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Pigmento fossile svela i colori degli antichi ‘mostri’ marini

Scritto da Leonardo Debbia il 13.01.2014

Durante l’Era Mesozoica, mentre i giganteschi dinosauri popolavano le terre emerse, enormi rettili, quali mosasauri e ittiosauri, dominavano i mari.

Finora i paleontologi potevano solo immaginare quali colori potessero avere i corpi di questi animali spettacolari. Ora, i pigmenti conservati nella pelle fossilizzata di alcuni esemplari sono stati analizzati in Svezia, nell’SP Technical Research Institute e nel MAX IV Laboratory dell’Università di Lund. 

Gli unici resti di tessuti molli sono stati ottenuti da una tartaruga liuto di 55 milioni di anni, di un mosasauro di 85 milioni di anni e di un ittiosauro di ben 196 milioni di anni.

Questa è la prima volta che si rileva la combinazione di colori di un animale estinto.

Mostri marini

Illustrazione di antichi rettili marini: mosasauri e tartarughe liuto con una pigmentazione nera della pelle del dorso; e ittiosauri completamente scuri simili agli attuali capodogli (crediti: Stefan Solberg)

“Quando cominciai a studiare Paleontologia, era appena uscito il film Jurassic Park ed era impensabile, allora, poter mai trovare simili resti biologici di animali estinti da così tanto tempo”, afferma Johan Lindgren, scienziato dell’Università di Lund, che ha lavorato alla scoperta delle molecole di pigmento assieme ai colleghi inglesi, danesi e statunitensi, presentando quindi i risultati sulla rivista scientifica Nature.

E’ stato accertato che tutti questi rettili marini dovessero avere la pelle scura, una caratteristica che probabilmente doveva tornar loro utile sia per la termoregolazione dei corpi, sia per la mimetizzazione ed inoltre costituire una efficace protezione contro le radiazioni UV.

I fossili analizzati sono composti da resti scheletrici e macchie di pelle scura contenenti masse di dimensioni micrometriche, finora interpretate come resti fossili di batteri che avrebbero contribuito alla decomposizione e alla degradazione delle carcasse.

Invece, studiando il contenuto chimico dei tessuti molli, il team di Lindgren, è giunto alla conclusione che questi sono in realtà resti dei colori propri degli animali e che gli organismi di dimensioni micrometriche sono melanomi fossili o organuli cellulari contenenti pigmenti.

“La melanina è un pigmento quasi incredibilmente stabile. Utilizzare le biomolecole di questi antichi rettili è stato come fare un viaggio indietro nel tempo”, ha affermato Per Uvdal, del MAX IV Laboratory. 

I mosasauri (98-66 milioni di anni fa) erano gigantesche lucertole marine della lunghezza di 15 metri, mentre gli ittiosauri (250-94 milioni di anni fa) potevano raggiungere anche dimensioni maggiori. 

Entrambi questi gruppi si estinsero nel Cretaceo, mentre le tartarughe liuto sono tuttora viventi. 

Una caratteristica particolare delle tartarughe liuto viventi, quali il genere Dermochelys, è quella di avere la parte superiore del corpo interamente nera. E’ probabile che questa colorazione ne abbia favorito la sopravvivenza nel tempo e nei climi freddi, sopravvivenza finora attribuita esclusivamente alle enormi dimensioni. 

La spiegazione più plausibile è che, crogiolandosi sulla superficie marina durante le ore diurne, il colore nero permetterebbe ai loro corpi di riscaldarsi più velocemente, raggiungendo temperature corporee superiori a quelle che avrebbero ottenuto se fossero state di diverso colore. 

“Le tartarughe fossili avevano probabilmente una colorazione e un comportamento simile a Dermochelys”, dice Lindgren. “Come, del resto, anche ittiosauri e mosasauri, che potevano riscaldarsi rapidamente tra un’immersione e l’altra”. 

Gli ittiosauri dovevano avere una colorazione ed uno stile di vita simile, tra tutti gli organismi marini attuali, ai moderni capodogli: colore scuro dei corpi e capacità di permanenza a grandi profondità, in un mondo senza luce, forse anche per proteggersi dai raggi UV, ma con frequenti affioramenti in superficie, alternando le immersioni, per catturare, con il colore scuro dei corpi, quanta più luce possibile per il proprio riscaldamento.

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