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Zealandia, il continente nascosto dal mare

Scritto da Leonardo Debbia il 09.03.2017

Nel sud-ovest dell’Oceano Pacifico un tempo si estendeva una vasta terra chiamata Zealandia, che si elevava al di sopra delle onde per chilometri e chilometri quadrati e che ora è sommersa quasi completamente dal mare.

Sembrerebbe l’inizio di un racconto di fantascienza; ma non è così.

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La Nuova Zelanda (Isola del Sud a sinistra) è parte di ciò che alcuni geologi sostengono dovrebbe essere considerato un nuovo continente

Un team di scienziati provenienti da Nuova Zelanda, Australia e Nuova Caledonia, nel numero di marzo / aprile della rivista GSA Today sostengono che i dati geofisici suggeriscono che l’ampia area chiamata Zealandia, vasta ben 5 milioni di chilometri quadrati e comprendente la Nuova Zelanda e la Nuova Caledonia, fosse in realtà un unico pezzo di crosta continentale, staccatosi, tra gli 85 e i 130 milioni di anni fa, dal continente Antartico e tra gli 80 e i 60 milioni dall’Australia.

“Se si potessero prosciugare gli oceani terrestri, si potrebbe facilmente riconoscere Zealandia

come un unico continente”, afferma Nick Mortimer, geologo del GNS Science a Dunedin, Nuova Zelanda e leader del team.

Tuttavia, non esiste un organismo internazionale preposto a designare ufficialmente nuovi continenti e così i ricercatori sperano che un numero abbastanza grande di loro colleghi si impegni a riconoscere ufficialmente come continente questo frammento di crosta, confermando quanto è emerso dalle loro ricerche.

In caso contrario, la loro proposta rimarrebbe solo un desiderio teorico piuttosto che un nuovo modellamento radicale delle nozioni geografiche impartite nelle scuole di tutto il mondo.

“I risultati ottenuti, d’altra parte, spingono a ripensare la definizione fin qui stabilita per le masse geologiche continentali”, dichiara Patricia Durance, anch’ella geologa della GNS Science a Lower Hutt, Nuova Zelanda.

Mortimer e i suoi colleghi hanno parlato di Zealandia per più di dieci anni in conferenze, articoli e libri. La loro ultima carta da giocare, ora, è la sintesi tecnica del loro studio, in cui si riporta che Zealandia cominciò a staccarsi dal supercontinente di Gondwana circa 100 milioni di anni fa.

La gigantesca frattura ha dato a Zealandia una identità propria, ma ha anche stirato e assottigliato la crosta terrestre, provocando lo sprofondamento di tutta l’area interessata, e condannando la maggior parte della sua superficie a rimanere coperta da una grande distesa d’acqua.

Oggi, solo il 6 per cento di quest’area è emersa, con la Nuova Zelanda e la Nuova Caledonia.

Mortimer afferma che le mappe satellitari del campo gravitazionale della Terra mostrano chiaramente che Zealandia è una caratteristica geografica omogenea che si estende dalla vicina costa nord-orientale dell’Australia ben oltre la Nuova Zelanda.

Campioni del fondo marino rivelano che Zealandia consiste di crosta continentale leggera, a differenza delle rocce vulcaniche scure che compongono i vicini altipiani subacquei.

La zona sembra essere strutturalmente intatta, piuttosto che un insieme schiacciato di diversi frammenti di crosta continentale.

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Non esiste una definizione universalmente accettata di ‘continente’ e geografi e geologi divergono sulla questione. Dal punto di vista geografico, ad esempio, l’Europa e l’Asia sono considerati due continenti divisi, mentre i geologi li considerano come un’unica, singola massa continentale, chiamandola Eurasia.

“Uno dei principali vantaggi di questo articolo è che richiama l’attenzione sull’uso arbitrario e non coerente di un termine fondamentale come continente”, dice Brendan Murphy, geologo alla Saint Francis Xavier University di Antigonish, Canada.

Zealandia dovrà affrontare una dura battaglia per acquistare, come nome popolare, lo stesso riconoscimento che hanno Eurasia, Africa, Antartide, Australia, Nord e Sud America.

“Comunque si chiami questo ‘continente nascosto’” – dice Mortimer – “gli studi su di esso dovrebbero essere d’aiuto ai biogeografi per comprendere meglio come abbiano avuto origine le piante endemiche e gli animali della Nuova Zelanda e costituire una spinta per i geologi per indagare come possa essere rimodellata la crosta terrestre continentale.

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