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I Neanderthals si estinsero a causa di infezioni agli orecchi

Scritto da Leonardo Debbia il 17.02.2020

La scomparsa dei Neanderthal rimane uno dei grandi misteri irrisolti dell’antropologia. Sull’argomento sono state avanzate, nel tempo, le ipotesi più disparate. Di certo, si sa soltanto che, mentre la figura di Homo sapiens si affacciava sulla scena e consolidava sempre più la sua presenza, i Neanderthal si avviavano abbastanza rapidamente verso l’estinzione.

Tra gli studiosi, chi ha ipotizzato una malattia misteriosa, chi un evento climatico avverso, chi carenza di risorse alimentari, chi una serie casuale di congiunture.

Tratto dell'orecchio (tubo di Eustachio), che nei Neanderthal, a causa della forma  tipica di quella specie, è stata ritenuta particolarmente soggetta alle infiammazioni  (crediti: SUNY, Downstate Health Sciences University)

Tratto dell’orecchio (tubo di Eustachio), che nei Neanderthal, a causa della forma  tipica di quella specie, è stata ritenuta particolarmente soggetta alle infiammazioni  (crediti: SUNY, Downstate Health Sciences University)

Un nuovo studio viene ora ad aggiungersi alla gran quantità delle ipotesi fin qui formulate.

La ricerca fa capo ad antropologi fisici e ad anatomisti della testa e del collo e suggerisce una causa meno catastrofica ma ugualmente letale.

Pubblicato on line sulla rivista The Anatomical Record, lo studio ipotizza che il vero responsabile della scomparsa dei Neanderthal non sia stato un patogeno esotico.

Secondo i ricercatori, il percorso verso l’estinzione potrebbe essere stato causato dal ben più comune e banale esordio delle malattie infettive, le infezioni croniche dell’orecchio.

“Può sembrare poco verosimile, ma quando, per la prima volta, abbiamo ricostruito le trombe di Eustachio dei Neanderthal, abbiamo scoperto che erano incredibilmente molto simili a quelle dei bambini attuali”, afferma Samuel Màrquez, professore del SUNY Downstate Health Sciences University, College of Medicine di New Yok City. “Le infezioni dell’orecchio medio sono frequentissime tra i bambini perchè l’angolo piatto delle trombe di Eustachio tende a trattenere i batteri dell’otite media che causano queste infezioni e lo stesso angolo piatto noi lo abbiamo trovato nei Neanderthal”.

Oggigiorno, grazie agli antibiotici, queste infezioni sono facili da trattare e relativamente benigne per i nostri bambini. Inoltre, intorno ai 5 anni d’età, con la crescita, nei bambini le trombe di Eustachio cambiano forma, si allungano e l’angolo diventa più acuto, permettendo all’orecchio il drenaggio del muco, eliminando quasi tutte queste infezioni ricorrenti della prima infanzia.

A differenza degli umani moderni, nei Neanderthal, la struttura delle trombe di Eustachio non cambia con l’età. E questo può comportare che le infezioni all’orecchio e le loro complicanze – infezioni respiratorie, perdita dell’udito, polmonite o anche peggio – non solo sarebbero divenute croniche ma avrebbero rappresentato una minaccia per la salute generale e per la sopravvivenza.

“In un mondo in evoluzione come quello in cui convivevano Sapiens e Neanderthal, la competizione per accaparrarsi le fonti di cibo era elevata e l’Uomo di Neanderthal, esposto a queste infezioni, diventava sempre più debole e meno competitivo nel confronto con i Sapiens. Non deve meravigliare quindi che nella competizione con l’uomo moderno i Neanderthal abbiano avuto la peggio”.

“Ecco un’altra intrigante svolta nella storia in continua evoluzione dei Neanderthal, che questa volta coinvolge una parte del corpo finora trascurata dai ricercatori”, commenta Ian Tattersall, paleoantropologo e curatore emerito dell’American Museum of National History di New York.

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