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Sconvolgente comportamento di un gruppo di scimpanzè

Scritto da Leonardo Debbia il 20.02.2017

‘Scioccante’ è la definizione che Jill Pruetz usa per definire il comportamento di alcuni scimpanzé nei confronti di un loro simile, dopo la sua uccisione; episodio cui la studiosa, allibita, ha dovuto assistere, suo malgrado, nel sito che stava studiando a Fongoli, in Senegal.

Già il fatto che gli scimpanzé avessero ucciso un membro del loro stesso gruppo è estremamente raro, ma l’abuso sul cadavere che gli aggressori hanno fatto seguire era del tutto inaspettato.

“E’ stato molto difficile e abbastanza raccapricciante da vedere”, racconta la Pruetz, che è docente di Antropologia alla Iowa State University. “Inizialmente, non riuscivo a dare un senso a quello che stava accadendo. Non mi aspettavo tanta aggressività da parte degli scimpanzè sul corpo di un loro simile”.

Pruetz è stata testimone di molti avvenimenti da quando ha iniziato la sua ricerca, nel 2001.

E’ stata la prima studiosa, ad esempio, ad osservare che gli scimpanzé usavano strumenti per cacciare le prede.

Tuttavia, l’episodio cui ha assistito nel 2013 è stato alquanto singolare.

Il team di ricercatori aveva identificato uno scimpanzé, Foudouko, come leader alfa del gruppo che stavano tenendo sotto osservazione dal 2005. Due anni dopo, questo scimpanzé, rovesciato da un gruppetto di maschi più giovani, aveva perduto il potere sul gruppo originario.

Per anni, Foudouko era quindi vissuto ai margini del gruppo, prima di tentare di tornare a farne parte, verso la metà del 2013.

Pruetz e il suo team di ricerca sul comportamento degli scimpanzé documentarono, sgomenti, quel che accadde, fra l’altro senza segni di preavviso.

Pruetz racconta che il gruppo di scimpanzé, dopo aver probabilmente ucciso loro stessi Foudouko, si accanirono per quattro ore di fila sul cadavere, abusandone e cannibalizzandolo in parte.

Sulla rivista Journal of Primatology, il team ha descritto anche altri episodi di aggressione letale, ma questo è stato eccezionale. Gli scimpanzè più giovani furono i più aggressivi, mentre due ex-alleati di Foudouko non parteciparono all’aggressione e forse tentarono di evitarla.

Pochi animali mostrano segni di aggressività così brutale e il campo della primatologia è diviso sulle cause che possono scatenare tali comportamenti.

Secondo Pruetz i cambiamenti ambientali provocati dall’uomo, che disturbano l’habitat degli scimpanzé, potrebbero essere in qualche modo la fonte dei comportamenti aggressivi osservati, anche se non è detto che nel caso di Foudouko sia stata necessariamente questa la causa.

“Dato che a Fongoli i maschi fra gli scimpanzé scarseggiano”, spiega Pruetz. “potrebbe anche essersi trattato di concorrenza tra maschi per una femmina o una lotta di potere tra vecchi e giovani individui”.

L’equilibrio compromesso tra i generi a Fongoli potrebbe avere un’origine umana, dal momento che i cacciatori catturano le femmine per ottenere piccoli scimpanzé da commerciare come animali domestici. Anche se la cattura di una femmina non avviene se non a distanza di qualche anno, è comunque un impatto violento sulla comunità degli scimpanzé, afferma Pruetz.

Il fatto che Foudouko sia sopravvissuto in isolamento per diversi anni è piuttosto inconsueto.

Nessuno ha mai documentato un allontanamento durato così a lungo, assicura Pruetz.

Durante i cinque anni del suo esilio, Foudouko ha seguito il gruppo da una certa distanza, provando ad interagire con alcuni dei suoi ex-alleati, ma intervenendo raramente.

“Ci ha davvero colpito il fatto che Foudouko abbia vissuto ai margini del gruppo per così tanto tempo”, dice Pruetz. “Gli scimpanzé sono animali molto sociali, per cui un isolamento del genere deve aver prodotto uno stress enorme, tanto che sembrava che Foudouko volesse tornare nel gruppo”.

Secondo Pruetz, questa possibilità probabilmente l’avrebbe avuta, se fosse stato più sottomesso.

I ricercatori sospettano che nei giorni che hanno preceduto la sua morte, l’ex-leader fosse rimasto nella stessa area degli altri. Tuttavia, non vi erano state avvisaglie che il gruppo lo avrebbe attaccato e ucciso. In qualità di leader, Foudouko era temuto e rispettato dagli altri scimpanzé.

E’ possibile che gli individui più giovani abbiano temuto che il vecchio leader volesse tornare nel gruppo e riguadagnare una posizione di potere. Per questo potrebbero averlo ucciso, ipotizza Pruetz.

Foudouko e i suoi alleati erano anche in inferiorità numerica e questo per i giovani costituiva di sicuro un vantaggio.

Anche dopo l’attacco mortale, gli scimpanzé avevano paura di Foudouko, soprattutto quando vedevano che il suo corpo, ormai inerte, sembrava muoversi durante i ripetuti attacchi.

Allorché gli scimpanzé smisero di accanirsi sull’animale, Pruetz e il suo team intervennero e seppellirono Foudouko.

Le sue ossa saranno comunque riesumate per un’esame che possa essere di qualche aiuto per la ricostruzione dell’accaduto.

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