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Vedere nel torbido: arriva un laser speciale dalla ricerca italiana

I ricercatori del CNR hanno inventato un metodo, basato sull'uso del laser, per riuscire a guardare attraverso i colloidi

Scritto da Redazione di Gaianews.it il 18.01.2013

Vedere nel torbido. Questo lo scopo di una ricerca portata avanti dai ricercatori del CNR che hanno creato un metodo, basato sull’uso del laser, grazie al quale si potrà vedere attraverso i colloidi.

latte

I colloidi sono miscele in cui sostanze di dimensione microscopiche si trovano in altre: sono colloidi il sangue e il latte, ad esempio.
Con un normale microscopio, però, non è possibile vedere attraverso i colloidi perchè le sostanze microscopiche lo impediscono.
La ricerca del CNR, pubblicata su Lab on Chip, e su Optic Letters, ha inventato un metodo per guardare attraverso i colloidi ed è stata selezionata tra le 30 migliori ricerche del settore del 2012.

La scoperta è importante per alcuni settori come la microfluidica e la biologia marina e può avere applicazioni nella medicina, in campo ambientale e per la sicurezza

“Il metodo ideato permette, tramite una tecnica ottica di tipo interferometrico che fa uso del laser, di vedere oggetti che si trovano in mezzi torbidi, anche di dimensioni microscopiche”, spiega Melania Paturzo, ricercatrice Ino-Cnr. “I campi di applicazione vanno dalla microfluidica per la medicina, alla scansione dei fondali marini, alla visione di oggetti avvolti da nebbia o fumo e quindi la tecnica proposta può avere ricadute anche nel campo della sicurezza”.
“Il principio su cui si basa la tecnica è l’effetto Doppler”, aggiunge Pietro Ferraro. “Infatti se la soluzione colloidale fluisce a una certa velocità, la luce diffusa dalle particelle del mezzo subisce uno spostamento della frequenza, per effetto Doppler, proporzionale alla velocità del mezzo stesso. Se quest’ultima velocità è maggiore di un certo valore di soglia, la frequenza varierà al punto da non contribuire più al processo d’interferenza e quindi alla formazione dell’immagine dovuta solo alle parti statiche dell’oggetto”.
I risultati, ottenuti in collaborazione con l’Istituto sperimentale Lazzaro Spallanzani, sono stati pubblicati e selezionati tra gli Hot Topics dalla rivista della RSC Publishing ‘Lab on a Chip’ e nei migliori 30 contributi di ricerca in ottica del 2012 dal magazine ‘Optics and Photonics News 2012’ dell’Optical Society of America.

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