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I Neanderthal scomparvero dalla Penisola Iberica prima che dal resto d’Europa

Scritto da Leonardo Debbia il 11.02.2015

Fino a pochi mesi fa vari articoli scientifici, compresi quelli pubblicati sulla rivista Nature, datavano la scomparsa dei Neanderthal dall’Europa intorno ai 40mila anni fa.

Tuttavia, un nuovo studio appena concluso mostra che questi lontani ‘cugini’ probabilmente scomparvero dalla penisola Iberica ancor prima, attorno ai 45mila anni fa.

Un articolo scientifico, pubblicato nello scorso agosto su Nature, affermava che la scomparsa di Homo neanderthalensis europeo poteva essere collocata tra i 41mila e i 39mila anni fa, stando ai rinvenimenti fossili sparsi un po’ovunque, dal Mar Nero, in Russia, alle coste atlantiche della Spagna.

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Ricostruzione di un individuo Neanderthal (crediti: Fabio Fogliazza / Human Evolution Museum (MEH) – Junta de Castilla y Leòn (Spagna)

Tuttavia i nuovi dati acquisiti dal sito preistorico di El Salt, della Comunità Valenciana, in Spagna, confutano queste conclusioni, retrodatando di 2-3000 anni la scomparsa dei Neanderthal dalla penisola Iberica.

“Entrambe le conclusioni sono complementari, non contraddittorie”, afferma Bertela Galvàn, autore principale del recente studio, pubblicato sul Journal of Human Evolution e ricercatore presso l’Unità di Formazione e di Ricerca della Preistoria, Archeologia e Storia Antica presso l’Università La Laguna (ULL) di Tenerife, Spagna.

Fino ad ora, per quanto concerne i resti umani neanderthaliani rinvenuti in Spagna, non vi era stata alcuna datazione diretta.

“In ogni caso, sono pochi i resti che hanno fornito date diverse dai 43mila- 45mila anni”, sottolinea Galvàn, affermando l’esistenza di datazioni più contestuali. “I fossili che hanno fornito le ultime datazioni sono ritenuti alquanto dubbi o sono stati rinvenuti assieme a materiale litico talmente scarso che dicono poco o nulla”, osserva lo studioso.

L’articolo su Nature proponeva che la data della estinzione degli ultimi Neanderthal fosse da attribuirsi ai 40mila anni circa, dato che da quel periodo in avanti “non esiste più alcuna prova della presenza di questi gruppi umani nella regione eurasiatica”, ma riconosce anche che il processo di scomparsa avrebbe dovuto essere tutt’altro che semplice; anzi fu sicuramente “complesso e si manifestò con ogni probabilità su scala regionale, con peculiarità varianti da luogo a luogo”, aggiunge su Nature Galvàn, che aveva partecipato egli stesso alla ricerca.

In questo contesto, invece, il nuovo studio mette in dubbio l’esistenza dei Neanderthal nella penisola Iberica già dopo i 43mila anni fa.

La vasta gamma di oggetti in pietra e i resti di fauna (soprattutto capre, cavalli e cervi), come pure l’ampia sequenza stratigrafica di El Salt hanno consentito di effettuare la datazione della scomparsa dei Neanderthal in un sito che copre gli ultimi 30mila anni della loro esistenza.

Analisi con tecniche ad alta risoluzione che hanno riunito dati paleoambientali e archeologici provano “una diminuzione progressiva della popolazione. Non un crollo brusco e improvviso, dunque, ma un declino graduale, che andò avanti probabilmente per qualche millennio, durante il quale i gruppi umani calarono progressivamente di numero”, secondo quanto afferma Cristo Hernandéz, altro ricercatore della ULL e co-autore dello studio.

Questa scomparsa graduale coincise con un cambiamento climatico verso ambienti più freddi e più asciutti “che dovette, giocoforza, incidere sulla vita quotidiana di queste popolazioni, decimandole poco alla volta”, aggiunge Hernandéz.

Gli esseri umani anatomicamente moderni, i Sapiens, non rivestirono alcun ruolo, in questo processo di estinzione di una specie – come qualcuno avrebbe potuto ipotizzato – “a differenza del significativo peggioramento climatico. Anche in virtù di uno sfasamento temporale nella presenza delle due popolazioni, dal momento che i Sapiens giunsero in questa regione molto più tardi”, evidenzia il ricercatore.

La nuova datazione colloca lo spopolamento di questa regione in una fase di transizione tra gli ultimi Neanderthal e i primi Sapiens.

Questa non è solo una ipotesi di lavoro, ma un dato di fatto che trova il conforto di ampie documentazioni archeologiche, comprovanti l’esistenza di una ‘pausa’ sedimentaria valida non solo per El Salt, ma riscontrata anche in altre località della penisola Iberica, conclude lo studio.

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