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Esopianeta orbita intorno alla sua stella in 8,5 ore

Scritto da Leonardo Debbia il 21.08.2013

Nel tempo di una sola giornata di lavoro o di una bella nottata di sonno, un pianeta distante 700 anni luce dalla Terra ha già completato un anno intero. I ricercatori del Massachusetts Institute of Technology (MIT) hanno scoperto un pianeta extrasolare delle dimensioni della Terra, denominato Kepler 78b, che orbita intorno alla propria stella in sole 8,5 ore, uno dei più brevi periodi orbitali mai rilevati.

esopianeta

Il fatto più emozionante per gli scienziati, tuttavia, è essere stati in grado di rilevare la luce emessa dal pianeta. E’ infatti la prima volta che si è riusciti a farlo per un pianeta così piccolo.  

Per individuarlo, il team ha analizzato i dati della luce proveniente da migliaia di stelle, alla ricerca di buchi rivelatori che indicassero che un pianeta passava periodicamente di fronte ad una stella. 

In questo caso sono stati misurati i tempi di oscuramento, ogniqualvolta, cioè, il pianeta passava dietro la stella, ipotizzando che la luce del pianeta è probabilmente una combinazione di radiazioni della superficie riscaldata e di luce riflessa da superfici materiali, quali lava e vapori atmosferici.

La luce, una volta analizzata con telescopi più potenti, potrà fornire ulteriori informazioni sulla composizione della superficie del pianeta e sulle sue proprietà di riflessione.

Kepler 78b è così vicino alla sua stella che gli astronomi sperano di riuscirne a misurare l’influenza gravitazionale sulla stella stessa.

I dati torneranno utili per calcolare la massa del pianeta, che sarebbe la prima riguardante un pianeta situato al di fuori del sistema solare, delle dimensioni della Terra.

Il pianeta è vicinissimo alla sua stella. Il suo raggio orbitale è solo circa tre volte il raggio della stella e gli scienziati stimano che le temperature di superficie possano raggiungere i 3000 gradi Kelvin.

In un tale ambiente, lo strato superficiale del pianeta è quasi sicuramente allo stato liquido: un massiccio, torbido oceano di lava.

La scoperta è stata documentata su The Astrophysical Journal.

In un documento a parte, pubblicato su Astrophysical Journal Letters, lo stesso team, insieme ad altri studiosi, del MIT e di altri Paesi, avevano già osservato KOI 1.843.03, un pianeta extrasolare scoperto in precedenza, che presentava un periodo orbitale ancora più breve, soltanto 4 ore e mezza.

In quell’occasione, il team, guidato da Saul Rappaport, fisico del MIT, aveva determinato che per poter mantenere un’orbita così vicina alla sua stella, il pianeta avrebbe dovuto avere una densità incredibilmente elevata, altrimenti le forze di marea della stella lo avrebbero ridotto in frantumi.

“Solo per il fatto di essere dov’è, implica che il pianeta è molto denso”, afferma Josh Winn, fisico del MIT e co-autore di entrambi i documenti.

Per scoprire Kepler 78b, il team ha scrutato tra più di 150mila stelle, monitorate dal telescopio Kepler, un osservatorio spaziale della NASA, che esamina una zona della galassia in cui gli scienziati cercano pianeti abitabili delle dimensioni della Terra: l’obiettivo di Winn è trovarne uno con periodo orbitale breve.

E’ stato determinato che Kepler 78b è 40 volte più vicino alla sua stella della distanza Sole-Mercurio, che la stella è giovane e ruota su se stessa due volte più velocemente del nostro Sole, ma a causa della sua vicinanza, il pianetino non è abitabile.

Ora il team ricerca pianeti extra-solari orbitanti attorno a nane brune, stelle quasi morte.

“La rotazione attorno ad una di queste stelle consentirebbe al pianeta di mantenere una temperatura giusta per poter essere considerato abitabile”.

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