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NASA: riserve di acqua sulla Luna più alte del previsto

Scritto da Redazione di Gaianews.it il 16.06.2010

Uno studio suggerisce che le riserve d’acqua sotto la superficie lunare siano state sottostimate

WASHINGTON – Una recente ricerca della NASA stima che il volume delle molecole d’acqua racchiuso all’interno dei minerali nel sottosuolo della Luna potrebbe superare la quantità di acqua nei Grandi Laghi del Nord America.

Gli scienziati del Carnegie Institution’s Geophysical Laboratory di Washington, insieme ad altri scienziati, ha stabilito che l’acqua era già presente molto presto nella storia della formazione della Luna, quando ancora era presente magma caldo che ha iniziato a raffreddarsi e a cristallizzare. Questo risultato significa che l’acqua è presente sin dall’inizio.

“Per oltre 40 anni abbiamo pensato che la Luna fosse secca,” ha detto Francis McCubbin della Carnegie e autore principale dello studio pubblicato nell’edizione on-line degli Atti della National Academy of Sciences. “Nel nostro studio abbiamo guardato l’idrossile, un composto con un atomo di ossigeno legato con l’idrogeno, e l’apatite, un minerale contenente acqua – nell’insieme dei minerali che abbiamo esaminato in due campioni di Apollo e di un meteorite lunare”.

Il gruppo di McCubbin ha utilizzato uno strumento che rileva elementi con concentrazione fino ad alcune parti per miliardo. Unendo le misurazioni con i modelli che mostrano come il materiale si sia cristallizzato durante il raffreddamento della Luna, McCubbin e colleghi hanno trovato che il contenuto minimo di acqua varia da 64 parti per miliardo a 5 parti per milione. Il risultato è di almeno due ordini di grandezza maggiore dei precedenti risultati che stimavano il contenuto di acqua della Luna essere inferiore a 1 parte per miliardo.

“In questo caso, quando parliamo di acqua sulla Luna, si intende l’acqua in minerali di ossidrile in forma strutturale”, ha dichiarato Jim Green, direttore del Planetary Science Division della NASA a Washington. “Questa è una componente molto minore delle rocce che compongono il sottosuolo lunare”.

L’origine della Luna è ormai comunemente ritenuta il risultato di un incredibile impatto tra un oggetto delle dimensioni di Marte e la Terra 4,5 miliardi anni fa. Questo impatto lanciò una grande quantità di materiale intorno all’orbita terrestre che dopo milioni di anni si è compattato a formare la Luna. L’oceano di magma lunare che si ritiene si sia formato a un certo punto durante il processo di compattazione, cominciò a raffreddare. Durante questo raffreddamento, l’acqua è evaporata o è stata preservata nelle molecole di idrossile durante la cristallizzazione.

Precedenti studi hanno trovato presenza di acqua, sia sulla superficie lunare e sotto il suolo, utilizzando rispettivamente dati telerilevati dalla sonda indiana Chandrayaan-1 e altre analisi di campioni lunari. Ricercatori della Carnegie hanno osservato o all’interno di rocce cristalline chiamate KREEP (K per il potassio, REE, per gli elementi delle terre rare, e P per il fosforo). Queste rocce sono un componente di alcuni crateri lunari e di rocce basaltiche.

“Poiché l’acqua è insolubile nei silicati principali che si sono solidificati, eravamo convinti che avrebbe dovuto concentrarsi in quelle rocce”, ha detto Andrew Steele di Carnegie e co-autore dello studio. “Ecco perché abbiamo scelto di analizzare il KREEP”.

“Questa scoperta è molto gratificante”, ha detto lo scienziato Bradley Jolliff della Washington University di St. Louis. “Le concentrazioni sono molto basse e, di conseguenza, sono state fino a poco tempo fa quasi impossibili da rilevare. Ora possiamo finalmente iniziare a considerare le implicazioni – e l’origine – di acqua all’interno della Luna.”(fonte NASA)

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