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Clima, Venere è un avvertimento per la Terra

Scritto da Redazione di Gaianews.it il 07.12.2010

Satellite dell'ESA indaga l'atmosfera di Venere

Satellite dell'ESA indaga l'atmosfera di Venere. Venus Express ha due pannelli di celle solari per anta, composti da righe alternate di celle a tripla giunzione e specchi altamente riflettenti per ridurre le temperature di funzionamento.

Gli scienziati hanno finalmente capito la natura di un misterioso strato di biossido di zolfo ad alta quota che ricopre il pianeta Venere scoperto dal satellite dell’ESA Venus Express. Ora sappiamo qualcosa in più sull’atmosfera venusiana, ma abbiamo anche un monito contro l’iniezione nella nostra atmosfera di particelle di zolfo come strumento per mitigare il cambiamento climatico, come da alcuni ipotizzato.

Venere è coperta da nubi di acido solforico che bloccano la nostra visione della superficie. Le nubi si formano a quote di 50 km quando il biossido di zolfo dei vulcani si combina con il vapore acqueo  per formare gocce di acido solforico. I resti di biossido di zolfo dovrebbero essere distrutti rapidamente da un’intensa radiazione solare ad altitudini superiori ai 70 Km.

Quindi, quando il satellite dell’ESA ha rilevato lo strato di biossido di zolfo a 90 Km di altezza, gli scienziati sono rimasti esterrefatti. Da dove veniva?

Ora, simulazioni al computer di Xi Zhang, ricercatore presso il California Institute of Technology, e colleghi provenienti da America, Francia e Taiwan indicano che alcune gocce di acido solforico possono evaporare in alta quota, formando acido solforico gasoso che viene poi spezzato dalla luce del sole, rilasciando biossido di zolfo.

“Non avevamo previsto lo strato di zolfo ad alta quota, ma ora siamo in grado di spiegare le nostre misurazioni”, afferma Håkan Svedhem, dell’ESA Venus Express Project Scientist.

“Tuttavia, le nuove scoperte significano anche che il ciclo atmosferico dello zolfo è più complicato di quanto pensassimo”.

Così come una più profonda conoscenza dell’atmosfera di Venere, questa nuova scoperta però suggerisce anche che le modalità proposte da alcuni scienziati per mitigare il cambiamento climatico sulla Terra a causa dell’effetto serra potrebbero non essere efficaci come originariamente pensato.

Il premio Nobel Paul Crutzen ha recentemente sostenuto che l’iniezione di grandi quantità di biossido di zolfo nell’atmosfera terrestre a circa 20 km potrebbero contrastare il riscaldamento globale derivante dai gas serra.

La proposta nasce da osservazioni di potenti eruzioni vulcaniche, in particolare quella del 1991 del Monte Pinatubo nelle Filippine, che ha lanciato enormi quantità di biossido di zolfo nell’atmosfera terrestre. Al raggiungimento di 20 km di altitudine, il gas forma piccole goccioline di acido solforico concentrato, come quelle trovate nelle nuvole di Venere. Le goccioline creano uno strato di foschia che riflette una parte dei raggi solari verso lo spazio, ottenendo un raffreddamento del pianeta di circa 0,5 ° C.

Tuttavia, la nuova scoperta sull’evaporazione dell’acido solforico su Venere suggerisce che tali tentativi di raffreddamento del nostro pianeta potrebbero essere fallimentari, perché non sappiamo quanto velocemente la foschia di acido solforico sarà riconvertita in acido solforico gassoso, che è trasparente e permette a tutta la radiazione solare  di passare. E la presenza di biossido di zolfo a 90 km di altezza è un forte indizio in questo senso.

“Dobbiamo studiare in dettaglio le possibili conseguenze di un tale strato artificiale di zolfo nell’atmosfera della Terra”, spiega Jean-Loup Bertaux, Université de Versailles-Saint-Quentin, in Francia, ricercatore principale del sensore SPICAV sul satellite Venus Express che ha rilevato lo strato di biossido di zolfo. “Venere ha un enorme strato di gocce di acido solforico, per cui tutto ciò che impariamo a conoscere di quelle nuvole è probabile che sia pertinente con qualsiasi forma di geo-ingegneria del nostro pianeta.”

In effetti, la natura sta già facendo l’esperimento per noi e Venus Express ci permette di imparare la lezione prima di fare esperimenti sulla Terra, inutili, costosi e magari anche dannosi.

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  • Redazione scrive:

    Gentile Fabio, la scoperta è: “alcune gocce di acido solforico possono evaporare in alta quota, formando acido solforico gasoso che viene poi spezzato dalla luce del sole, rilasciando biossido di zolfo”. Non era noto questo fenomeno prima della costruzione del modello numerico da parte di Xi Zhang. Naturalmente è un modello, quindi è falsificabile, come insegna il buon Popper. Cordiali saluti, Paolo Ferrante

  • Fabio scrive:

    Dice:
    Tuttavia, la nuova scoperta sull’evaporazione dell’acido solforico su Venere suggerisce che…

    che cosa? L’articolo parla della smentita di un modello che avevamo. Non c’e’ scoperta. C’e’ smentita.
    E se suggerimento deve essere, deve esserci anche spazio per la falsificazione, altrimenti, come ben si vede, ogni smentita dovuta ai fatti viene affrontata semplicemente “con sorpresa”.
    Affrontare gli argomenti cosi’ e’ una umiliazione per lo spirito scientifico.