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Scoperto fossile completo di marsupiale gigante preistorico in Australia

Scritto da Redazione di Gaianews.it il 08.07.2011

DiprotodonI resti di un marsupiale gigante preistorico – della dimensione di un moderno SUV – sono stati trovati nello stato del Queensland, in Australia. Lo ha rivelato un gruppo di paleontologi che ha prelevato i resti.

Si tratta di un gigantesco vombato, un marsupiale che ancora oggi vive nelle regioni umide del continente australiano ma che è grande meno di un cane di piccola taglia. Gli esperti, che lo hanno riconosciuto come un Diprotodon, il suo nome scientifico, – hanno stimato che doveva pesare almeno tre tonnellate, un vombato delle dimensioni di un ippopotamo. Si tratta del ritrovamento dello scheletro più integro di un singolo esemplare di questa specie ormai estinta.

Il leader del progetto è il professor Michael Archer dell’Università del New South Wales, che ha detto che è insolito ritrovare uno scheletro così completo, e soprattutto con il suo cranio.

Il campione è portato al Centro Riversleigh Fossil, dove sarà trattato e pulito, prima di essere portato al Museo del Queensland.

Fino ad oggi molti scheletri di Diprotodon sono stati scoperti in tutta l’Australia – il più completo fino ad oggi è stato scoperto a Tambar Springs, a 300 chilometri da Sydney, nel 1979, e si attribuisce a 33 mila anni fa.

Il Diprotodon, un erbivoro, ha vissuto durante il Pleistocene, un’era che si estende da 2,5 milioni a 12.000 anni fa.

Non sono chiare le ragioni della sua estinzione, ma molti esperti sono concordi nel dire che i cambiamenti climatici potrebbero aver giocato un ruolo, anche se non si esclude l’attività umana in Australia, che è iniziata qualche migliaio di anni prima dell’estinzione del Diprotodon con l’arrivo degli aborigeni.

La caccia da parte dell’uomo è stata presa in esame dal ritrovamento di un osso con un piccolo foro, che potrebbe far pensare all’abbattimento dell’animale con una lancia.

Michael Archer sposa la tesi dell’aumento delle siccità e del clima secco, che avrebbero reso il territorio troppo povero di cibo per un animale che aveva bisogno di una quantità di vegetali enorme ogni giorno.

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