il metallo nel sangue

Scritto da Redazione di Gaianews.it il 26.07.2011

TitanioUna nuova strategia per quantificare i livelli di titanio nel sangue di pazienti dotati di impianti ortopedici in titanio è presentato nella rivista Analytical and Bioanalytical Chemistry. Yoana Nuevo-Ordóñez e colleghi del gruppo di ricerca Sanz-Medel  presso l’Università di Oviedo, in Spagna, hanno sviluppato un metodo altamente sensibile per determinare i livelli di titanio nel sangue umano, per stabilire una base per i livelli naturali di titanio in soggetti non trattati così come la misurazione dei livelli nei pazienti con impianti chirurgici.

Gli impianti in titanio sono abitualmente utilizzati per le fratture ossee e negli impianti dentali. È stato recentemente dimostrato – a differenza delle promesse fatte quando questo materiale iniziò ad essere usato – che impianti a base di titanio sia si corrodono che degradano, generando detriti metallici che entrano in circolo. Vi è una certa preoccupazione per l’aumento delle concentrazioni circolanti di metallo degradato derivato ​​da tali impianti, ed i loro potenziali effetti biologici nocivi, per un periodo di tempo, tra cui il danno epatico e le lesioni renali. Al fine di valutare le implicazioni di queste ‘perdite’, è essenziale per misurare con precisione il basale, ossia i livelli normali di titanio nel sangue, per poi poter capire se i livelli nei pazienti con protesi sono più elevati del normale.

Nuevo-Ordóñez e il suo team hanno raccolto il sangue da 40 soggetti sani e 37 pazienti con impianti in titanio – 15 impianti avevano una protesi alla tibia, otto al femore  e 14 impianti avevano un impianto all’omero (otto impianti interni e sei a fissazione esterna). Gli scienziati hanno usato il loro nuovo metodo basato sull’analisi di diluizione isotopica e spettrometria di massa, o IDA-ICP-MS, per analizzare i campioni di sangue dei pazienti.

I ricercatori hanno scoperto che gli individui di controllo (quelli senza alcun impanto) avevano livelli molto bassi di titanio nel sangue mentre le concentrazioni di titanio erano significativamente più alte per tutti i pazienti con impianti. La sensibilità del metodo è stato tale che i ricercatori sono stati anche in grado di mostrare differenze significative nei livelli di titanio per i diversi tipi di dispositivi di fissaggio delle ossa. Gli impianti più invasivi hanno sparso più detriti metallici nel sangue rispetto a quelli a fissazione esterna. Il lavoro ha anche identificato come il titanio dagli impianti viene trasportato nel sangue e, potenzialmente, distribuito e accumulato.

Gli autori concludono: “La semplicità della metodologia basata sull’analisi di diluizione degli isotopi e l’accuratezza e la precisione dei risultati ottenuti dovrebbero incoraggiare l’uso della strategia proposta come routine.”

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