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Influenza genetica dei Neanderthal al ‘bivio’ tra Asia ed Europa

Scritto da Leonardo Debbia il 14.11.2017

Quando gli antenati degli esseri umani moderni migrarono dall’Africa, furono costretti ad attraversare il Medio Oriente e la Turchia odierni, prima di addentrarsi in Asia ed in Europa.

E questo fu certamente un punto di passaggio importante, se si pensa che proprio qui potrebbero avere avuto i primi contatti con una specie diversa, i Neanderthal.

Le prove genetiche mostrano che questa antica interrelazione c’è sicuramente stata; e quindi

l’Asia occidentale potrebbe essere il punto più probabile in cui può essersi verificata.

Un nuovo studio indaga ora sull’eredità genetica lasciata da questi gruppi umani, con particolare attenzione agli attuali abitanti di quella regione.

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La ricerca, i cui risultati sono stati pubblicati su Genome Biology and Evolution, ha dunque analizzato il materiale genetico delle popolazioni che vivono oggi nella regione, cercando e identificando sequenze di DNA ereditate dai Neanderthal.

“Questa zona rappresenta la pietra miliare per la popolazione di tutta l’Eurasia”, afferma Omer Gokcumen, docente di Scienze biologiche del College of Arts and Sciences presso l’Università di Buffalo, nello Stato di New York. “E’ qui che i Sapiens si stabilirono, una volta usciti dall’Africa, ed è probabile che qui abbiano incontrato i neandertaliani; un interessante punto di indagine, per la Genetica”.

Nell’ambito del progetto, gli scienziati hanno analizzato 16 genomi appartenenti ad individui di origine turca.

“In questi genomi, le aree in cui abbiamo notato un’introgressione neandertaliana sono i geni correlati al metabolismo e alle risposte del sistema immunitario”, spiega Recep Ozgur Taskent, biologo evoluzionista dell’Università di Buffalo e principale autore dello studio. “Si tratta di funzioni che possono avere un impatto anche sulla salute degli attuali abitanti della regione”.

Ad esempio, una sequenza di DNA che ha origine dai Neanderthal comprende una variante genetica legata alla malattia celiaca; un altro include una variante legata ad un rischio ridotto per la malaria; e via dicendo.

Secondo Gokcumen, il problema di fondo è che le relazioni che i nostri antenati ebbero con i Neanderthal decine di migliaia di anni fa potrebbero avere un’influenza sulla salute e sul benessere dei popoli attuali.

Oltre ad indagare sulle funzioni specifiche del materiale genetico che la popolazione turca odierna ha ereditato dai Neanderthal, i ricercatori hanno esteso le stesse indagini anche alle popolazioni dell’Asia occidentale, ritenuta l’area più probabile dove gli esseri umani moderni possano aver incontrato per la prima volta i Neanderthal.

Ciò nonostante, la ricerca ha mostrato che gli individui che popolano oggi quella regione hanno relativamente poco DNA neandertaliano rispetto alle popolazioni di altre parti del mondo.

In media, salvo poche eccezioni, i dati genomici rilevati da decine di asiatici occidentali indicano una quantità minore di DNA neandertaliano rispetto agli europei, agli asiatici centrali ed orientali.

Secondo Taskent, le differenze dei retaggi ‘neandertaliani’ tra gli asiatici occidentali e le altre popolazioni eurasiatiche potrebbero essere dovuti alla posizione geografica della regione, veramente ‘unica’ nella storia dell’umanità.

Decine di migliaia di anni fa, quando i Sapiens lasciarono l’Africa per migrare nel resto del mondo, l’Asia occidentale fu la prima regione esterna al Continente nero ad essere toccata, l’unico percorso per accedere al resto dell’Eurasia.

Le popolazioni che vivono oggi in Europa, Asia centrale e Asia orientale possono essere discese da popolazioni che hanno attraversato l’Asia occidentale vivendo in quelle terre solo temporaneamente e accoppiandosi poco con i Neanderthal locali, prima di migrare verso le altre destinazioni, siano state l’Asia centro-orientale o l’Europa.

Al contrario, gli antenati degli attuali asiatici occidentali ebbero legami ben più profondi con quella regione: si erano stabiliti nell’Asia occidentale, anziché attraversarla, dirigendosi verso altre destinazioni.

Perché allora è rimasta così poca traccia del DNA dei Neanderthal?

Questi antichi Sapiens ebbero sicuramente contatti anche con i Neanderthal, ma due fattori potrebbero aver diluito l’influenza dei neandertaliani.

Il primo fattore potrebbe essere stato un afflusso costante di materiale genetico da parte degli antichi africani, privi di DNA neandertaliano, che continuarono ad attraversare l’Asia occidentale per migliaia di anni.

Il secondo fattore potrebbe essere individuato nella ipotizzata presenza di una popolazione ‘basale eurasiatica’, una popolazione di asiatici occidentali che non si sarebbero ibridati con i neandertaliani.

“Entrambi questi fattori potrebbero aver contribuito a limitare la quantità del DNA neandertaliano rimasto nelle popolazioni umane della regione”, conclude Taskent.

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