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Origini di una religione pre-incaica sul Lago Titicaca

Scritto da Leonardo Debbia il 12.08.2020

Il Titicaca è un grande lago, di superficie pari a 8330 chilometri quadrati, sulla Cordigliera andina tra Bolivia e Perù. Situato ad un’altitudine di 3812 metri, è anche il più elevato del mondo.

Sulle guide turistiche si legge che il lago conserva leggende e rituali antichissimi, che vengono riproposti dai nativi locali ai numerosi turisti che affollano le sue rive, attratti dalla bellezza della natura e dal fascino delle numerose rovine lasciate dalle precedenti culture vissute un quella regione.

Tipiche offerte rinvenute presso l'Isola del Sole, nel Lago Titicaca, incluse pietre lavorate, bruciatori d'incenso e ossa animali (crediti: Teddy Seguin)

Tipiche offerte rinvenute presso l’Isola del Sole, nel Lago Titicaca, incluse pietre lavorate, bruciatori d’incenso e ossa animali (crediti: Teddy Seguin)

Il luogo infatti è reso ancor più suggestivo dalla presenza di piccole isole su cui si ergono i ruderi di antichi templi e palazzi, testimoni dei fasti di un misterioso passato.

Tra tutte, l’Isola del Sole, al centro del lago, è quella che attira la maggior attenzione degli studiosi per i numerosi resti incaici.

Già 6000 anni a.C. sparuti gruppi tribali popolavano le rive del Titicaca, ma la civiltà che rese celebre la regione fu quella dei Tiahuanaco (o Tiwanaku), che si insediarono nei pressi della sponda sud-orientale del lago tra il 500 e il 1100 d.C. e che furono soppiantati poi dagli Incas, che occuparono l’intera regione soltanto nel XV secolo.

Di recente, nei pressi dell’Isola del Sole, un gruppo internazionale di ricercatori ha riportato alla luce i resti di offerte rituali alle divinità, risalenti a circa 500 anni prima dell’avvento degli Incas.

I ricercatori ipotizzano che all’epoca, molto prima di quanto finora ritenuto, abbia avuto qui origine una religione organizzata che avrebbe preso il posto delle molte religioni antiche praticate dai vari gruppi etnici dell’area.

Spesso l’Isola del Sole viene associata agli Incas perchè l’isola, per quella civiltà, era un luogo di pellegrinaggio. Sull’ isola gli Incas hanno effettivamente lasciato numerosi edifici, templi e offerte cerimoniali”, dice il prof. Josè Capriles, antropologo della Penn State University. “La nostra ricerca mostra che il popolo dei Tiwanaku fu però il primo, sul lago Titicaca, a propiziarsi le divinità religiose con offerte di valore”.

Il team di archeologi, guidato da Christophe Delaere, ricercatore del Centro di Archeologia marittima presso l’Università di Oxford e professore associato presso la Libera Università di Bruxelles, ha così intrapreso una campagna di scavi sottomarini nelle vicinanze dell’Isola del Sole.

Per scansionare e mappare convenientemente la barriera corallina, sono stati utilizzati il sonar, la fotogrammetria tridimensionale sottomarina e si è impiegata una draga d’acqua per rimuovere i sedimenti.

Naturamente, tutto il materiale scoperto è stato poi esaminato, misurato e pesato e i risultati del lavoro sono stati pubblicati negli Atti dell’Accademia Nazionale delle Scienze.

Il team ha recuperato offerte rituali consistenti in bruciatori di incenso in ceramica con forme di felini, resti di esemplari di giovani lama, ornamenti in oro, conchiglie e pietre.

I bruciatori d’ incenso a forma di puma, in particolare, sono significativi perchè ci aiutano a comprendere i rituali e la religione dello Stato di Tiwanaku, per i cui abitanti il puma era un importante simbolo religioso”, afferma Delaere.

Gli studiosi hanno osservato che le offerte sembrano esser state fatte intenzionalmente perchè potessero conservarsi sommerse dall’acqua.

La presenza di àncore vicino alle offerte fa ipotizzare che queste possano essere state deposte durante i rituali, che venivano probabilmente celebrati su imbarcazioni”, ipotizza Capriles, secondo cui l’Isola del Sole avrebbe rivestito un’ importanza fondamentale per il popolo di Tiwanaku, sia per la sua naturale bellezza, che – e forse soprattutto – per la posizione centrale sulla catena delle Ande.

Era un posto strategico e ricco di ritualismo”, dice Capriles. “All’Isola del Sole i sacerdoti potevano riunirsi per le cerimonie sacre: le offerte rituali che hanno fatto qui mostrano il passaggio della società da una serie frazionata di sistemi religiosi locali all’embrione di un’aggregazione geopolitica e spirituale unica e più ambiziosa”, interpreta Capriles.

A sua volta – aggiunge il ricercatore – questa nascita di una religione organizzata forse ebbe come risultato il consolidamento di gruppi di individui che vivevano attorno al lago e la nascita dello Stato di Tiwanaku, caratterizzato da una gerarchia politica ben individuata”.

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