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Una tragedia familiare nell’Europa centrale di 5000 anni fa

Scritto da Leonardo Debbia il 29.07.2019

In Polonia è stata rinvenuta una misteriosa fossa comune risalente a 5000 anni fa. Autori della scoperta sono alcuni ricercatori della Facoltà di Scienze presso le Università danesi di Copenhagen e di Aarhus.

Aspetto del sito funebre di Koszyce, datato 5000 anni fa (crediti; Hannes Schroeder, Università di Copenhagen)

Aspetto del sito funebre di Koszyce, datato 5000 anni fa (crediti; Hannes Schroeder, Università di Copenhagen)

Perchè questa fossa è stata definita ‘misteriosa’?, ci si chiederà.

Ecco allora la descrizione di quanto si è presentato agli occhi degli archeologi.

All’interno del sito funerario sono stati rinvenuti i resti, peraltro seppelliti con cura e corredati persino da doni funebri, di una quindicina di individui, all’apparenza vittime sospette di un brutale omicidio di massa.

Effettuate le debite analisi, il DNA antico delle ossa ha destato particolare stupore, perchè ha rivelato che quei resti appartenevano a membri di una stessa famiglia.

La datazione del sito lo colloca in un’epoca particolarmente violenta della preistoria europea, di cui – a dirla tutta – non si conosce poi un granchè.

Ma una famiglia intera sterminata e sepolta in una fossa getta un’ombra sinistra su quelle terre, anche se per quell’epoca, come anzidetto, una vicenda a tinte fosche poteva essere considerata quasi di ‘normale’ quotidianeità.

Ma perchè, dopo lo sterminio, ci si era preoccupati di sistemare convenientemente le vittime?

Forse, perchè conosciute. Barbare scorribande, vendette parentali, sacrifici umani?

Le ipotesi si sprecavano.

La fossa comune in questione era stata riportata alla luce otto anni fa presso il villaggio di Koszyce, nel Sud della Polonia, ma le caratteristiche insolite e l’alone di mistero che avvolgeva la sepoltura, antica di 5000 anni, sono rimasti un enigma mai risolto.

Gli scheletri rinvenuti sono 15, tra uomini, donne e bambini; tutti uccisi da potenti colpi inferti alla testa. Nonostante la scoperta sia macabra e sorprendente, i corpi risultano ben posizionati uno accanto all’altro, accompagnati da abbondanti doni per il loro viaggio estremo.

Di recente, un team internazionale di ricercatori delle Università di Copenhagen e di Aarhus, assieme a personale del Museo archeologico di Poznan, in Polonia, si è prefisso di comprendere qualcosa in più sul mistero, esaminando i profili del DNA antico e scoprendo così che l’omicidio di massa riguardava sorprendentemente ben tre generazioni di membri della stessa famiglia.

Il mistero assumeva l’aspetto di un giallo ante litteram.

Utilizzando analisi genomiche, datazioni al radiocarbonio, analisi isotopiche e dati archeologici, gli studiosi hanno acquisito una visione dettagliata di questa società dell’Età della pietra e si sono fatti un’idea di quell’evento cruento della preistoria.

“Analizzando il DNA antico degli scheletri, siamo stati in grado di mappare ciascuna delle relazioni familiari e abbiamo così potuto vedere che le madri giacciono distese accanto ai propri figli e i fratelli disposti fianco a fianco. Chi seppellì i defunti doveva conoscerli bene, quindi.

Si è osservato che nella tomba manca la maggior parte dei padri e questo fa supporre che, al momento del massacro, questi mancassero dall’insediamento e che probabilmente vi siano tornati soltanto in un momento successivo, potendo provvedere così essi stessi alla sepoltura delle loro famiglie in modo conforme alle loro usanze”, sostiene Morten Allentoft, biologo evolutivo dell’Università di Copenhagen.

“Non sappiamo chi sia stato il responsabile di questo massacro, né quali motivi lo abbiano scatenato”, conferma l’archeologo e genetista Hannes Schroeder, dell’Università di Copenhagen. “E’ comunque plausibile ritenere che l’evento sia accaduto quando il Neolitico, intorno ai 5000  anni fa in questa regione, era in una fase di transizione verso l’Età del bronzo. Durante questo periodo le culture europee subirono pesanti  trasformazioni ad opera delle culture Yamnaya che provenivano migrando dall’Est e questi drastici cambiamenti potevano sfociare molto spesso in violenti scontri per accaparrarsi nuovi territori”.

Relativamente alle scoperte archeologiche, Niels N. Johannsen, archeologo dell’Università di Aarhus, aggiunge: “Siamo a conoscenza, mediante altre scoperte di tombe dell’epoca, che conflitti violenti scoppiavano con frequenza tra i diversi gruppi culturali di allora, ma non erano mai stati documentati così chiaramente come in questo caso. Violenza e tragedia a parte, il nostro studio mostra chiaramente che circa 5000 anni fa l’ unità familiare e la cura dei rapporti significavano molto per quelle persone, sia durante l’ esistenza che nella morte”.

I tre ricercatori danesi sottolineano infine l’importanza della stretta collaborazione tra esperti del DNA antico, archeologi, antropologi e analisi isotopiche, nel tentativo di chiarire il mistero che circonda questo massacro preistorico.

Visti i risultati conseguiti, è comprensibile l’entusiasmo di Marzena Szmyt, direttrice del Museo archeologico di Poznan, che sottolinea quanto, in analoghi ritrovamenti, sia essenziale la collaborazione interdisciplinare tra gli esperti dei vari settori interessati e auspica di ‘ampliare ancora di più la nostra conoscenza di un periodo particolarmente tumultuoso della preistoria europea‘, per usare le stesse parole della studiosa.

I risultati dello studio che ne è scaturito sono stati pubblicati negli Atti della National Academy of Sciences (PNAS).

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