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Viaggio a Barcellona: tra i calçots, la Festes de la Mercè e lo stile mudéjar

Scritto da Valeria Gatti il 17.09.2013

Adagiata in una dolce pianura che scende a mare, circondata da morbide colline, Barcellona è una città che offre panorami stupendi, architetture insolite, accostamenti che sanno di una “locura” tutta spagnola. Tutti sanno che, tra le cose da non perdere se si fa un viaggio nella città catalana, ci sono attrazioni come la Sagrada Familia, la Rambla, la Ciudad Vella, che ne racchiude le bellezze medievali, casa Batllò e il Parc Güell di respiro modernista. I turisti non si lasciano sfuggire le tapas e nemmeno la paella d’importazione (non è catalana!), magari a cena, all’uscita del Museo di Picasso.

Ma se ci si addentra tra la Barcellona più “desconocida” e insolita, se scaviamo e andiamo a fondo nel viaggio, nuove deliziose sorprese ci attendono.

Non tutti sanno magari che proprio il 24 settembre è la Festes de la Mercè a Barcellona. Giorno in cui viene aperto e si può ammirare il Palau de la Generalitat, per esempio, palazzo eretto all’inizio del XV secolo. L’evento in sè è una festa tenuta in onore di Mare de Deu de la Mercè, il Santo Patrono di Barcellona. Il festival si svolse per la prima volta nel 1902, ora rimane un’occasione per salutare l’estate e dare il benvenuto ai mesi freddi. Per l’occasione conoscerete il significato di parole come Correfac, ovvero diavoletti saltellanti che sfrecciano qua e là con fuochi d’artificio; Castellers, le torri umane; Gigantes, la sfilata dei giganti. Cinque giorni, dal 20 al 25 settembre, in cui è impensabile muoversi con l’auto in città.

  Castellers, le torri umane  Scintille tra le maschere

 

E se i più conoscono il sopra citato Parc Güell, forse a pochi è noto il Parc del Tibidabo. Un’occasione per andare a fare un giro al Museo degli Automi, Museu d’Autòmates: un tuffo indietro nel tempo, un viaggio nel viaggio che ci riporta alla magia di bambole e trenini e giochi meccanici. Il Parc de Collserola ospita invece la casa museo dello scrittore catalano Jacint Verdaguer.

Perdersi tra i vicoli di Passeig de Gràcia è un’esperienza unica. Amata da giovani bohémien e studenti, questa zona ha una vitalità tutta particolare, e pensare che un tempo era un villaggio a sé stante. Si tratta di un luogo sicuramente interessante per l’atmosfera che vi regna: tra le stradine e le piazzette e i vecchi locali, non sarà difficile che alzando la saracinesca di un negozio ci si ritrovi a sbirciare le alcove di una decina di studenti che condividono affitto e materassi! In questa parte della città Gaudì faceva i suoi primi esperimenti: Casa Vicens è una delle prime case che l’architetto ha progettato, riprendendo lo stile mozarabe mudéjar tra torrette, gradienti e contrasti di colore.

Se volete ammirare la città dall’alto, potete fare una capatina sul Montjuïc, il colle ebraico. Da non perdere qui la Fontana Magica, progettata da Carlos Buigas, che di sera offre un magnifico spettacolo di luci e colori e si sincronizza con i fuochi e i festeggiamenti della Festes de la Mercè. Arrivateci però non a piedi, ma usando la teleféric, teleferica che parte direttamente dal porto vecchio. A proposito di porto, spiagge e pesca, fate un giro anche alla spiaggia di Barceloneta, dove vivono ancora delle famiglie di vecchi pescatori e troverete ottimi ristoranti di pesce.

  La Fontana Magica      Fideus catalanes                    

A proposito di cibo. Cosa provare di nuovo? Una copa de cava, denominazione riservata ai vini spumanti elaborati in determinati municipi delle province di Barcellona, Tarragona, Lerida, Gerona, tra le altre. Arroz a banda e arròz negre, le varianti catalane della paella, fideus a la cassola, ovvero spaghetti con maiale. Se leggete botifarra amb mongets si tratta di salsiccia nera e fagioli o il pollastre amb samfaina è pollo arrosto e verdure, che a volte lasciano stranamente il posto alla llagosta i pollastre, ovvero aragosta con pollo. Non perdetevi le salse: l’allioli (aglio e olio), il romesco (mandorle, pomodori, aglio, aceto e olio), il sofregit (cipolla fritta, pomodori, aglio) e la samfaina (melanzane e peperoncino) e se ci andate durante l’inverno, assaggiate i calçots, fantastiche cipolle alla brace accompagnate da una salsa alla nocciola, menta e peperone.

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