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Scoperti i primi camini di pietra nel Mediterraneo

Nei fondali del mare in Montenegro sono state trovate suggestive distese di camini calcarei grazie all'utilizzo di ROV, speciali robot in grado di sondare i fondali

Scritto da Redazione di Gaianews.it il 23.01.2013

Scoperti nei fondali del mare in Montenegro ambienti di rara bellezza e importantissimo valore scientifico. La scoperta è stata effettuata durante la campagna oceanografica diretta dall’Ismar-Cnr ed è la prima del suo genere nel Mar Mediterraneo.

Camini marini

Il team della campagna “Altro”(Biocostruzioni in Adriatico Meridionale e Canale d’Otranto) ha fatto una scoperta sensazionale di rara bellezza nel Mare Adriatico in corrispondenza del Montenegro.
Nei fondali sono state trovate suggestive distese di camini calcarei grazie all’utilizzo di ROV, speciali robot in grado di sondare i fondali.
“L’esplorazione dei canyon sommersi al largo delle coste del Montenegro è stata realizzata mediante un piccolo veicolo sottomarino manovrato dalla superficie, il Rov (Remotely Operated Vehicle) Pollux, che ha individuato, sul fondale fangoso a circa 450-500 metri di profondità, una vera e propria ‘foresta’ costituita da camini calcarei. Alcuni, che superano i 50 centimetri di altezza, sono ancora in posizione verticale, mentre altri giacciono abbattuti sul fondo”, spiega Marco Taviani Taviani che insieme a Lorenzo Angeletti altro esperto dell’Istituto di scienze marine di Bologna (Ismar-Cnr) si trovava a bordo della nave oceanografica Urania del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr).

Ambienti del genere erano stati documentati finora solo nel Golfo di Cadice, al largo della nuova Zelanda e delle coste pacifiche del Nordamerica.

Per definire con certezza la genesi di queste foreste sottomarine occorreranno complesse analisi di laboratorio. “È però plausibile che i camini naturali si siano originati dall’ascesa, in un passato geologico abbastanza recente, di fluidi ricchi in idrocarburi, probabilmente metano, attraverso la coltre dei sedimenti antichi che formano l’architettura di questo margine continentale”. Secondo Angeletti, “esempi simili sono noti in vari ambienti marini attuali e fossili, ma questa è la prima documentazione mediterranea di tale entità”.

Di grande interesse la concomitante scoperta, a queste stesse profondità, di rigogliosi ecosistemi. “Il Rov ha documentato arbusti di corallo nero alti fino a due metri, abbondanti coralli bianchi soprattutto della specie Madrepora oculata, coralli gialli e campi di gorgonie sui fianchi dei canyon balcanici”, aggiunge Paolo Montagna, geochimico dell’Ismar-Cnr. “Alcuni esemplari sono stati prelevati e mantenuti vivi per essere trasferiti negli acquari scientifici del Principato di Monaco. I coralli sono preziosi archivi naturali per studiare processi quali i cambiamenti climatici e l’acidificazione degli oceani”.

‘Altro’ è la prima missione oceanografica del programma europeo Coconet, che si protrarrà fino a tutto il 2016.

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