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Scoperto in Cina il più antico antenato degli uccelli

Scritto da Leonardo Debbia il 18.05.2015

In una zona della Cina nord-orientale ricca di reperti fossili, sono venuti alla luce due nuovi fossili che dimostrano l’esistenza, riferibile a ben 130 milioni di anni fa, in pieno Cretaceo inferiore, di una specie animale che al momento rappresenta il più antico esempio dell’origine di una linea filogenetica che va nella direzione degli uccelli moderni.

Il sito fa parte della formazione di Huajiyng, una formazione geologica nella regione di Hebei, di età ancora incerta, oscillante tra i 140 e i 122 milioni di anni, che è comunque uno dei siti fossiliferi più abbondanti del mondo, specialmente per quanto riguarda la fauna aviaria; secondo solo a quello di Solenhofen, in Baviera.

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Ricostruzione di Archaeornithura meemannae (crediti: Wang et alii, Nature Communications)

Ed è proprio qui che un team di ricercatori dell’Accademia delle Scienze cinese, guidati dal prof. Wang, si sono imbattuti nella testimonianza più antica di animali strettamente imparentati con gli uccelli, scoperta che porta indietro nel tempo questo legame di 5-6 milioni di anni.

Non molto, se considerato su scala geologica, ma pur sempre una focalizzazione più accurata sull’origine di un cambiamento che, tutto sommato, dovrebbe portare a riconsiderare la tassonomia dell’intera classe degli uccelli.

I risultati dello studio sono stati resi noti sulla rivista Nature Communications, dove i resti vengono definiti in buono stato di conservazione, sia per quanto concerne le strutture ossee che per il piumaggio, tanto da consentire l’appartenenza di Archaeornithura meemannae – il nome dato agli esemplari – agli ornituromorfi, il gruppo cui fa capo il ramo evolutivo che conduce agli uccelli moderni.

Le dimensioni di A.meemannae appaiono più o meno simili a quelle di una quaglia. Lo sterno è piccolo, contrariamente agli uccelli attuali, e il bacino ventrale è gracile. L’osso sacro è grande e robusto come negli uccelli moderni, ma non fuso insieme all’iliaco. In uno dei due esemplari si distingue una lunga serie di ossa caudali. Il cranio non è comunque ben conservato in alcuno dei due individui.

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Lastre rocciose in cui era incluso uno dei due esemplari di Archaeornithura meemannae (crediti: Wang et alii, Nature Communications)

Il suo habitat doveva essere costituito da acque basse e fangose, come si potrebbe evincere dalla mancanza di piume nella zona tibio-tarsale delle zampe, carattere già riscontrato in altre specie simili.

Questa potrebbe interpretarsi come una conferma dell’ipotesi che la linea evolutiva degli uccelli abbia avuto origine in ambiente acquatico.

In effetti, gli uccelli hanno una linea evolutiva alquanto lunga e articolata, se per giungere agli uccelli moderni si è dovuto sicuramente passare attraverso specie molto diversificate, sia per la tipologia funzionale che per il semplice aspetto fisico.

Archaeopteryx, considerato a lungo l’anello di congiunzione e la prima testimonianza di un esemplare che faceva pensare ad un ‘prototipo’ di primitivo uccello, non possedeva, in realtà, la fusione caratteristica delle vertebre caudali, sostegno indispensabile per le penne timoniere di cui erano dotate le specie aviarie che lo seguirono.

Altre linee filogenetiche, via via estinte, erano dotate di becchi dentati, alcune erano prive di sterno carenato, necessario per un volo efficiente, e altre specie avevano l’articolazione della spalla orientata in modo opposto a quelle degli uccelli moderni, carattere che si presenta invece in A.meemannae.

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